Intervista a Giancarlo Galletti autore de ‘I quattro re’, edizioni Elmi’s world

1)    Ciao Giancarlo, benvenuto nel nostro blog. Vuoi presentarti al pubblico?

Mi chiamo Giancarlo,nome troppo lungo e roboante per me,gli amici mi chiamano Jean,ma permettimi di presentarmi come sono solito  fare…

“Scrivere di quel mondo crepuscolare contenuto in una lacrima di nebbia,posta fra la vita e la morte,perdersi per tutta la vita in una allucinazione perversa in bianco e nero,dove nulla ha un nome,ma tutto è ugualmente riconoscibile.

Vivere fra i fantasmi del passato,dilaniato dai lupi dei rimorsi ad ogni sospiro. Sono le voci dei morti,gelide ed affilate come il vento di Novembre,a condurmi lontano dalla luce della ragione. Lasciate che intinga il mio pennino nel sangue e nelle lacrime,scriverò per voi un’altra storia d’amore e di morte,fatta di sante bugie e maledette verità.

Benvenuti nel mio mondo oscuro,io sono lo scrittore di incubi…io sono Jean.”

2)    I quattro re è il tuo primo romanzo. Come hai iniziato a scrivere e cosa ti ha fatto scattare la molla per farlo?

Ho iniziato a scrivere più o meno due anni fa,ma fin da piccolo sapevo che avrei fatto lo scrittore. Ho sempre saputo che la maledizione prima o poi mi avrebbe trovato,era solo questione di tempo.

Tutto cominciò un pomeriggio  normalissimo di settembre, un periodo molto felice per me,stava per venire al mondo la mia bambina.

Accesi la tv per passare un po’ di tempo,cosa che normalmente non faccio mai data la qualità scadente dei programmi. Scelsi un canale a caso,trasmettevano un telegiornale. Fa quasi ridere pensare che sia stata proprio l’odiata televisione a cambiarmi la vita,ancora oggi ricordo bene le immagini che mi sconvolsero.

Un uomo di mezz’età stava in piedi in mezzo a una polverosa mulattiera affiancata da spinose robinie,singhiozzava disperatamente nel tentativo di parlare al carabiniere che gli poggiava una mano sulla spalla per consolarlo,con un filo rabbioso di voce continuava a ripetere parole pazze e dolorose…

“Me lo avete portato via…io lo devo uccidere,lo devo uccidere…”

Aveva il viso stravolto per il dolore più grande che un comune essere umano possa mai provare,sua figlia era stata stuprata,uccisa,nascosta in un rugginoso frigorifero abbandonato in mezzo ad un campo. Non mi accorsi nemmeno che stavo piangendo anche io,i miei occhi avevano catturato le lacrime di dolore di quel povero Cristo,le mie orecchie avevano udito la sua supplica di dolore e il mio cuore ne aveva immagazzinato un frammento,anche io stavo per divenire padre,io in quel momento potevo capirlo.

Il passo successivo fu semplice,mi chiesi cosa avrei fatto io nei suoi panni. Provate solo a immaginare un dolore così grande e sconvolgente da farvi esplodere il cuore in frantumi,voi cosa fareste?Nella mia fantasia feci una cosa semplice,spezzai le catene della morale e lasciai che la belva si mettesse in caccia,le leggi dell’uomo e di Dio non contano più nulla davanti a un simile uragano di dolore,ma sentivo che solo pensare a quello che avrei potuto fare non sarebbe stato sufficiente,volevo fare qualcosa di più. Credo tu sappia cosa scelsi di fare…

3)    Il tuo romanzo tratta un tema scottante come la morte di un figlio e la “pazzia” del padre conseguente a questo evento. Perché hai deciso di narrare una storia tanto cruda? E qual è il messaggio che vorresti arrivasse al lettore?

Il libro non si limita solo alle vicende del padre di Anna,i messaggi contenuti fra le pagine del romanzo sono molti e i temi trattati svariati,religione,lavoro,culture e quant’altro,dipenderà solo dal lettore appropriarsene.

