Intervista a Luca Rachetta autore di: “La guerra degli Scipioni”, edizioni MEF.

1)    Ciao Luca, benvenuto nel nostro blog. Vuoi, prima di tutto presentarti al pubblico?

 

Nel mio blog (www.lucarachetta.it) mi presento come “Luca Rachetta, scrittore  a tempo guadagnato”. Questa definizione mi piace molto, perché oscilla tra il serio e il faceto secondo un copione consolidato tanto nella mia indole quanto, di riflesso, nella mia scrittura.  

E in effetti, proprio in quanto autore di testi letterari, mi sento davvero a metà strada tra il giocoso e il serio. Cosa potrebbe esserci infatti di meno “serio” di un narratore che si occupa dell’inessenziale, del voluttuario; che si nutre di parole volte a cristallizzare la realtà in piccoli frammenti di verità inutile e persino scomoda; che dà l’impressione di volersi lamentare di tutto e di tutti per puro vezzo snobistico e pseudo intellettuale, forse perché questa propensione gli risulta più congeniale del vivere come tutti gli altri, che danno per scontate certe cose e le accettano come inevitabili. Eppure in questa mancanza di borghese “serietà” sta proprio la sfida dello scrittore, tremendamente “seria” in quanto gli consente di chiarirsi le idee mettendo per iscritto quello che vede e che prova, ossia la propria visione del mondo, e di proporre poi le sue conclusioni ad altri come lui, i lettori, per misurare sulle loro reazioni la condivisione di certi punti di vista o dell’amore per le cose belle, tra le quali, innanzitutto, la bella scrittura. Ecco dunque come si sente Luca Rachetta “scrittore”, intriso fino al midollo di quel sano umorismo che consente ai suoi cultori di denunciare senza condannare, che ammanta di gioco e di divertimento i presupposti seri e impegnativi della vita rendendo piacevole la lettura di situazioni che, quando ci si presentano davanti agli occhi nel corso dell’esperienza quotidiana, non ci sembrano così piacevoli da osservare e così semplici da accettare.

 

2)    Il tuo iter letterario vanta, dal 2006, diverse pubblicazioni: Dove sbiadisce il sentiero, 2006 (silloge di racconti), La teoria dell’elastico, 2008 (silloge di racconti), La torre di Silvano, 2008 (racconto lungo), La guerra degli Scipioni, 2009 (romanzo). Come si sviluppa, nel tempo, la tendenza di scrivere racconti brevi con la stesura di un vero e proprio romanzo? E in che modo è avanzato il tuo approccio con la scrittura?

 

La stesura di racconti brevi ha rappresentato la prima fase della mia esperienza di scrittura creativa, in cui mi sono confrontato con una tipologia testuale di più facile approccio rispetto al romanzo, in particolare per chi, come me, le opere di narrativa le aveva frequentate soltanto come lettore. Ha così visto la luce la mia prima silloge di racconti, Dove sbiadisce il sentiero, alla quale è seguita a stretto giro di posta la seconda, La teoria dell’elastico, che tuttavia già mostrava i segni di un cambiamento, vale a dire una prosa con un più ampio respiro narrativo che puntava a sviluppare la materia dei racconti in modo più fluido e disteso. Procedendo in questa direzione, alla ricerca di una forma espressiva più ricca e articolata, quindi più matura, sono arrivato alla stesura del racconto lungo La torre di Silvano  e del romanzo La guerra degli Scipioni. Che differenza c’è tra racconto lungo e romanzo? Beh, non esiste nessun canone che determini le caratteristiche di un racconto lungo o quelle di un romanzo, ma soltanto dei punti di vista soggettivi determinati dai convincimenti di autori e critici. A mio avviso, ad esempio, rispetto a La torre di Silvano, La guerra degli Scipioni può essere definito “romanzo” non perché sia più esteso (poche pagine di differenza), ma in ragione di una partitura narrativa più complessa, forte di un protagonista e di una vicenda centrale e di due personaggi secondari (a tratti co-protagonisti) con le loro rispettive storie, che s’intrecciano con quella del protagonista. Un punto di vista come un altro, ma in fondo anche questo è il bello del parlare di letteratura: il trionfo del relativismo.

