Intervista a Nicola Manna autore di ‘Sognando l’isola’, Arduino Sacco Editore.

1)    Ciao Nicola, vuoi innanzitutto presentarti ai lettori.

Buongiorno a tutti, sono Nicola Manna, ho 32 anni e sono di Roma.
Sono un consulente informatico con la passione per la scrittura e per la lettura; appena ho un attimo di tempo leggo un libro… pensate che mi è capitato anche mentre guidavo, nel traffico di questi giorni natalizi! Ovviamente, nessun vigile legge questa intervista, vero?

2)    Sognando l’isola è il tuo primo romanzo vorresti raccontarci qualcosa della storia e di come è nata questa idea di ambientare la trama in un’isola lontana?

La storia è ambientata in due luoghi molto diversi tra loro, una città monotona e caotica e un’isola semideserta, l’isola dei Delfini.

Adele Comelli riceve in eredità dal fratello Antonio dei terreni e una villa sull’isola dei Delfini.

Davanti a lei un bivio: accettare di cambiare totalmente la propria vita e quella della sua famiglia o rinunciare ai suoi sogni e continuare a vivere nella grigia città?

Accetterà la sfida, venderà tutto e partirà alla volta dell’Isola, scelta che, necessariamente, le cambierà la vita da ogni punto di vista.

L’avventura sull’isola dei Delfini sarà un’alternanza di emozioni, entusiasmo, sentimenti e magia…. 

2)    I protagonisti del tuo romanzo, approdati su un’isola dove il progresso è ancora un mito, cercano in tutti i modi di modernizzarla. Perché questa scelta?

Nonna Adele e con lei la figlia Ginevra, il marito Giorgio e il nipote Leonardo hanno come filosofia di vita il motto “la vita è una sola e bisogna viverla meglio che possiamo!”.

Insoddisfatti di ciò che hanno costruito in città e guidati da questo spirito “sognatore” decidono di realizzare i propri desideri e di poter finalmente sorridere cambiando vita.

Con il loro entusiasmo e le loro capacità riusciranno a trasformare l’Isola dei Delfini ma, ovviamente, non tutto andrà per il verso giusto.

3)    La personalità dei tuoi personaggi è molto marcata. Quanto ti riconosci il loro?

Non c’è un personaggio nel quale mi rivedo, diciamo che ognuno di loro ha qualcosa di me.

Fondamentalmente credo di avere un po’ dello spirito di nonna Adele, del coraggio e della voglia di fare di Giorgio, del romanticismo di Leonardo.

Di sicuro mi piace vivere al meglio delle possibilità, affrontare la vita passivamente non fa parte del mio DNA.

4)    Ci sono autori che hanno influenzato il tuo modo di scrivere?

Non vorrei sembrare, come si dice a Roma, “Coatto”, ma credo di essere stato influenzato da due dei miei autori preferiti: Isabel Allende e Andrea De Carlo.

Dalla prima, credo di aver “ereditato” la voglia di raccontare una storia che ruota intorno a una famiglia, un po’ come nel “La casa degli spiriti” o nel “La somma dei giorni”; da Andrea De Carlo l’entusiasmo e il ritmo incalzante nel descrivere emozioni e stati d’animo dei personaggi, sullo stile di “Due di due”, di “Arcodamore” e di “Lei e lui”.

5)    Le descrizioni, nel tuo romanzo, sono ben fatte, molto accurate, ti sembra quasi di vivere su quell’isola e sentire il profumo del mare. Ti sei ispirato ad un luogo che hai visitato?

Anche in questo caso non c’è un luogo particolare al quale mi sono ispirato ma amo molto il mare.

Ho passato numerose estati della mia infanzia all’Isola d’Elba, mia mamma è di Genova e la copertina del libro è una foto che ho scattato personalmente un mattina d’inverno mentre passeggiavo sotto la pioggia in spiaggia a Recco.

I posti che mi porto nel cuore sono legati al mare come la Croazia, la Grecia, la Thailandia o il Portogallo; il mare è mistero, il mare è romanticismo.

Cosa c’è di meglio di una serata passata in compagnia ad ammirare la luna specchiarsi sull’acqua?

6)    Quanto conta, per un bravo scrittore, fare esperienze di vita come viaggi, letture o nuove conoscenze?

