Recensione a “Spezzati” di A.E. WASP

spezzati
La recensione di Rosanna

È difficile convivere con i demoni interiori che a poco a poco ti logorano impedendoti di vivere un po’ di luce nuova.

Questo ce lo dimostrano i protagonisti di questo romanzo gay, in cui Ethan e Jake si trovano costretti a fare ammenda del proprio passato, della guerra in Afghanistan e delle conseguenze che porta e di come l’amore, la fiducia possano consumarti dentro. Ciò che i protagonisti vogliono è solo un po’ di serenità, Ethan vorrebbe riuscire a dimenticare l’incendio che ha visto spezzare la vita di Danny 

Non domai mai Danny. Lui portò alla luce un lato di me che non avevo mai visto prima, mi fece sentire come l’adolescente passionale e senza controllo che non ero mai stato.

Jake invece vorrebbe solo dimenticare le conseguenze atroci di chi ha passato mesi in una camionetta a scansare bombe e ad indurire il cuore dinanzi a tanti occhi innocenti che chiedevano di essere salvati ed essere piegato difronte a un mondo che non ascolta. 

Entrambi, fra le colline del Colorado cercano di ricostruire a fatica i pezzi di una vita spezzata in poco tempo consci che solo l’amore li avrebbe potuti aiutare e rendersi forti “Perdo la cognizione del tempo quando lo guardo.”  Ma l’amore è un sentimento forte quanto la paura, e spesso ci si perde per ritrovarsi più vicini

è la sensazione più spaventosa che io abbia provato da molto tempo

e di come il dubbio, i sensi di colpa possano inibirti dinanzi alla vita perché “Sono i forse che ti uccidono, se glielo permetti”.

Una storia quindi di amore, paura, rimpianti e coraggio che l’autrice riesce a rendere realisticamente in un alternarsi di monologhi interiori, il tutto narrato in prima persona come se ci trovassimo difronte a pagine di diario che qualcuno ha lasciato aperto sul tavolo perché imparassimo a spogliarci delle nostre paure mentre assaporiamo i colori caldi e tenui delle colline del Colorado e del brusio del fiume che scorre all’orizzonte fondendosi con il cielo dandoci quella brezza di speranza necessaria a tutti per saperci vivi.

 

Recensione a cura di Rosanna Sanseverino

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