Intervista a Michele Laurenzana, autore de ‘La segreta verità’.

Intervista a Michele Laurenzana autore de La segreta verità, ilmiolibro.it

  1. Ciao Michele, ti diamo il benvenuto nel nostro blog. Vuoi raccontare qualcosa di te al nostro pubblico?

Ciao a voi ragazzi. Qualcosa di me? Bé, mi chiamo Michele, ho 28 anni, sono geometra e laureando (fuoricorso) al Politecnico delle Marche, corso di laurea specialistica in Ingegneria Edile-Architettura. Non posso certo vantarmi di rincorrere ancora la laurea, però in compenso in questi ultimi anni credo di aver vissuto una serie di esperienze che mi hanno maturato e formato come persona. Nel frattempo ho sempre cercato di fare qualche piccolo lavoro per coprire parte delle spese. Amo l’architettura, che è una delle mie vere passioni nella vita. Amo progettare, e amo dare forma ad ambienti che le persone, poi, dovranno vivere. Nel 2008-2009 ho anche avuto la fortuna di collaborare con i Milagro (Sanremo Giovani 2008, EMI) curando parte della gestione editing pubblicitaria e aiuto promozione nazionale presso canali informatici della rete e radiofonici.

  1. La segreta verità è il tuo primo romanzo. Da dove nasce la storia? E come hai scoperto la tua passione per la scrittura?

La Segreta Verità è un romanzo che nasce da una serie di situazioni che mi hanno particolarmente segnato. Io, tra l’altro, vengo da un trasferimento universitario che ho deciso di affrontare l’anno scorso (da Bologna sono infatti arrivato ad Ancona). Sentivo l’esigenza di dover staccare la spina, abbandonare un po’ tutto e tutti. Ho probabilmente anche dato troppa importanza a persone che si sono rivelate l’opposto di ciò che mi aspettavo, e poi l’università, la difficoltà nel ritrovarmi d’un tratto da solo, senza alcun punto di riferimento: avevo davvero il bisogno di fuggire. Nel periodo antecedente a questo radicale cambiamento ho trovato nella scrittura, per la prima volta, lo sfogo necessario per staccarmi materialmente dalla realtà. Non avevo mai portato a termine un lavoro così complesso! Diciamo che proprio grazie al particolare e delicato momento che ho attraversato ho inaspettatamente scoperto questa passione.

Nel mio romanzo si parla di un distacco, di una sorta di vita parallela del protagonista.. in un certo senso anche lo scrivere diventa un ottimo metodo per archiviare temporaneamente tutto, e sentirsi per un momento libero e sereno. Tu sei dentro la Tua storia, puoi modellarne personaggi e contenuti lasciando libero sfogo alla fantasia. Puoi creare situazioni dove tutto si svolge come Tu desideri e questo, scrivendo, lo puoi fare. Credo sia un’ottima terapia per tutti, indipendentemente dal fatto del voler poi pubblicare quanto si è creato.

  1. Il tuo romanzo affronta tematiche come la famiglia, l’amicizia, la quotidianità. Tutte abilmente raccontate. Quanto c’è, all’interno di questa storia, di te stesso? E in che maniera, il sogno, riesce a vincere la realtà?

Nel blog, sul sito, anche nella presentazione del booktrailer che a giorni uscirà c’è questa frase a cui sono particolarmente legato:Tutti si mostrano al mondo come vogliono, ma spesso non è quella la verità.Io penso che nella società di oggi sono molte le persone che decidono di indossare una maschera nascondendo quello che sono realmente. In questo romanzo l’identità di uno dei personaggi è nascosta non tanto dal personaggio stesso, quanto da chi gli sta attorno e lo circonda. Un’identità che non va ricercata dietro le apparenze, ma in qualcosa forse di più intimo. Tra le tematiche predominanti, poi, ci sono i legami con la famiglia. Quelli più profondi. Ho infatti cercato di presentare due spaccati della vita famigliare di Tommaso e di Silvia, i due protagonisti. Realtà differenti, ma comunemente banali. All’ordine del giorno. L’affetto della famiglia come il primo valore che si impara a rispettare, e l’unico di cui non si può fare a meno.