4)    Nel tuo romanzo tratti temi di attualità che tu definisci “scottanti” e doni agli stranieri un ruolo positivo. Cosa ti ha spinto a questa scelta? Pensi che, nella situazione in cui ci troviamo attualmente, questo possa essere d’aiuto per l’accettazione degli immigrati? Pensi che un romanzo debba fingere anche da specchio della realtà?

Ci sono stranieri buoni e stranieri cattivi,ma questo vale anche per gli italiani. Il mio libro non vuole insegnare la morale a nessuno,credimi,non potrei permettermelo. Certamente I Quattro Re rispecchia la realtà,io vivo in quasi tutti i personaggi,fra quelle pagine sono racchiuse molte delle mie esperienze di vita,sia chiaro che non è una delle solite e inutili auto biografie,solo che io non ho molta fantasia,quindi sono stato costretto ad impastarla con la realtà. Come dico sempre io,i miei libri sono fatti di sante bugie e maledette verità,solitamente le maledette verità fanno parte del mondo reale dal quale attingo. Per me il problema non è se accettare o meno persone che vengono a lavorare,ma è buttare fuori tutti i delinquenti,i delinquenti non hanno mai razza,colore o religione,sono delinquenti e basta.

5)    Ci sono autori che consideri maestri della letteratura? Ce ne spighi il motivo? Quale di questi ha influenzato il tuo percorso letterario?

Mi piace molto Stephen King,so bene che non è letteratura molto spessa,ma nei suoi libri è molto difficile trovare un lieto fine,esattamente come nella realtà.

Sinceramente il mio percorso letterario non è influenzato da nessuno,come avrai sicuramente letto fra le mie recensioni io non uso uno stile solo,li uso tutti e contemporaneamente.

6)    C’è un motivo particolare per cui hai deciso di non usare nomi di luoghi o persone? Anna diventa, in un certo modo, la vera protagonista della storia. Era questo il tuo intento?

Ho scritto questo romanzo in modo molto particolare,non volevo che i lettori seguissero la storia,volevo che ne facessero parte. Voglio che diano loro stessi nome a persone,cose e luoghi,voglio che le mie parole trovino riscontro nei loro ricordi,voglio che i lettori stessi si sentano i protagonisti,in fin dei conti siamo stati tutti figli e dentro al nostro cuore siamo tutti programmati per essere genitori.

7)    Le recensioni nel web per il tuo romanzo sono ottime, ma tu dici che vorresti ricevere anche qualche critica: perché? Pensi che la critica, se costruttiva, possa aiutarti a migliorare?

La critica sincera è sempre costruttiva,solo mi pare incredibile questo romanzo piaccia a chiunque lo legga a dispetto di status,cultura,sesso o età. Giusto ieri ho fatto una presentazione in un liceo,IPSIA M. Olivetti di Ivrea (TO),il pubblico era composto da ragazzi di 16/17 anni e qualche docente,una vera gabbia di leoni. Sinceramente,a causa dei temi trattati,mi aspettavo poca attenzione da parte del pubblico,qualche risolino e magari un paio di pomodori in faccia,invece mi sono sbagliato della grossa,mai avuto pubblico così attento,simpatico e interessato,ragazzi veramente spettacolari,non immagini nemmeno quanto mi ha caricato il loro ultimo sincero applauso.

8)    C’è qualcosa che vorresti consigliare a tutti coloro che si affacciano al mondo dell’editoria

A chi si affaccia all’editoria vorrei consigliare di stare molto attenti,non è tutto rose e fiori,anzi.

Scrivere per me è una vera e propria maledizione,richiede una mole terrificante di studio,impegno,dedizione e sacrificio,oltre ovviamente a un paio di spalle  molto larghe per sostenere critiche,invidie e fallimenti. Immagina che per scrivere I Quattro Re ci vollero 14 ore al giorno,7 giorni su 7 per un intero anno.

Bisogna sempre tenere presente che l’editoria è un oceano infestato da squali voraci e parassiti velenosi,è facile inciampare in truffatori che si spacciano per editori,ho notato che gli scrittori falliti e poco dotati diventano tutti editori a pagamento,la rete ne è infetta. Chiedono migliaia di euro per pubblicare,ma state sicuri che con questa gente inutile i vostri sogni di gloria marciranno impilati  in un magazzino buio,scrivere è un lavoro e per lavorare non si paga!