Come detto prima, conta tantissimo; l’ispirazione dello scrittore, a mio parere, nasce proprio dall’osservare e dal vivere situazioni di vita non monotone.

Ho avuto la fortuna di viaggiare molto, a breve andrò a passare il capodanno in Austria, Slovacchia e Ungheria; mi piace viaggiare anche “al buio” senza una pianificazione dettagliata del posto in cui andrò.

Ho, tra l’altro, un blog di viaggi www.niktrip.com nel quale sono raccolte, sotto forma di diario, i miei racconti e quelli di chi, come me, condivide questa passione!

Un po’ di spirito d’avventura (sana) non guasta… avete mai guidato a meno sedici sotto una fitta nevicata o fatto più di mille chilometri in treno per passare due giorni con la giusta compagnia?

7)    Un’ ultima domanda. Stai lavorando ad un nuovo romanzo? Se sì, ti va di raccontarci qualcosa?

Ho scritto un breve racconto per un concorso e, tempo fa, avevo cominciato la mia seconda “fatica”.

Una storia di amicizie difficili e di insoddisfazione della propria vita; il titolo provvisorio era “Senza terra”.

Per una serie di motivi ho dovuto lasciare da parte il tutto ma conto di rifarmi a breve!

SOGNANDO L’ISOLA

Antonio, persona burbera e scontrosa muore lasciando in eredità alla sua unica sorella Adele, ultima

parente della famiglia, alcuni possedimenti  di un’ isola molto lontana e a lei totalmente sconosciuta

fino a quel momento: l’Isola dei Delfini.

La sorpresa di Adele è proporzionale all’indecisione e alla paura di decidere cosa fare di tale

eredità.

La donna, infatti,  è messa di fronte all’ennesimo bivio della propria vita: lasciarsi travolgere

dall’entusiasmo del genero Giorgio che vede proprio in questo regalo inaspettato l’occasione di dare

una svolta alla propria vita e a quella della sua famiglia,  o donare il lascito ad altri e continuare a

vivere nella sua città come se nulla fosse mai accaduto?

Alla fine Adele segue i consigli di Giorgio e decide di partire per questa nuova avventura, convinta

di farcela anche questa volta.

Riescono, entrambi, anche a convincere Ginevra, moglie di Giorgio e unica figlia di Adele,

nonostante alcune sue giuste perplessità legate ad una decisione tanto importante quanto

improvvisa.

La famiglia Comelli intraprende, di li a poco, un lungo e faticoso viaggio, complicato anche dalla

presenza dei figli della coppia (e nipoti di Adele), Leonardo e Daniele.

 

L’arrivo sull’isola non sarà quello che si aspettavano.

Difficoltà enormi sono all’ordine del giorno, abituarsi ad una nuova vita così diversa e

problematica, non è per niente facile.

Grazie però alla forza e all’entusiasmo dei protagonisti  e alla presenza di persone adorabili la

famiglia Comelli  riesce ad inserirsi nella nuova realtà  nella maniera migliore e soddisfacente per

tutti.

Dopo un iniziale e lecito scetticismo da parte degli abitanti dell’Isola dei Delfini, il signor Comelli

riesce a convincerli che cambiare vita è possibile.

Mano a mano che passa il tempo ottiene la fiducia di tutti e le cose cominciano a cambiare

totalmente.

Un’altra vita, un’altra bella favola da vivere momento dopo momento.

Fino ad un’ incantesimo che segnerà per sempre la famiglia Comelli. 

 

La baciai sulla guancia e, se avessi potuto, avrei preso una stella, la più luminosa, e gliela avrei

regalata.

Le dissi, con un coraggio mai avuto ma che mi rese orgoglioso data l’importanza di quella serata:

“Sei splendida, non svegliarmi, ti prego, sicuramente sto sognando!”

 

NOTE SULL’AUTORE

Nicola Manna è nato il 27 Novembre del 1978 a Roma, città dove vive e lavora come consulente

informatico.

Appassionato lettore di libri di ogni genere, ama lo sport, viaggiare, fotografare e stare in compagnia.

“Sognando l’isola” è il suo romanzo di esordio.

Condividi adesso!
Precedente Buon Natale a tutti! Successivo Buon anno a tutti.

2 thoughts on “Intervista a Nicola Manna autore di ‘Sognando l’isola’, Arduino Sacco Editore.

Lascia un commento

*