Poi ci sono gli amici, presenti in ruolo decisivo: rappresentano un riferimento abituale nelle nostre giornate, ma quando questi riferimenti vengono a mancare, ci sentiamo soli e reagiamo costringendoci al confronto con la realtà e si diventa severamente selettivi nei riguardi di chi ci circonda. I personaggi sono volutamente vicini alla gente comune; questa è una storia come tante, ma circondata da qualche emozione in più, e il finale ne sarà la dimostrazione.Tuttavia alcuni di loro sono richiami a persone reali, ma la storia è totalmente inventata. Quindi nulla di autobiografico.

In che maniera, il sogno, riesce a vincere la realtà? Con la convinzione del fatto che, pur rimanendo con i piedi per terra, sognare rende più “leggera” la vita quotidiana e crea nuovi positivi traguardi nascondendone gli aspetti negativi che spesso demoralizzano inutilmente.

  1. Qual è la differenza, per te, fra un buon romanzo e un ottimo romanzo? Quali sono le caratteristiche che non devono assolutamente mancare? E quali, invece, risultano ormai sorpassate e antiquate?

Un buon romanzo è un libro che divori in pochi tempo.

Un ottimo romanzo è un libro che divori in poco tempo e che, in più, sa trasmetterti quel tanto da farti sentire TUE le vicende raccontate, portandone dentro il ricordo. Questo traguardo, forse, è il risultato da cercarsi in una trama che funziona, che non sia banale e che sappia emozionare. Spesso si leggono romanzi complessi, pieni di paroloni, ma privi di emozioni.

Credo, in definitiva, che non debba mai mancare, da parte dello scrittore, la considerazione sulla posizione del lettore stesso nei confronti della storia. Il mio romanzo è stato letto, prima della pubblicazione, da una trentina di persone (professori, amici e non) ognuno, nel piccolo, ha espresso delle opinioni. Queste sono state essenziali per avvicinare La Segreta Verità, ancora di più, alla gente comune (che sarà in definitiva quella che leggerà e giudicherà il romanzo).

Sorpassate ormai -dal mio punto di vista- le storie di amori impossibili; vampiri e quant’altro. Vendono, certo, ma raramente rimangono nella memoria della gente perché totalmente inverosimili, sono il frutto di pura fantascienza.

  1. Che tipo di lettore sei? Quanti libri leggi in media? E quanto è importante, per te, il  modo di approcciarti alla lettura confrontato a quello della scrittura?

Lo ammetto! Non sono un gran lettore. Anzi mi correggo, non lo ero. Ho iniziato a scrivere La Segreta Verità con alle spalle un repertorio letterario estremamente misero, questa carenza mi ha solo permesso di scrivere una storia non comune, non copiata. Mi è capitato più volte di continuare a realizzare il mio romanzo in una piccola biblioteca della mia città, circondato da migliaia di volumi. Ogni tanto prendevo da uno scaffale un libro a caso e ne leggevo una buona parte, poi cercavo di valutarne la tecnica, e il modo di presentare la storia. C’è poco da fare: leggere è il miglior drink energizzante per poter scrivere. Oggi leggo ogni volta che ho tempo, la priorità è dedicata all’università e ai miei ultimi esami che mi separano dalla laurea; però sto scoprendo estremo piacere nel cercare -e acquistare- ai mercatini dell’antiquariato antichi volumi e vecchi romanzi di fine ‘800 inizio ‘900. Mi appassionano molto, sarà anche per il fatto di avere tra le mani un qualcosa che profuma di storia. Per il mio compleanno, un mese fa, ho ricevuto in regalo da un caro amico La grammatica di Dio, di Stefano Benni, divorato in due giorni.

