Intervista a Carlo Deffenu autore di: Un posto molto lontano da qui, edizioni Io Scrittore

1) Ciao Carlo, benvenuto nel nostro blog. Vuoi per prima cosa presentarti al nostro pubblico?

Salve a tutti! Sono un cameriere precario in cerca di fortuna. Un sognatore incurabile. Un malato di storie, libri, parole. Adoro leggere. Ancora di più adoro scrivere. Sono un tipo calmo, lunatico, insofferente, paziente, malinconico e…bugiardo. Un ottimo mix.  🙂

2) UN POSTO MOLTO LONTANO DA QUI vede la luce grazie a un Torneo Letterario cui hai partecipato. Vuoi raccontarci la tua esperienza?

Il romanzo nacque sottoforma di racconto. Un racconto lungo. Superava le 80 pagine. Lo spedii con altri racconti alla prima edizione del Torneo di Gems e mi fermai alle semifinali. Fu una piccola delusione che superai cercando di mettere in atto i consigli e le critiche ricevute dai miei lettori-giudici. Un amico scrittore (Giuliano Pasini) mi convinse a trasformare quel racconto lungo in un romanzo. Sosteneva che i personaggi fossero troppo belli e particolari per lasciarli “morire così”. Ci pensai per giorni. Mi sembrava impossibile riprendere quella storia che mi sembrava già chiusa. Mi sbagliavo. Eccome se mi sbagliavo. Iniziai a scrivere partendo da un’idea suggerita da Giuliano (ancora mille volte grazie!) e ne uscì fuori un file di quasi 600 mila battute. Lo terminai giusto in tempo per la seconda edizione del Torneo. Il limite massimo di battute era di 500 mila, quindi, la mia sfida successiva, fu quella di sfoltire il testo di quasi 100 mila battute. Superai l’ostacolo cancellando più pagine di quanto pensassi all’inizio. Il romanzo ci guadagnò parecchio in ritmo, leggerezza e compattezza.  In quell’occasione ho imparato che limare e pulire il testo è un ottimo esercizio di stile. Decidere un limite plausibile di battute e arrivarci, sacrificando frasi che ami, scene che pensi giuste e che invece, spesso, sono solo decorative e non funzionali alla storia. Il romanzo (bocciato nella prima versione…sebbene nei giudizi molti lo indicassero come il migliore della raccolta) arrivò in semifinale, e dopo una lunga estate di letture e sospiri, conquistò la finale. Il 12 aprile del 2012 è finalmente arrivata la versione in ebook dopo un lavoro di editing con gli editor di Gems. Lavoro che mi ha permesso di confrontarmi con dei professionisti seri e appassionati. Ora vivo una condizione strana. Mi cerco su Google e ci sono. La copertina di Riccardo Gola. Il mio nome. La mia storia. I miei personaggi. Una bellissima sensazione. Credetemi.

3) Come nasce l’idea per questo romanzo? Cosa vuole raccontare ai lettori? E perché dovrebbero sceglierlo?

Parto dalla fine. Ho voluto solo raccontare una storia. Niente di più. I lettori dovrebbero sceglierlo solo per la curiosità che anima le mie stesse scelte: scoprire una nuova voce…un nuovo mondo.

L’idea del romanzo nasce (come mi capita spesso) da un’immagine che mi ronzava in testa da mesi. Sapevo (vedevo) solo un ragazzo che spiava una strada dalla finestra della sua camera e osservava i giochi di una bambina sull’altro lato della strada. Tutto qui. Sapevo anche che c’era un uomo di mezza età che scattava foto. Intersecare queste tre vite. Dare spessore alle loro esistenze. Creare un contesto…legami…sogni e paure…è stata la grande avventura che mi ha catturato per più di un anno della mia vita. Ricordo che lavoravo in ristorante, durante l’estate, servivo ai tavoli, e nella mente scorreva la storia. Non chiedetevi mai cosa si nasconde dietro il sorriso di un cameriere. Potreste scoprire delle verità inattese.

4) Sei uno scrittore a tutto campo, nel tuo curriculum troviamo: racconti, poesie, romanzi e fumetti. Quali sono le differenze tra questi generi letterari? E quali senti più affine a te stesso?

