Intervista a Arianna Di Giorgio, autrice di ‘La mia casa sei tu’, Albatros – Il Filo.

1)    Ciao Arianna, benvenuta nel nostro blog. Vuoi dire qualcosa per presentarti ai lettori?

 

Ciao a tutti! Io sono un’esordiente giovane scrittrice che ha quasi raggiunto la soglia dei 27 anni, ma che se glielo chiedi ti risponderà sempre che ne ha 16.

Oltre all’amore per la scrittura (che si è impossessato di me da quando ero piccola), ho una passione ossessivo–compulsiva per i libri: uno dei miei sogni più frequenti è quello di possedere una camera con un soffitto altissimo, piena di scaffali stracolmi di romanzi di ogni genere e poesie.

Studio Giurisprudenza alla Federico II di Napoli, e per la fine dell’anno o entro marzo 2012 dovrei finalmente conseguire la laurea magistrale. Da “grande” mi piacerebbe diventare un Giudice Tutelare.

 

2)    Parliamo del tuo primo romanzo: La mia casa sei tu…, un romanzo carico di sentimenti. Quanto è importante l’amore per Jenny? E quanti di questi sentimenti puoi paragonare a te stessa?

 

Io direi che per Jenny l’amore è l’essenza piena della vita, qualcosa di così straordinariamente immenso e irrazionale che ad un certo punto la spaventa, convinta che il suo cuore non possa reggerne il peso. All’inizio del romanzo, troviamo la mia protagonista distrutta, sconfortata e impaurita. Solo quando riuscirà a dare ascolto ai battiti del suo cuore potrà dare una svolta e un senso al viaggio che ha intrapreso.

Io non ho mai provato un dolore simile al suo, ma le sue emozioni, la sua anima, la passione che mette nell’amare appartengono indubbiamente a me. Anch’io, come Jenny, ricordo con dolcezza e affetto i miei nonni. E forse e proprio pensando a loro che sono riuscita a sviluppare varie parti della storia.

 

3)    Nel tuo romanzo è quasi palpabile il tuo amore per la città in cui vivi. Vuoi raccontarcene i motivi?

 

Beh, per farvi comprendere a fondo ciò che provo per la mia città, e per tutto il lato costiero della Campania, dovreste vedere i magnifici paesaggi che abbiamo qui al sud.

Se visitaste la costiera amalfitana, vi trovereste immersi in un buon profumo di agrumi. Il tempo sembra essersi fermato in quest’angolo di paradiso, e il colore predominante è il bianco delle case, il blu delle piccole barche dei pescatori e delle ceramiche, e il giallo dei limoni. La linea che divide cielo e mare lì diventa invisibile, e quando c’è il sole si respira allegria e voglia d’estate.

Se, invece, visitaste Pozzuoli e la baia che la circonda, respirereste un profumo intenso di storia e di uva da vino. Cuma è un luogo incantevole, anche se l’odore acre dei fumi della Solfatara sono difficili da digerire. E, inoltre, mangereste la grigliata di pesce più buona che si possa mai assaggiare.

Ma la città più bella del mondo, comunque, per me resta sempre Napoli. Sarà che sono innamorata del mare. Sarà che quando cammini per le belle strade del corso principale, sai che dietro tutti quei bei palazzi si nasconde un po’ di povertà, tanta storia e i Napoletani veri. Sarà che il traffico, i passanti, i turisti e tutto il caos che c’è fanno un rumore simile a un battito di cuore accelerato, che ti ricorda che ci sei anche tu, che sei vivo. E come Jenny, infine, anche a me piace andare sul lungomare di Mergellina quando ha voglia di starmene coi miei pensieri, o di sdraiarmi al sole sulla terrazza di Castel dell’Ovo per ascoltare i suoni delle onde sugli scogli e il garrito dei gabbiani.

 

 

4)    Pino Daniele fa da colonna sonora a questa bellissima storia d’amore che narri. E’ lui, con la sua musica, ad ispirarti?

 

Già, è proprio ascoltando le sue canzoni che la storia mi è venuta fuori. Mi è capitato in una giornata in spiaggia a Vietri: lasciandomi trasportare dalle note e dalle parole ho iniziato a immaginare i personaggi che avrei voluto descrivere. I loro sogni, le promesse infrante, la gioia, il dolore, l’amore per il mare e per la musica di Pino Daniele. Persino il colore dei capelli e degli occhi, i profumi e colori di una casa.

 

5)    Non vorrei svelare molto, ma nel tuo romanzo si parla di cuore. Credi che sia questo l’organo deputato a conservare i sentimenti? Cosa ti ha suggerito l’idea dell’incontro di questi “due” cuori?