 

3)    Parliamo del tuo ultimo lavoro: La guerra degli Scipioni. Cosa vuoi raccontarci a proposito? Giovanni Scipioni, il protagonista del tuo romanzo, è un uomo in guerra con il mondo intero. Pensi che sia un ritratto della nostra società? Questo voler a tutti i costi, senza capirne il motivo, lottare contro tutti e tutto?

 

Penso che ogni essere umano riceva in dote da madre natura una sensibilità tutta sua, che le vicissitudini personali e le interazioni sociali contribuiscono a formare, ma non riescono certo a omologare alle sensibilità altrui. Giovanni Scipioni affronta la vita usando la sua sensibilità come parametro di giudizio atto a definire ciò che è giusto o sbagliato, arrivando addirittura a brandirla come arma di offesa (o di difesa, dato che i due momenti talvolta combaciano alla perfezione) nei confronti di coloro che hanno il torto di incrinare, con la loro differente visione del mondo,  le sue poche ma fondamentali certezze. E poi bisogna tenere conto del sacrificio che la società pretende dal singolo nel nome della civile convivenza e dell’interesse comune. Come tutti gli uomini, infatti, anche Giovanni è un “io” che, a volte, fa molta fatica a dire “noi”: esprimere il proprio dissenso nei confronti degli altri è dunque un modo per affermare la propria libertà di essere e di fare, al di fuori di convenzioni sociali spesso necessarie che tuttavia tendono a imbrigliare l’inclinazione più sincera dell’individuo, con inevitabile ridimensionamento del suo senso di realizzazione personale e della sua autostima. 

 

 

4)    Una guerra verso terzi che, a parer mio, sembrerebbe più una guerra interiore; la ricerca di qualcosa dentro se stessi che non si è in grado di trovare. Pensi che sia questo che, Giovanni, deve recuperare? La fiducia e l’amore nella propria persona?

 

La fiducia in se stesso e negli altri, l’amore per la vita, il senso della propria presenza terrena e dell’agire quotidiano, una dimensione autentica in cui riconoscersi: questi sono gli obiettivi ambiziosi cui mira, forse inconsapevolmente, Giovanni Scipioni e ai quali tendono, ancor più inconsapevolmente, i fratelli Antonio e Paolo. La ricerca dei tre fratelli si dipana attraverso i luoghi della realtà esterna per ritrovare in essi i segni dell’avvenuta conciliazione tra le proprie aspirazioni e il mondo, senza sapere, in fin dei conti, se sia la vita a essere ingenerosa nei confronti degli umani ideali o se, al contrario, siano gli umani ideali a essere troppo ambiziosi rispetto alla vita, che forse già offre all’uomo quanto basta per vivere serenamente.

 

 

5)    Qual è il messaggio che vorresti far arrivare ai lettori con i tuoi lavori?

 

Non parlerei di messaggi, ma di spunti di riflessione. Mi piace infatti pensare ai miei testi come a delle riproduzioni in miniatura della vita, che di questa mantengano e mostrino l’essenza, più facilmente intelligibile nell’opera letteraria in quanto essa, inevitabilmente, risulta essere una versione ridotta e ordinata della vita stessa, circoscritta a un numero limitato di figure umane e di temi. Su questo plastico dell’umana vicenda vorrei che i lettori puntassero lo sguardo per poi riflettere sulle stesse cose che hanno colpito me: l’inautentico e l’insincero che mortificano i rapporti tra le persone, il venir meno dei presupposti civili su cui si dovrebbe fondare il senso della collettività e delle istituzioni, il comico che si aggira tra le macerie prodotte dalla tragedia per sottolinearne la presenza nel mondo ed esorcizzarla allo stesso tempo. Da tutto ciò ognuno ricaverà il proprio messaggio.

 

 

6)    Quanto è importante la cultura, intesa come conoscenza, per poter scrivere un romanzo? Ci sono scrittori che si affermano tali e che leggono pochissimo, cosa ne pensi tu? Leggere è essenziale per scrivere?

 

Uno scrittore non inventa e non produce nulla ex novo; egli rielabora in forme personali ciò che ha raccolto e interiorizzato non solo nel corso del proprio cammino esistenziale, ma anche nel corso della propria esperienza di lettore.

