Intervista a Manuel Spanò, secondo classificato del contest Il miglior libro del 2016

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Moralis, secondo classificato del 2016

Ciao e benvenuto nel Sole e Luna Blog, oggi saremo qui per una chiacchierata. Vi presenteremo Manuel Spanò, secondo classificato del contest Il miglior libro del 2016.
Innanzitutto raccontaci di te, fatti conoscere.
1) Il tuo fantasy è un genere a metà, tra fantasy e canzoni di gesta, come ti è venuta l’idea di unire i due generi di cui il secondo è ormai dimenticato?

Innanzitutto ciao a voi e ai vostri lettori, e grazie per l’opportunità che mi state dando di parlare del mio libro.
L’idea, che non è solo un’idea ma è un bisogno vero e proprio, se devo essere completamente sincero non mi è venuto in un momento preciso ma credo che sia sempre esistito dentro di me. L’idea comune al giorno d’oggi che classifica il fantasy un genere staccato dai canti di gesta non dà giustizia all’origine del fantasy stesso. Il genere fantasy è nato, nell’antichità, proprio sotto forma di canti di gesta, o poemi epici. Potrei citare l’Iliade, l’Odissea, o Le Morte d’Arthur, o addirittura l’Edda, la raccolta dei poemi norreni, o l’Epopea di Gilgamesh, come una goccia nell’oceano dei più famosi canti di gesta. Questi sono a loro volta derivati dalle mitologie antiche di varie parti del mondo, nonché religioni ormai estinte. Il fantasy è nato proprio da questo genere letterario, e il mio è un bisogno profondo di un ritorno all’origine.

2) “Il Coraggio del Perdono verso l’Ombra di Tristezza  scaturita dalla Rabbia che portò al fin la Guerra devastante per le Anime gentili di quei Figli che all’Alba della Vita diede il Mondo poi Ferito dall’alito del Drago” questa è una delle frasi che più mi ha incuriosita ed emozionata, sembra stia leggendo Dante, ma ha un significato molto profondo, che cosa hai voluto imprimere con questo? Cosa speri?

Questa “poesia senza metrica”, come mi piace chiamarla, oltre che essere parte di una sinossi incomprensibile in quarta di copertina, si presenta ai lettori all’interno del libro ogni volta che viene fatto un riferimento a Moralis (l’oggetto della ricerca del protagonista). Ogni parola in maiuscolo nella poesia è un significato diverso che Moralis ha nelle diverse lingue in cui viene pronunciata, siano esse attuali o arcaiche. Non vorrei far troppi spoiler, ma tutti i significati si intrecciano tra di loro in diversi modi: innanzitutto la poesia è la storia di Garia fin dall’alba dei tempi che si ripete all’infinito, nella quale la vita e la morte si danno costantemente il cambio nelle ere di pace e di guerra, provocando nei suoi abitanti sentimenti contrastanti, come rabbia quando vengono feriti dall’alito del drago, che simboleggia la barbarie della guerra, ma anche perdono, quando gli animi si acquietano e le coscienze si evolvono, e i superstiti trovano il coraggio di perdonare “l’ombra di tristezza”, che non è altro che l’origine della rabbia che produce la guerra. Ma i vecchi dissapori prima o poi divampano ancora, ed è lì che la vita e la morte, l’una che non può esistere senza l’altra, riprendono la loro danza perpetua.
In questi versi ho semplicemente voluto racchiudere la similitudine che Garia ha con il mondo reale.
Penso che la storia dell’umanità sia un circolo vizioso: l’eterna lotta tra il bene e il male, insita nel cuore degli uomini, che dall’alba dei tempi si evolvono tecnologicamente e spiritualmente costruendo un mondo migliore, ma regrediscono ogni qualvolta distruggono con la guerra ciò che hanno creato, rialzandosi poi per costruire nuovamente dalle ceneri di ciò che hanno demolito.

Per quanto riguarda il secondo modo in cui le parole della poesia si intrecciano tra di loro, ma soprattutto con Moralis, e qui lo dico perché non voglio spoilerare troppo, lascio la sua scoperta alla lettura di chi avrà l’ardire di leggere le pagine del libro.

3) Si parla di una lotta continua tra la luce e le tenebre, la doppia faccia della stessa moneta, credi che nel contesto che stiamo vivendo, possa veramente esistere Moralis per riportare il caos all’ordine primordiale?

Eh, magari esistesse un mezzo per far cessare tutte le guerre.
Purtroppo però, credo che nel cuore degli uomini convivano in egual misura sia la luce che le tenebre, e sembra quasi che il loro equilibrio lo abbiano già trovato, che possiamo definire come un ordine caotico, o un caos ordinato.
Se esistesse davvero, Moralis dovrebbe originarsi direttamente dalla coscienza delle persone.
4) Moralis dici che ha molti significati a seconda delle tribù e generazioni, ma per te Spanò cos’è Moralis? In quale dei personaggi ti rispecchi?