 

Sì, credo proprio che sia il cuore la “custodia” dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni. Non a caso, quando qualcuno ci fa soffrire sentiamo letteralmente il cuore spezzarsi (almeno a me è capitato). Quando ci arrabbiamo, o ci emozioniamo, o proviamo una paura improvvisa, il nostro cuore inizia a martellare forte contro il petto. Proprio queste sensazioni mi hanno spinta a considerare l’ipotesi di una “promessa” che andava mantenuta a tutti i costi. E l’idea mi è nata anche dalla convinzione che un “giuramento fatto da un innamorato con tutto il cuore” è un impegno solenne che non può essere infranto.

 

6)    Quali sono i tuoi autori preferiti? E quanto hanno influenzato il tuo stile letterario?

 

Non ho un autore preferito in assoluto, ma credo che la Austen e Sparks abbiano un posto privilegiato nella mia piccola libreria. Mi hanno fatto notare in molti, comunque, che lo stile e i toni dei miei lavori siano molti simili a quelli di Sparks. Forse sarà che abbiamo la stessa forza nella fede, che crediamo ardentemente nei miracoli e nell’amore che tutto sopporta e tutto supera. O forse – e questa la tesi che preferisco – sarà che ci piace scrivere nello stesso modo in cui ci piace leggere che “influenza” i miei percorsi narrativi.

 

7)    So che stai lavorando ad un nuovo romanzo. Hai voglia di svelarci qualcosa a proposito?

 

Va bene, ma non tutto però. Posso anticipare che è diverso dal mio primo lavoro, e che la sua stesura mi sta richiedendo molto tempo. La storia ruota intorno alle vicende di vari protagonisti, di cui si svelerà il ruolo man mano. Uno di loro è affetto da una sindrome rara, che lo porterà a sentirsi anormale, insicuro e incapace di provare sentimenti.

 

 

8)    Vuoi raccontarci cosa significa per te scrivere? Mettere per iscritto ciò che hai dentro all’animo?

 

Come posso spiegarlo in poche parole…

Scrivere per me è vivere, è viaggiare, è respirare. È quando ho un’idea, e per paura di dimenticarla prendo subito foglio e penna e comincio a scarabocchiare. Anche nei posti più insensati.

È quando nel treno ascolto i discorsi della gente che mi circonda, e mi ritrovo a fantasticare sul fatto che il mio personaggio possa essere simile a quella studentessa, a quell’impiegato o a quell’avvocato. Che possa vivere le stesse ansie, o le stesse soddisfazioni.

Scrivere è anche e soprattutto mettere a nudo un po’ della mia anima. In ogni storia ci metto molto di mio, delle mie passioni, dei tormenti, della gioia o dell’amore.

Scrivere è poesia. È amare, e sentirsi impossessati dalla penna.

 

9)    Come possono seguirti i lettori?

 

I lettori possono seguirmi su Facebook se vogliono, sulla fanpage http://www.facebook.com/?ref=home#!/pages/Arianna-Di-Giorgio-scrittrice/281018484115 o nel gruppo http://www.facebook.com/?ref=home#!/group.php?gid=156178933938 .

Possono anche trovarmi su Anobii al seguente indirizzo http://www.anobii.com/arydigiorgio/books . 

 

Questa era l’ultima domanda. Grazie Arianna per aver partecipato. Attendiamo tutti novità sulle tue prossime pubblicazioni.

Grazie al blog per avermi ospitata, e grazie soprattutto a chi avrà il tempo e la pazienza di leggermi.

 

Quarta di copertina de: La mia casa sei tu…

“Jenny ha un dolore nel cuore. Un amore che
non c’è
più, che ha lasciato un vuoto enorme, ma che non può essere dimenticato.
Perchè
era un amore grande, unico, irripetibile.
Jenny non sa se riuscirà a tornare la ragazza spensierata di un tempo,
risalire la china è difficile…
Ma la felicità, forse, l’aspetta dietro l’angolo, a patto che lei
si lasci
nuovamente trasportare dalle emozioni.
Una storia romantica, scritta per sognare e per credere nell’eternità
dei
sentimenti”

Nota biografica dell’autrice

Arianna Di Giorgio nasce a Caserta il 25 aprile 1984.
Laureanda in Giurisprudenza (Diritto di Familglia), vive in un piccolo
paese di
provincia tra Napoli e Caserta,e trascorre il suo tempo fra studi,letture e
stesura dei suoi romanzi. Adora il mare,il nuoto,le canzoni di Pino Daniele
e
guardare vecchi film e le commedie di Edoardo De Filippo.Il suo più grande
desiderio è quello di lasciare un segno nel mondo.

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2 thoughts on “Intervista a Arianna Di Giorgio, autrice di ‘La mia casa sei tu’, Albatros – Il Filo.

  1. Laura Bellini il said:

    Complimenti Arianna per la tua intervista. Resto affascinata dalla descrizione dei luoghi in cui vivi e ami. Un amore che riesci a trasmettere anche a chi ti legge.

  2. Dylan Berro il said:

    quoto Laura, la tua intervista è carica di sentimenti ed è molto bello vedere il tuo amore per il tuo paese… Le descrizioni sanno trasportare. Brava!

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