Consiglio agli altri esordienti di mantenere sempre il massimo dell’umiltà,spesso mi imbatto in personaggi che si definiscono “colleghi”,gente che con una prima  pubblicazione di 100 paginette a caratteri larghi si sentono Dio in terra. Pare abbiano scritto la Bibbia parte seconda! Si permettono di guardare dall’alto in basso la gente perché hanno venduto qualche copia a parenti ed amici,peccato che il mondo non è fatto solo da parenti e amici,ricordate che vanità e arroganza hanno le gambe corte,ergo ci fate poca strada! Personalmente a me piace dare un’immagine un po’ bohemienne del mio essere scrittore,amo definirmi un mendicante cantastorie,adoro stare seduto al crocevia polveroso della vita,per una misera monetina di rame nel mio cappello racconto le mie storie ai passanti,ci si potrebbe dissetare con i loro sguardi attenti e sfamarsi  di applausi sinceri.

9)    Progetti futuri? Stai scrivendo qualcosa di nuovo?

Per il futuro credo continuerò a fare lo scrittore,ti confido di non avere mai smesso di scrivere. I romanzi fino ad ora sono in totale 5,tutti concatenati fra di loro,ma al contempo storie a se stanti. Come al solito impasto realtà e fantasia,starà ai lettori capire ove finisce una e inizia l’altra.

I titoli sono:

I Quattro Re,Der Jager,L’ultimo Chiodo,Cenere alla Cenere e in fine Pòmnit’. Giusto in questi giorni,sono impegnato nella stesura dell’ultimo,ovviamente gli altri tre sono già stati valutati e accettati,ben presto i miei incubi avranno un nuovo vestito di carta.

10)  Dove può seguirti il pubblico? Hai un sito o un blog di riferimento?

Per il momento mi avvalgo di facebook,oltre al mio profilo si possono trovare anche i gruppi dedicati ad alcuni romanzi,Der Jager e Cenere Alla Cenere,comunque dovrebbe uscire a breve anche il sito de I Quattro Re.

 

Questa era l’ultima domanda. Ti ringrazio per aver partecipato, Giancarlo.

DATI DELLO SCRITTORE

 Galletti Giancarlo,nato a Palermo il 24/05/1974,residente a Capriate San Gervasio (BG)

 

Breve Sinossi de: I QUATTRO RE di Galletti Giancarlo

 La mente sconvolta di un padre per l’omicidio della figlia e la seguente caccia ed assassinio dei colpevoli “I QUATTRO RE” .

Al di fuori per anni dal mondo reale comune,imprigionato tra realtà e sogno,incapace di vivere ma anche di morire,in un mondo cupamente onirico in bianco e nero,invaso dai rovi,nello squallore più assoluto.

Sfiora a più riprese alcune fra le diverse etnicità presenti in una realtà parallela,traendone insegnamenti ed aiuto.

Niente nomi di luoghi o di persone,né alcun tipo di riferimento,nella sua mente offuscata dal dolore niente e nessuno è degno di ricordo,solo un nome si ripete incessantemente,Anna,il nome di sua figlia.

Trova ed uccide gli assassini in diversi modi,ma sempre alla fine occultandone i cadaveri,timoroso della benedizione del qualsivoglia prete,che così facendo avrebbe sicuramente perdonato i loro peccati,garantendogli il paradiso,forse vicino ad Anna.

Quattro omicidi a dir poco raccapriccianti,motivati nella sua mente dal compito affidatogli da Dio.

Il libro si svolge trattando casi di scottante attualità,mostrando il lato positivo degli stranieri, considerati dalla maggior parte del popolo perbenista “INDESIDERATI”,passando dai ricordi più dolci della figlia alla descrizione dell’orribile mondo sommerso del quale entra a far parte,andando a spegnersi nell’unico luogo ove sente di potere esistere,nel nel regno dei morti,vicino alla tomba di sua figlia,ma anche lì gli incontri si susseguono …

Combattuto tra sacro e profano,con svariate sfaccettature poetiche noir e citazioni famose,dall’accattivante stile noir. 