Moralis è la coscienza dell’intero pianeta Garia. Avendo un’origine divina, ed essendo stata originata precisamente dalla dea che ha creato la vita su Garia, Moralis è legata indissolubilmente a ogni singolo individuo esistente o esistito. I nemici degli spoiler mi odieranno per quello che ho appena detto…
Se dovessi darti il nome di un personaggio in particolare nel quale mi rispecchio, ti direi una bugia. In realtà mi rispecchio in molti dei personaggi di questo libro, ognuno dei quali ha in sé delle caratteristiche o dei modi di pensare che fanno parte anche di me. Non ho personalità multiple, eh, è solo che molti di loro reagiscono alle circostanze come avrei reagito io stesso in momenti particolari della mia vita, per cui ognuno di loro fa parte di me.
Se dovessi dirti invece a quale dei personaggi sono particolarmente affezionato, la risposta è Tormas, anche se si vede poco nella storia, semplicemente perché la prima scena che mi è venuta in mente è una di quelle dove Tormas è il protagonista, sopra alla quale ho costruito tutto il resto.

5) Cosa speravi che arrivasse ai lettori nel leggere il tuo libro? Credi di essere riuscito nel tuo intento?

Speravo principalmente che gli arrivasse la mia stessa voglia di riscoprire le cose di una volta, a partire da uno stile narrativo che rimanda agli scrittori del passato, e so per certo che a qualcuno il messaggio è arrivato, non avendo tirato fuori io il termine “stile narrativo che rimanda agli scrittori del passato”, ma essendo stato “catalogato” scherzosamente da qualche amico come un piccolo Tolkien moderno, ma mooooolto in piccolo. Dopo aver letto il mio libro, molti mi hanno confidato di aver avuto voglia e di essersi ributtati nella lettura di Il Signore Degli Anelli, e questo è un complimento che mi porterò sempre dietro.

6) Alba è una ragazzina, diciamo il personaggio chiave, perché hai affidato a lei così tante responsabilità? Avrebbe potuto essere felice con Gayron sin da subito, almeno così traspare dalle righe o abbiamo motivo di sperare che possa essere così liberandosi dei suoi incubi?

Alba, d’altronde, si intuisce fin da subito che si porta dietro un’eredità di un’importanza capitale. Il suo è un destino, purtroppo, che le è stato imposto. Non ha avuto scelta, come ad esempio Gayron, nel seguire la strada della giustizia, ma i suoi gesti sono stati dettati dal fardello che si portava dietro. Se Gayron rappresenta coloro che crescono attraverso le proprie scelte, Alba invece rappresenta coloro in balìa della corrente, ed è proprio per farle rappresentare questa tipologia di personaggio che le ho fatto carico delle sue responsabilità.
Gayron sceglie di agire per il bene e viene scelto, in seguito alle sue azioni, come suo rappresentante dallo Spirito dell’Unicorno, mentre Alba compie le sue scelte in base al fatto che i suoi genitori sono scomparsi, ma soprattutto in base a cosa verrà svelato sul suo conto alla fine del libro, che è il vero fardello con il quale è nata, e questo non l’ha scelto. Quindi no, non sarebbe vissuta felice rimanendo a Farnost in compagnia di Gayron, perché i suoi incubi non l’avrebbero mai lasciata libera, e prima o poi le si sarebbero palesati direttamente in casa.

7) Ci hai lasciato con “un puntino nero in quella scia di fumo con in mano una lama oscura”, dobbiamo credere in un seguito? Che progetti hai per il futuro?

Effettivamente sto attualmente lavorando a un seguito. Ne ho fatto menzione alla fine dei ringraziamenti, e si chiamerà Thangazilar. Non è un seguito diretto, in fin dei conti Moralis è una storia a sé stante, ma si inserirà sotto forma di secondo capitolo in una saga che sta tutta nella mia testa, e che sarà composta nella sua completezza da cinque volumi. Vedrete che, nella trama generale, molte cose che sono state appena accennate in Moralis, si evolveranno prendendo delle pieghe inaspettate.
Oltre a questo sto portando avanti altri progetti, per esempio quest’anno sarò a Lucca Comics allo stand del mio editore, Mini G3m4s Studio, e presenterò un altro libro, un volumetto molto più leggero di Moralis, ripieno di illustrazioni, che si intitola Dungeons & Christmas, che è un fantasy-ironico tratto dalle sessioni passate in gioventù a giocare a Dungeons & Dragons insieme ai miei amici.
Ho spedito da pochi giorni un racconto, del quale non posso svelare il titolo, per partecipare a un concorso, del quale non posso svelare il nome, per via delle regole del concorso stesso. Se dovessi arrivare tra i finalisti, vi potrò fare partecipi.
Ho caricato poco tempo un altro racconto su wattpad, una piattaforma completamente gratuita, che si intitola Candido come la neve Cremisi come il sangue. Se lo leggete fatemi sapere che ve ne pare.
Ho tanti altri racconti già scritti che aspettano solo che li raccolga in un’antologia.
Insomma, di progetti ne avrei a milioni, devo solo trovare il tempo di far tutto!

Grazie ancora per avermi ospitato sul vostro blog!

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