L’azione combinata del leggere e dello scrivere fornisce il combustibile necessario ad alimentare la fiamma della creatività, vale  a dire, detto in altro modo, a forgiare il proprio stile espressivo. Sì, perché la creatività di un autore non sta, a mio avviso, nella sua capacità di strutturare trame e delineare personaggi, bensì proprio nel suo stile, nell’uso di modalità espressive che lo qualificano e lo distinguono dagli altri in base alla sua padronanza della lingua e alla sua sensibilità. Scrivere è infatti una questione di stile, dato che lo stesso contenuto, presentato in  modi diversi, finirebbe col dare vita a due storie differenti, proprio perché è la mano che guida la storia che le dà forma e la conduce a determinati esiti comunicativi.

 

 

7)    Ci sono autori che hanno influenzato il tuo iter letterario? Quali libri secondo te non dovrebbero assolutamente mancare nel bagaglio culturale di ognuno di noi?

 

La lettura di Pirandello, Brancati, Palazzeschi, Landolfi, Gogol e Bulgakov ha probabilmente alimentato il mio spirito critico, per sua natura orientato in una precisa direzione, quella di chi ama denunciare ipocrisie, storture sociali e l’incapacità, prima ancora che di dialogare, di ascoltare l’altro. Questo perché, quando si scrive, anche se si finisce col presentare la propria personalità e col raccontare la propria esperienza, non ci si limita a questo, a mio modo di vedere. Nelle proprie pagine finiscono anche la personalità, l’esperienza e l’abilità stilistica di qualcun altro, in genere mai conosciuto di persona, ma assai frequentato con la lettura. Una sorta di sensibilità gemella o in ogni caso assai prossima alla tua, ritrovata in una persona magari assai lontana da te dal punto di vista geografico o cronologico.  Forte della mia esperienza di lettore, consiglierei le opere degli autori già citati, ai quali aggiungerei anche Calvino, Buzzati, Queneau, Bennett ed altri ancora. A voler dare qualche titolo, di primo acchito suggerirei Don Giovanni in Sicilia, Il bell’Antonio, Il fu Mattia Pascal, Le sorelle Materassi, La pietra lunareLe anime morte, Il maestro e Margherita, I nostri antenatiIl deserto dei Tartari, I fiori blu, Nudi e crudi e… chi più ne ha più ne metta.

 

8)    Stai lavorando alla stesura di un nuovo romanzo: La setta dei giovani vecchi. Vuoi raccontarci qualcosa di questo lavoro dal titolo affascinante?

 

Nella cittadina di Castel Chimerico vive il quarantaduenne Giovanni Eufemi, precario nella professione, in politica e in amore. Insegnante con contratto a tempo determinato, membro del partito di maggioranza relativa in seno al consiglio comunale senza però un effettivo peso politico all’interno dello stesso, eterno fidanzato della quarantenne Eleonora: su Giovanni Eufemi pare che gravi una maledizione che lo condanna all’incompiutezza, che il nostro protagonista attribuisce allo Stato, ai compagni di partito e, in definitiva, alla vita in genere, le cui trame sembrano essere state ordite da pupari attempati impegnati a boicottare i più giovani. Una sorta di gerontocrazia imperante tiene infatti lontano dai posti di maggiore responsabilità e soddisfazione coloro che insidiano l’ordine costituito, ai quali si appioppa l’appellativo di “giovani” anche oltre i quarant’anni per convincerli ad attendere, ad avere pazienza, nell’attesa di completare un iter di formazione che a Giovanni sembra tuttavia infinito e, in fin dei conti, insensato. I suoi più cari amici, tutti coetanei, non è che se la passino meglio, essendo alle prese con una condizione di instabilità esistenziale complicata da un forte scoraggiamento, venato in aggiunta di vittimismo e di malcelata rassegnazione. Il protagonista e i suoi amici, gravati dal peso insostenibile di un inesorabile fallimento, giungeranno infine a un punto di non ritorno… Alla “setta dei giovani vecchi”, ossimorica e mostruosa creazione della nostra società, non rimarrà così che riunirsi per l’ultima volta, per l’ultima, terribile “cospirazione” di protesta contro la società stessa. O forse contro la natura umana…

 

9)    Dove può seguirti il pubblico?

