Intervista a Daniela Troncacci autrice di: “I nuovi inquilini del piano di sopra”, edizioni Lulu.com

foto.1.      Ciao Daniela, benvenuta nel nostro blog. Vuoi presentarti al nostro pubblico?

Ciao a tutti. Sono Daniela Troncacci; ho quarantuno anni, sono di Bracciano, ridente cittadina sull’omonimo lago, in provincia di Roma. Diplomata in ragioneria, ho lavorato nove anni come segretaria presso una Società locale. Nel 2004, qualche giorno dopo essermi laureata in Psicologia dello sviluppo ed educazione, mi sono trasferita a Milano per svolgere un tirocinio di sei/dodici mesi. Mi sono assuefatta alla dimensione della città, alle opportunità culturali e di svago che offre, alla vita che mi sono costruita, per cui ancora non sono tornata a casa. Qui a Milano ho svolto diversi lavori nell’ambito del back-office assicurativo-bancario, assorbita dalla frenesia, dai ritmi incalzanti, che hanno riempito le mie giornate. Lavorare a ritmi serrati mi piace, ma ad un certo punto mi sono resa conto che nella mia vita non c’era altro. Ora che sono disoccupata da mesi ho avuto l’occasione di riprendere le fila di discorsi interrotti con il mio trasferimento, ho ripreso a leggere tantissimo, a frequentare blog e social network, a comunicare e scambiare opinioni e informazioni, e a scrivere. Ho molte passioni, dal canto al teatro all’arte-terapia, ho svolto attività di volontariato, mi piace camminare e viaggiare, gestisco due blog e due pagine face-book che sto cercando di far crescere. Certo, l’ansia per la mancanza di lavoro rimane costante, ma cerco di non farmi sopraffare, di crescere, di creare, di reinventarmi. Questo e-book è un passo in avanti; è il primo sogno uscito dal cassetto, spero ci saranno molte persone con la voglia di condividerlo.

2.      Scrivi fin da bambina, ci racconti come è nato il tuo incontro con la scrittura? E cosa significa scrivere poesie?

Ricordo ancora la mia prima poesia “L’allegra primavera”: ero in terza elementare. Alcuni “signori” hanno invitato noi alunni a scrivere una poesia per partecipare ad un concorso. Sono stata selezionata, ero felicissima, ma alle festa organizzata per noi poeti in erba non ho potuto partecipare: pare fosse una scusa per promuovere enciclopedie; saputo questo i miei genitori hanno deciso di non portarmi. Mi è dispiaciuto molto, anche perché è rimasto in me il dubbio di essere stata selezionata per opportunismo e non per vero gradimento. I concorsi a cui ho partecipato oltre quindici anni dopo, vincendo tre volte il primo premio, sono stati una specie di riscatto. Non ho smesso, comunque, di scrivere poesie. Abitavo in campagna, solitaria per natura, avevo pochi amici. Mi piaceva leggere, il mio personaggio preferito era Jo, la scrittrice di Piccole Donne. Il mio poeta preferito: Francesco Vincenti, poeta a braccio, fratello di mia nonna. In quinta elementare ho mostrato alla maestra il mio preziosissimo quaderno di poesie; ricordo che rimase entusiasta dei sentimenti che da essi emergevano: forse il primo vero incoraggiamento a continuare. Cosa significa per me scrivere poesie? E’ come un toccare i sentimenti, farli uscire fuori, dare loro forma e colore, guardarli in faccia, nominarli, gestirli! La mia scrittura è stata per molto tempo introspettiva e terapeutica.

3.      Dopo aver pubblicato i tuoi versi in diverse antologie sei passata alla stesura del racconto “I nuovi inquilini del piano di sopra”. Come è stato questo passaggio e da dove nasce l’idea per questa storia?

Per molto tempo ho scritto solo poesie. Il passaggio al racconto è stato piuttosto spontaneo, probabilmente legato all’esigenza di esprimere e gestire sentimenti più complessi, non legati all’umore del momento, ma a situazioni più articolate. Questa storia nasce in particolare dall’idea di dare una cornice, un contesto, ad una lettera (che anche è inserita nel racconto), scritta in un pomeriggio d’estate, dopo un anno trascorso accanto ad un uomo di 43 anni che ho visto piangere tante, troppe volte. Era un dono per lui, un condensato delle emozioni che mi risuonavano dentro, vestite e agghindate in una storia di fantasia.

copertina e-pub4.      Il tuo racconto parla di amore e amicizia. Quale messaggio vorresti arrivasse al lettore?

