Intervista a Stefano Bianchi autore di ‘Urbe’, Montag edizioni

1)    Ciao Stefano, benvenuto nel nostro blog, vuoi presentarti al pubblico?

Sono nato nel 1960 in quella che oggi è la “Chinatown” di Milano. Il mio sogno è sempre stato di fare lo scrittore, e infatti mi sono laureato in ingegneria meccanica. Ho trovato rifugio per qualche anno in RCS, dove non scrivevo ma mi occupavo di organizzazione industriale. Dal 1991 mi sono impegnato a fare davvero l’ingegnere, costituendo una piccola società di consulenza logistica, quindi la mia passione per la scrittura ha spesso trovato sfogo in noiosissimi articoli tecnici. Poi, nel 2008 ho pubblicato “Caverne”, ma ancora oggi mi tocca fare anche l’ingegnere.

 

2)    Urbe è il secondo capitolo di una trilogia ambientata a Panta Rei; il mondo dove ogni essere umano si risveglia dopo morto. Com’è nata l’idea di questo progetto?

Ricordo bene come è nata: ero in treno, di ritorno da Roma. Era da un po’ che comunque mi ronzava in testa l’argomento morte-aldilà… sarà l’età!

Vuoi introdurci nel tuo mondo attraverso il racconto del primo romanzo: Caverne?

. Il protagonista di “Caverne” è Jean Autier, un manager al culmine della carriera, che muore d’infarto nella sua casa di Parigi.

Jean si risveglia a Caverne: un mondo primitivo dove vivono quindici miliardi di esseri umani morti nelle diverse epoche storiche. A Caverne è in corso una guerra per il potere tra il Corpus, che governa il mondo attraverso una complessa rete di agenti, e il malvagio Vlad Tepes.

La trama si sviluppa attraverso complotti, intrighi politici, tradimenti, e naturalmente non manca la sorpresa finale.

 

3)    In che maniera si riesce a mantenere viva l’attenzione del lettore per tre romanzi consecutivi? Urbe è un romanzo che possiamo leggere pur non avendo letto il primo capitolo?  Il progetto di una trilogia è molto impegnativo. Non temi che, nel corso della storia, le tue idee scivolino via?

Bella domanda. Allora… intanto ho concepito fin dall’inizio una trilogia, quindi avevo già deciso che alcune vicende avrebbero riguardato il primo romanzo, altre il secondo, altre infine il terzo. La difficoltà maggiore però è stata quella di scrivere i romanzi in modo che potessero essere letti anche in modo indipendente uno dall’altro. È chiaro tuttavia che la visione d’insieme si ha solo leggendoli tutti e tre.

4)    Azione, intrighi, tradimenti. Sono questi gli ingredienti per fare di un semplice libro, un ottimo romanzo? Cosa consiglieresti ad un giovane autore esordiente che si affaccia alla scrittura?

I consigli sarebbero da dividere in tre parti: quelli prima di scrivere, quelli mentre si scrive e quelli post scrittura. Prima di scrivere gli direi di concentrarsi bene sull’idea e svilupparla, prima di cominciare a riempire di parole una pagina bianca. Mentre scrive gli consiglierei di rileggere e rileggere e rileggere quello che ha scritto. Sul post scrittura infine gli consiglierei di darsi da fare se vuole che qualcuno legga il suo capolavoro, a meno che abbia la fortuna di essere pubblicato da un grande editore.

5)    Quanto è importante la conoscenza e l’approfondimento degli argomenti di cui si vuole scrivere? In Urbe troviamo il protagonista, Jean Autier, in viaggio in compagnia di personaggi storici come: Quinto Fabio Massimo, Richard Wagner, Emmanuel De Grouchy. Come ci appresta a raccontare le personalità di questo genere di personaggi?

Occorre documentarsi. Secondo me è meglio conoscere molte più informazioni dei tuoi personaggi di quelle che poi inserirai nel romanzo.

6)    In Italia la percentuale di lettori è terribilmente bassa. Tu come ti poni di fronte a dati tanto allarmanti? Sei un lettore “di genere” o ti affidi a quello che un romanzo ti trasmette quando lo prendi in mano? Ci sono autori che hanno influenzato il tuo iter letterario?

Sono un lettore piuttosto disordinato: passo con noncuranza dai saggi di storia e filosofia ai classici, ai best seller, alla fantascienza. Non sono consapevole di specifiche influenze di specifici autori sul mio modo di scrivere. Io amo molto i dialoghi e invece non mi piacciono i troppi aggettivi e le frasi lunghe nelle descrizioni.

7)    Quali sono le tue opinioni sull’editoria italiana? Quali sono, secondo te, gli impegni e i doveri che una casa editrice deve avere nei confronti dell’autore? E quelli dell’autore? Come valuti la tua esperienza editoriale?

Sull’editoria italiana non sono in grado di esprimere giudizi approfonditi. Quello che dovrebbe fare un editore assomiglia molto a quello che deve fare ogni imprenditore: avere fiuto, rischiare, scommettere…

8)    Vuoi anticipare qualcosa riguardo al tuo prossimo lavoro? Quali difficoltà ed esperienze si troverà di fronte Jean?

Quello che posso dire su Jean è che nel terzo romanzo incontrerà altri nuovi personaggi: alcuni storici, altri di fantasia. Il terzo capitolo avrà una vera fine, a differenza dei primi due che lasciano aperte diverse porte.

9)     Dove può seguirti il pubblico? Hai un blog o un sito? Farai delle presentazioni?

Come no? Sono presente su Facebook, oltre che con il mio account, anche con una pagina dedicata a “URBE” e con il mio gruppo “uno scrittore prestato all’ingegneria”, che conta quasi duemila iscritti. Poi ho un sito www.stefanobianchigf.it e un blog http://stefanobianchiblog.splinder.com

Mi piace molto organizzare incontri con amici e lettori in pub e birrerie, piuttosto che vere e proprie presentazioni in libreria. Cercherò anche con “URBE” di visitare almeno le grandi città.

 

Questa era l’ultima domanda, Stefano. Grazie ancora per aver partecipato.

Grazie a voi!

Presentazione dell’autore

Stefano Bianchi è nato nel 1960 in quella che oggi è la “Chinatown” di Milano.

Il suo sogno è sempre stato di fare lo scrittore, e infatti si è laureato in ingegneria meccanica. Ha trovato rifugio per qualche anno in RCS, dove non scriveva ma si occupava di organizzazione industriale. Dal 1991 si è impegnato a fare davvero l’ingegnere, costituendo una piccola società di consulenza logistica, quindi la sua passione per la scrittura ha spesso trovato sfogo in noiosissimi articoli tecnici.

“Urbe” è il suo secondo romanzo: nel settembre 2009 ha pubblicato, sempre con Montag, “Caverne”.

Nel novembre 2010 ha pubblicato per conto proprio la raccolta di poesie “Imitta”.

Nel gennaio 2010 è stato ospite della trasmissione “Violino Tzigano”, condotta dal giornalista Gianni Lussoso sul canale 909 di SKY.

Stefano è presente su Facebook con il suo gruppo “uno scrittore prestato all’ingegneria”, che conta quasi duemila iscritti, e ha il suo blog http://stefanobianchiblog.splinder.com e il suo sito web www.stefanobianchigf.it dove sono presenti anche i riferimenti per contattarlo.

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