 

Dal 2006 a oggi i miei libri sono stati presentati al pubblico in varie occasioni: a Senigallia (Palazzo Mastai, Palazzetto Baviera, Caffé Centrale, Sala del Trono di Palazzo Ducale, Libreria Iobook), Corinaldo (Biblioteca Comunale, Sala Consiliare “Arnaldo Ciani”), Ostra Vetere (Palazzo De Pocciantibus), Mondavio (Teatro Apollo) e Bologna (nell’ambito di “Libreschi”, evento proposto dall’Associazione Canto 31). Per seguire la mia attività a distanza e per conoscerne gli sviluppi in tempo (quasi) reale, invito il pubblico a consultare il mio blog ( www.lucarachetta.it ) o a cercarmi su Facebook, senza aver timore alcuno di chiedermi l’amicizia (http://www.facebook.com/?ref=home#!/luca.rachetta ). Vi aspetto!

 Questa era l’ultima domanda. Grazie per aver partecipato, Luca!

 

NOTA BIOGRAFICA

Luca Rachetta, nato a Torino, risiede oggi a Senigallia.

Nel 1998 si è laureato in Lettere Moderne ad Urbino discutendo una tesi sulla narrati­va di Vitaliano Brancati e ha quindi pubblicato sulla rivista dell’ateneo, Studi Urbinati, un saggio sulla fortuna riscontrata dall’autore di Pachino presso la critica letteraria.

Attualmente insegna alla Scuola Media “Fagnani” di Senigallia e collabora con la ri­vista Sestante, sulle cui pagine è intervenuto con i commenti alle opere di diversi poeti marchigiani.

Presso la casa editrice Maremmi Editori Firenze ha pubblicato nel 2006 il saggio Vi­taliano Brancati. La realtà svelata. Con la stessa casa editrice ha dato alle stampe le seguenti opere di narrativa:

Dove sbiadisce il sentiero, 2006 (silloge di racconti)

La teoria dell’elastico, 2008 (silloge di racconti)

La torre di Silvano, 2008 (racconto lungo)

La guerra degli Scipioni, 2009 (romanzo)

All’inizio del 2009 ha visto la luce il sito www.lucarachetta.it, inteso come agile stru­mento di informazione utile alla presentazione dell’autore e della sua opera e alla co­municazione diretta con i lettori.

Nel 2010 è uscito, per i tipi della Maritato Group di Roma, il racconto La missione di San Silvestro, il primo ebook di Luca Rachetta, commentato dalle illustrazioni dell’artista senigalliese Angela Tonni Perucci.

Di Luca Rachetta saggista e scrittore si sono occupati quotidiani locali, riviste specia­lizzate, testate di recensioni on line e il TGR Marche, che ha mandato in onda, in due diverse edizioni del 26 giugno 2009, un servizio dedicato alla sua attività letteraria (informazioni e supporti audiovisivi sono reperibili nelle pagine del blog suddetto)

Dal 2006 a oggi i libri di Luca Rachetta sono stati presentati al pubblico in varie occasioni: a Senigallia (Palazzo Mastai, Palazzetto Baviera, Caffé Centrale, Sala del Trono di Palazzo Ducale, Libreria Iobook), Corinaldo (Biblioteca Comunale, Sala Consiliare “Arnaldo Ciani”), Ostra Vetere (Palazzo De Pocciantibus) e Mondavio (Teatro Apollo).

A settembre, infine, uscirà, per i tipi della Edizioni Creativa di Napoli, il nuovo romanzo di Luca Rachetta, La setta dei giovani vecchi.

Luca Rachetta

La guerra degli Scipioni

ISBN 9788851719555

Sigla: MEF – L’Autore Libri Firenze

Collana: Biblioteca 80 – Narratori

Genere: Romanzo

Formato: 8°, cm 15×21

Pagine: 80

Prezzo: Euro 7,60

Descrizione

Il Professore, il Misantropo e il Nevrotico Sentimentale

Il professor Giovanni Scipioni è in guerra con il mondo intero: professione, colleghi, moglie, figlia… Una guerra ininterrotta che non si capisce bene quando e da chi sia stata dichiarata. Il germe del conflitto covava forse in Giovanni Scipioni fin dall’età fetale oppure il casus belli si è innescato in seguito, magari nel periodo dell’adolescenza? La guerra, poi, è stata dichiarata da lui o è stata al contrario la vita stessa a sfidarlo a singolar tenzone? Non si sa… L’unica certezza è che, da quando sono scesi in guerra anche i suoi eccentrici fratelli, Antonio e Paolo Scipioni, la sua situazione si è aggravata, perché le battaglie dei congiunti si sommano a quelle che lui ha già in corso su più fronti. Sempre che, in fondo, non si tratti delle stesse battaglie… 

NOTA BIOGRAFICA

 

 

Luca Rachetta, nato a Torino, risiede oggi a Senigallia.