L’amicizia è volontà e impegno, è osservare e rispettare; non è un semplice sentimento; può nascere spontaneamente, così come si può decidere di provare a costruirla (ovvio poi bisogna essere in due a volerla). A volte basta tendere una mano, inviare un telegramma, fare una semplice telefonata: gettare un amo. A volte basta accostarsi alle persone per rendersi conto che hanno nostre stesse paure, debolezze, aspirazioni, progetti, emozioni. Condividendo momenti di vita quotidiana si può prendere consapevolezza, al di là dei luoghi comuni, del senso che ha per esse l’amore e quali possano essere le difficoltà che scaturiscono dall’aver incasellato le molteplici forme che l’amore può assumere in categorie a cui non sono riconosciuti pari diritti e pari dignità. Mentre si discute su quale nome dare all’unione tra persone dello stesso sesso, ci sono uomini e donne che soffrono non per un’ideologia o per questioni di principio (o non solo), ma per problematiche concrete, di cui spesso non si è a conoscenza, non sempre perché può far comodo prendere le distanze, ma anche solo per mancanza di esperienza. Nel mio piccolo ho voluto mostrare cosa può succedere ad un uomo che perde il compagno se “nessuna carta porta il suo nome”…

5.      Adele è la protagonista della storia, ma chi è in realtà questa ragazza? Ce la descrivi?

Adele può essere qualsiasi segretaria non proprio soddisfatta della propria vita, impegnata in tante attività che alla fine non sono che dei riempitivi, perché il vuoto ce l’ha nel cuore ed è difficile riempirlo. E’ una giovane donna che osserva, ma non resta passiva, perché è curiosa e si pone domande; Adele vive di comunicazione non verbale e di sentimenti, tanto da cogliere il dolore negli occhi dell’inquilino del piano di sopra e sentire l’esigenza di esserne partecipe in qualche modo. Questo contatto la farà crescere, la metterà di fronte a problematiche cui spesso si accenna appena, e la porterà a sua volta a vivere un dolore, ma di nuovo non sarà passiva, perché se c’è qualcosa che sa fare è scrivere e scriverà di quanto profondo possa essere l’amore tra due uomini e di quanto difficile possa essere resa la vita dalla mancanza di documenti che sanciscano tale legame di fronte alla società.

6.      Se il tuo romanzo fosse un fiore, quale sarebbe? E perché?

“Bella di notte”? Credo che la storia si schiuda e raggiunga il massimo dell’intensità nei passi in cui si avvicina e cala l’oscurità… Una oscurità metaforica ma anche reale, quando al protagonista, rimasto solo per sempre, inavvertitamente, viene staccata la corrente, perché il contratto con l’Enel non è a suo nome… Il che colpisce profondamente Adele, tanto da ispirare la sua poesia “Qualcuno ha spento la luce”.

7.      Hai deciso di pubblicare l’e-book con Lulu.com ci spieghi i motivi di questa scelta? Perché auto-pubblicarsi?

Sono stata trascinata dall’onda di entusiasmo di un’amica che ha pubblicato su Lulu.com qualche mese prima di me, e dalla semplicità con cui è possibile mettere in rete un proprio scritto senza dover spendere, con la possibilità, eventuale, di farsi conoscere e guadagnare qualcosa. Questa avventura è cominciata in un momento particolare. A quarantuno anni mi ritrovo disoccupata, ormai da tanti mesi; questo progetto mi ha tenuta attiva, occupata, vitale.

8.      Progetti futuri? Dove può seguirti il pubblico?

Ho deciso di tirare fuori dal cassetto tutti i fogli scritti stampati disegnati e farne altri e-book. Forse mi lancerò anche in qualche stampa. Aspetterò di capire se ciò che scrivo piace, interessa, e forse proverò a propormi a qualche piccola casa editrice. Per il momento il pubblico può seguirmi sul mio blog www.capelloalvento.blogspot.it e sulla mia pagina face-book “Poesie e pensieri di Altamarea”. Spero di ricevere tante nuove visite!

Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato alla nostra intervista. Diamo appuntamento a te e ai nostri lettori al momento della pubblicazione della recensione al tuo racconto.

 

Grazie  a voi per questa opportunità, a presto!

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