Iniziai a scrivere poesie nei primi anni dell’adolescenza. La poesia mi ha tenuto compagnia per quasi 10 anni. Poi il filone si è spento. Senza un motivo. Ho iniziato allora a scrivere racconti e romanzi. Un lunga preparazione per arrivare a uno stile che mi rappresentasse davvero. I fumetti sono una passione che mi concedo per rilassarmi. Disegno vignette. La serie “Le lumachine” che pubblico nella mia pagina Facebook. Il genere che sento più vicino alla mia sensibilità rimane la prosa.

5) La Sardegna, terra magica e inquietante allo stesso tempo. Perché hai scelto questa ambientazione?

Perché ci vivo. J In realtà io non racconto la Sardegna. Io racconto la mia città e il mio mondo. La città adottiva dove vivo da 11 anni. Alghero, con le sue mura e le sue strade, la considero un altro personaggio della storia che ho messo in scena. Sono molti gli scrittori sardi con un’impostazione più classica. Penso a Marcello Fois, Michela Murgia, Salvatore Niffoi. Io sono uno scrittore sardo solo per casualità di nascita. Vivo la scrittura in modo più ampio…può essere un limite o una forza. Non lo so. La mia storia potrebbe essere ambientata in una periferia americana, come in un quartiere di Roma. I colori della mia isola ci sono. Ovvio. Ma sono filtrati attraverso il mio sguardo anomalo.

6)  Quale sarebbe la colonna sonora del tuo libro e perché?

Io scrivo nel più assoluto silenzio. Non ascolto musica. Nel romanzo si nominano diversi brani e diversi cantanti. Siamo nel giugno 2010…ci sono i mondiali di calcio…la canzone di Shakira…altri brani leggeri ed estivi. Ma c’è anche un lato malinconico e struggente che sento vicino a certe canzoni unplugged dei Nirvana. Un soffio di Adele…e un’unghiata di Billy Corgan. Ascolto musica solo in macchina. Raramente inserisco un cd quando gironzolo per casa. Non riesco a stare fermo. Devo sempre fare qualcosa.

7) Cosa significa la scrittura oggi? Quali consigli daresti a un esordiente che muove i primi passi in questo mondo?

Io non sono in grado di dare consigli a nessun esordiente. Io stesso lo sono. La strada è lunga e complessa. Posso solo dire che bisogna leggere moltissimo, scrivere moltissimo e amare moltissimo. La scrittura oggi è spesso moda, tendenza, mercato. Vorrei poter dire che vince la passione…sempre e comunque.

8) Progetti futuri? Dove può seguirti il pubblico?

Un nuovo romanzo urban-fantasy che ho scritto tra il novembre 2011 e il febbraio 2012 partecipa alla nuova edizione del Torneo. Mi sono divertito molto a scriverlo. La sua genesi è stata molto diversa rispetto a UN POSTO MOLTO LONTANO DA QUI. Più spensierata e incosciente. Ho seguito l’istinto e mi sono lasciato andare. Rischiando anche un po’.

Il mio lavoro mi ruba molto tempo e scrivere diventa impossibile durante la stagione estiva. Cerco di dedicarmi al mio blog, leggo moltissimo, butto giù qualche racconto breve per non perdere la vena creativa ed elaboro le storie che inizierò a scrivere con l’arrivo dell’autunno. Un ritmo biologico che conosco benissimo. Non semplice da gestire. Vorrei scrivere di più. Mi piacerebbe vivere di parole…ma per ora…chi mi permette di riempire il frigorifero è il mio lavoro di cameriere. Dove mi si può seguire? Ovviamente su Facebook, oppure sul mio blog: UNO SPUTO DI CIELO. http://unosputodicielo.blogspot.it/

Io ci sono…e voi?

Grazie Carlo per aver partecipato alla nostra intervista^

 Sono felice di annunciare che Carlo tornerà presto a tenerci compagnia: non perdetevi la recensione al suo romanzo!

Condividi adesso!
Precedente Le poesie di PattzErella Successivo Quando meno te lo aspetti di Loretta Donini-Capitolo 23

3 commenti su “Intervista a Carlo Deffenu autore di: Un posto molto lontano da qui, edizioni Io Scrittore

  1. Laura Bellini il said:

    Un libro che vale davvero la pena di tenere nella nostra libreria!

  2. Laura Bellini il said:

    Grazie Serena. Ci fa molto piacere che le nostre interviste ti piacciano! 🙂

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.