  1. Immagina che il tuo romanzo possa parlare. Cosa direbbe, dallo scaffale della libreria, ai probabili compratori mentre lo tengono fra le mani? Perché, il lettore, dovrebbe scegliere proprio La segreta verità, fra tanti altri romanzi?

Bè, spero dica Comprami! Scherzi a parte, è stato fatto un lavoro inimmaginabile per la scelta della copertina; qui ringrazio l’amico Davide Spano che ha saputo dedicarmi tutte le attenzioni possibili per creare un’immagine che fosse in grado di raccontare il contenuto del romanzo stesso. All’istante. Dopo ore di lavoro in studio, e decine di scatti (ne approfitto per ricordare anche Matteo Pintus, modello della copertina), penso si siano raggiunti gli obiettivi preposti.

Spero che il lettore riesca a lasciarsi coinvolgere da questo ragazzo col cappellino blu: peraltro personaggio che porterà il protagonista in contatto diretto con questa figura misteriosa, a tratti inquietante e suggestiva, che condizionerà per l’appunto il destino di Tommaso; dando così un risvolto a questa segreta verità. Ho scritto questa storia con lo scopo di trasmettere alle persone delle forti emozioni, ho creato una trama che prendesse pieghe e generi differenti, quasi per volontà. Il lettore si crea quindi, man mano, un proprio finale che solamente l’ultima pagina permetterà di ridimensionare totalmente; modificando l’epilogo,  plasmandolo in un certo senso, e in quel momento si avranno tutte le risposte e chiarimenti riferiti ad alcuni passi descritti durante l’intera narrazione della storia, con lo scopo di sembrare banali ma che, in realtà, sono il frutto di intere giornate di lavoro.

Preciso che il romanzo, da Gennaio 2012, sarà in vendita presso tutti gli store la Feltrinelli d’Italia (ma solo in queste librerie).

  1. Progetti futuri? Continuerai a scrivere? Hai già in  mente un’idea o preferisci lasciar maturare questo romanzo prima di dedicarti ad altro?

Obiettivo numero uno: la laurea. Farei felice certamente mia madre, ma soprattutto me stesso. Ho già avuto piccole esperienze lavorative in alcuni studi d’architettura, anche importanti, so che la matita sarà parte del mio futuro. Per disegnare e, ovviamente, per continuare a scrivere indipendentemente da come evolverà l’avventura con questo romanzo. Per ora, comunque, attenderò che l’esperienza appena nata con La Segreta Verità maturi e faccia il suo percorso, senza pretese, e senza obiettivi mirati che non ne aiuterebbero di certo il futuro. Dovesse andare bene, la prossima trama potrebbe già esistere. In parte la sto vivendo, ma aspetto di vedere come finisce nella realtà, per poi poterla trascrivere in un ipotetico libro.

 

8) Dove può seguirti il pubblico? Hai un blog o un sito? Farai presentazioni?

L’11.11.11 ci sarà la prima presentazione nella mia città natale, a Modena. Non sarà un evento scontato, ma una serata show con uno sfondo musicale, supportata da effetti video ed ospiti, con l’obiettivo di emozionare chi deciderà di partecipare. Non un modo per “comprarmi” il lettore, semplicemente una mia scelta personale in cui ho deciso di investire tempo, per poter omaggiare il lettore, o semplicemente incuriosire chi sarà di passaggio.

Sono già in programma altre presentazioni ad Ancona, Firenze e a Matera. Le date definitive verranno segnalate sul sito ufficiale www.lasegretaverita.tk, sul blog che seguo personalmente www.lasegretaverita.blogspot.com e, infine, sulla pagina Facebook che porta il nome del romanzo, dove poter condividere, interagire e commentare ciò che il libro, spero, potrà trasmettere.

Grazie Michele per aver partecipato.

un grazie, sincero, a voi

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One thought on “Intervista a Michele Laurenzana, autore de ‘La segreta verità’.

  1. lucrezia il said:

    io l’ho ordinato ieri!!!!!!!!!
    e sono curiosa di leggerlo XDD

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