Nel 1998 si è laureato in Lettere Moderne ad Urbino discutendo una tesi sulla narrati­va di Vitaliano Brancati e ha quindi pubblicato sulla rivista dell’ateneo, Studi Urbinati, un saggio sulla fortuna riscontrata dall’autore di Pachino presso la critica letteraria.

Attualmente insegna alla Scuola Media “Fagnani” di Senigallia e collabora con la ri­vista Sestante, sulle cui pagine è intervenuto con i commenti alle opere di diversi poeti marchigiani.

Presso la casa editrice Maremmi Editori Firenze ha pubblicato nel 2006 il saggio Vi­taliano Brancati. La realtà svelata. Con la stessa casa editrice ha dato alle stampe le seguenti opere di narrativa:

 

Dove sbiadisce il sentiero, 2006 (silloge di racconti)

La teoria dell’elastico, 2008 (silloge di racconti)

La torre di Silvano, 2008 (racconto lungo)

La guerra degli Scipioni, 2009 (romanzo)

 

All’inizio del 2009 ha visto la luce il sito www.lucarachetta.it, inteso come agile stru­mento di informazione utile alla presentazione dell’autore e della sua opera e alla co­municazione diretta con i lettori.

Nel 2010 è uscito, per i tipi della Maritato Group di Roma, il racconto La missione di San Silvestro, il primo ebook di Luca Rachetta, commentato dalle illustrazioni dell’artista senigalliese Angela Tonni Perucci.

Di Luca Rachetta saggista e scrittore si sono occupati quotidiani locali, riviste specia­lizzate, testate di recensioni on line e il TGR Marche, che ha mandato in onda, in due diverse edizioni del 26 giugno 2009, un servizio dedicato alla sua attività letteraria (informazioni e supporti audiovisivi sono reperibili nelle pagine del blog suddetto)

Dal 2006 a oggi i libri di Luca Rachetta sono stati presentati al pubblico in varie occasioni: a Senigallia (Palazzo Mastai, Palazzetto Baviera, Caffé Centrale, Sala del Trono di Palazzo Ducale, Libreria Iobook), Corinaldo (Biblioteca Comunale, Sala Consiliare “Arnaldo Ciani”), Ostra Vetere (Palazzo De Pocciantibus) e Mondavio (Teatro Apollo).

A settembre, infine, uscirà, per i tipi della Edizioni Creativa di Napoli, il nuovo romanzo di Luca Rachetta, La setta dei giovani vecchi.

 

Luca Rachetta

La guerra degli Scipioni

 

 

ISBN 9788851719555

Sigla: MEF – L’Autore Libri Firenze

Collana: Biblioteca 80 – Narratori

Genere: Romanzo

Formato: 8°, cm 15×21

Pagine: 80

Prezzo: Euro 7,60

 

Descrizione

Il Professore, il Misantropo e il Nevrotico Sentimentale

Il professor Giovanni Scipioni è in guerra con il mondo intero: professione, colleghi, moglie, figlia… Una guerra ininterrotta che non si capisce bene quando e da chi sia stata dichiarata. Il germe del conflitto covava forse in Giovanni Scipioni fin dall’età fetale oppure il casus belli si è innescato in seguito, magari nel periodo dell’adolescenza? La guerra, poi, è stata dichiarata da lui o è stata al contrario la vita stessa a sfidarlo a singolar tenzone? Non si sa… L’unica certezza è che, da quando sono scesi in guerra anche i suoi eccentrici fratelli, Antonio e Paolo Scipioni, la sua situazione si è aggravata, perché le battaglie dei congiunti si sommano a quelle che lui ha già in corso su più fronti. Sempre che, in fondo, non si tratti delle stesse battaglie…

 

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