 

 

Condividi adesso!

9 thoughts on “Intervista a Giancarlo Galletti autore de ‘I quattro re’, edizioni Elmi’s world

  1. Laura Bellini il said:

    Complimenti per l’intervista, Giancarlo. Bisogna sempre avere il coraggio di raccontare le cose così come si vedono.
    Solo su una cosa non sono d’accordo con te.
    Io credo che Stephen King sia un maestro di letteratura. Nonostante i temi trattati, il suo stile letterario, dovrebbe essere un esempio per molti aspiranti scrittori. Hai letto il suo saggio sulla scrittura; “On writing”?
    🙂

  2. Dylan Berro il said:

    Bell’intervista, Giancarlo. Sincera e anche un po’ aggressiva, sono d’accordo circa la tua opinione sulla scrittura. Molti dicono che sia facile, ma non lo è. Bisogna avere un po’ di studio alle spalle, bisogna avere un proprio stile, bisogna avere la capacità di coinvolgere e di accettare le critiche. Alcuni sono buoni, ti apprezzano e ti sostengono. Altri ti dànno di connsigli. Alcuni, ahimè, criticano solo per sminuirti 🙂

  3. Giancarlo il said:

    Grazie ragazzi,un pò di pubblicità non guasta mai!
    Sinceramente non ho letto il saggio di King ma all’interno de I Quattro Re ne ritroverete un brandello 😀
    Per il resto ci proviamo,annaspiamo nell’oceano sporco dell’editoria italiana,mandiamo giù boccate di lordura e lacrime ma riemergiamo sempre,i commenti stupidi mi scivolano addosso come pioggia sporca e quelli buoni mi scuciono appena un sorriso!Spero il mio libro non vi deluda…
    Grazie ancora e a presto. Gg

  4. Dylan Berro il said:

    lo stavo iniziando a leggere ed è scritto bene, non ho notato refusi o periodi complessi e incomprensibili, anzi… 🙂

  5. giancarlo il said:

    Spero la vostra recensione sia buona,ho messo molto impegno a scrivere questo primo libro,a lui sono concatenati anche gli altri 4 romanzi,non immaginate nemmeno cosa ho dovuto sacrificare per scrivere…
    Grazie ancora,attendo con impazienza le vostre parole.Gg

  6. Dyan il said:

    stai tranquillo, non è una recensione cattiva. Siamo anche noi “scrittori”, e sappiamo bene che perché un libro venga bene, bisogna metterci l’anima. Laura ha più volte tentato l’avventura con diverse case editrici, prima di trovarne una buona. In più, ha scritto numerosi romanzi. Io sto per pubblicare il secondo, e dopo il primo ho imparato che non tutte le case editrici sono affidabili,e che per scrivere un romanzo che piaccia e sia grammaticalmente corretto… bisogna studiare, leggere articoli, consultare le regole dell’Accademia della Crusca.
    Il tuo romanzo, per ora, ci sta piacendo 🙂

  7. giancarlo il said:

    Giusto,hai ragione,ma leggere e studiare,non basta,bisogna vivere per poter scrivere…
    Io vivo in quel romanzo,ti stupiresti di sapere quanto di quello che hai letto è pura verità,io sono molti di quei personaggi,è tutta la mia storia impastata ai miei incubi e alle mie paure.
    Leggimi,trovami e chiedi pure…
    Grazie per il vostro aiuto.Gg

  8. Dylan Berro il said:

    Certo, molti sanno raccontare determinate emozioni e vicessitudini perché le hanno vissute. E’ normale 🙂

  9. Mary il said:

    Ciao Giancarlo, continuo a dirtelo e me lo ripeto continuamente. Sei un grande e mi fermo qui, non perchè non so cosa dire ma perchè avrei tanto da dire che non basterebbe un libro intero di pagine bianche su cui scrivere. Mi piacerebbe partecipare ad una tua presentazione del libro. Se ti dovesse capitare di farla a Milano o nei dintorni, me lo fai sapere? Un caro saluto con la speranza di conoscere dal vivo il mio mito vivente.

Lascia un commento

*