8 Marzo

L’8 Marzo è molto più di una Giornata Internazionale della Donna, è per ricordarsi da dove veniamo, noi donne e non, e dove stiamo andando.

Non è una festa, non c’è da festeggiare ma solo da ricordare.

Ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, la parità dei sessi, il lavoro, l’emancipazione, il diritto di divorziare, della contraccezione e dell’aborto.

E’ una giornata per ricordare e imparare soprattutto, a lottare contro discriminazioni e violenze, un momento per capire che gli esempi, gli sforzi del passato non sono confinanti al passato ma al presente perché ci sono ancora tanti passi da compiere.

Perchè l’8 Marzo?

Perché nel 1917,  le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, dando così vita alla «rivoluzione russa di febbraio». Fu questo evento a cui si ispirarono le delegate della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca quando scelsero l’8 marzo come data in cui istituire la Giornata Internazionale dell’Operaia.

Lo staff del Sole e Luna Blog, propone questo articolo, come invito a tutte le donne e uomini, a porre fine ad ogni tipo di violenza, fisica o verbale, ogni discriminazione, ogni disuguaglianza per un futuro di RISPETTO, EDUCAZIONE, CONVIVENZA PACIFICA.

Vi lasciamo con queste poesie, dedicate alla donna meravigliosa creatura, che Dio ha creato forte, che si arrende solo al tempo che passa, colei che dà la vita.

Donne

“Eccole

nei trecentosessantacinque

con le mani sporche

e gli occhi traboccanti.

eccole,

stringere i denti

per far quadrare amore.

Velo di riconoscenza?

Nascondersi dietro carrelli

Con labbra tremule

e sigarette corte.

Eccole,

donare baci e nascondere gocce

comporre il puzzle della spina del dorso

per sorreggere vita.

Bilance,

equilibrio.”

Di Mariano Ciarletta

A tutte le donne

“Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.”

Di Alda Merini

 

“Taglio una rosa estirpandola al tanto amato prato. Sorridente mi segue, mi tiene per mano, sembra felice. I petali rossi ingialliscono in fretta, le spine cadono, non possono più nulla, cedono all’abbandono. Provo a riportarti nel prato. Il sorriso è svanito, le mani tremano, la felicità trasformata in dolore. Non dovevo farti del male solo per appagare la mia voglia di potere. Dovevo accovacciarmi al tuo fianco ed aspettare che le tue radici diventassero tutt’uno con le mie. Solo così potevamo andare lontano. Invece ti ho uccisa. Il mio egoismo ti ha fatto appassire e nulla sarà più per te la stessa cosa. Non ti fiderai più di chi prova ad avvicinarti. Vivrai morta nel ricordo di un uomo che fingendo amore ti ha strappato uno ad uno i tuoi petali che avrebbero voluto vivere, semplicemente vivere”.

Di Federico Fabbri

 

 

 

 

 

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