Intervista ad Antonella Iuliano autrice di: Come petali sulla neve, La Caravella edizioni

1)      Ciao Antonella, benvenuta nel nostro blog. Vuoi presentarti al nostro pubblico?

Ciao, innanzitutto voglio ringraziare voi della redazione per lo spazio riservatomi nel vostro blog. Mi definisco  una ragazza abbastanza comune se non fosse che la mia vita è sempre stata attraversata dal sottile filo dell’arte, in alcuni momenti esso si è palesato fortemente, in altri si è nascosto sotto le vicissitudini della vita stessa. Principalmente sono una grande lettrice e il mio amore per i libri mi ha portata pian piano alla consapevolezza di dover dare anch’io il mio contributo alla letteratura, piccolo o grande che fosse. Posso dire che sono una persona che ama la tranquillità e fugge il caos, una di quelle persone sensibili alle parole, a cui basta poco per essere felice e altrettanto poco per sentirsi ferita e forse proprio questa mia sensibilità verso le parole mi ha portata a farne buon uso sottoforma di scrittura.

 

2)      Come petali sulla neve è il tuo primo romanzo. Come è nata in te la voglia di scrivere?

Sin da bambina, seppur avvolto in una nube di fitta nebbia, ho sempre avvertito dentro di me quello che chiamo “l’impulso della penna”. In un primo momento ero molto predisposta per il disegno, ma già alle medie l’arte grafica è andata scemando per lasciare posto a temi lunghissimi e diari dove appuntare le mie emozioni da adolescente. A far maturare la mia voglia di scrivere ha contribuito enormemente la lettura. Da adolescente spesso preferivo stare a casa a leggere Dostoevskij o altri autori dell’800  invece che uscire con le amiche. Ho sempre subìto il fascino della letteratura e non posso negare che spesso ho sognato di farne parte. Mi ci è voluto tempo per arrivare a scrivere bene e assecondare il mio istinto. Oggi sono convinta che nel mio percorso di vita questo dono della scrittura, che io amo definire tale, è maturato pian piano.

 

3)      Il tuo romanzo racconta una storia difficile trattando argomenti come l’orfanotrofio e la solitudine. Com’è nata questa storia? E qual è stato il suo percorso?

Come petali sulla neve ha avuto nel complesso una gestazione particolarmente lunga, almeno la prima metà di esso. Posso tornare indietro anche di un decennio per ritrovare i primi abbozzi di questa storia, quelli che erano i tentativi confusi di una persona che avvertiva l’istinto di scrivere, ma non capiva bene come assecondarlo. Nel 2011 complice un periodo di stallo della mia vita ho deciso di riprendere il mio manoscritto e di lavorarci su duramente finché non avessi posto la parola “fine”, e ciò indipendentemente dalla pubblicazione. Sentivo di doverlo terminare, per me stessa, perché questa storia continuava a pulsare in me e non poteva restare sospesa. Penso che ad un certo punto il tempo sia semplicemente maturato, perché sono riuscita a terminarlo senza grandi fatiche. Per quanto riguarda gli argomenti essi non traggono ispirazione da fatti realmente accaduti, ma la solitudine del protagonista è senza dubbio qualcosa che ho potuto sperimentare in prima persona, è un sentimento che conosco molto bene. Il  sentirsi privi di punti di riferimento e svuotati dentro nonostante gli affetti, è tipico di certe nature umane e quindi creare un personaggio in cui si rispecchiassero la solitudine sia fisica che affettiva è stato spontaneo. Ovviamente tutto ciò è accompagnato dalla speranza di poter dare un senso ai propri giorni e per il protagonista del mio romanzo essa è ciò che lo sprona a proseguire la sua ricerca. Inoltre nel libro ho voluto inserire un argomento che mi ha sempre affascinato molto e cioè la psicologia gemellare, andare a fondo di un legame umano che non tutti possiedono e che il protagonista del mio romanzo vivrà fortemente come le radici del suo stesso essere.

 

4)      Che tipo di scrittrice sei Antonella? Metodica o istintiva?

Sicuramente istintiva, mi siedo a scrivere solo quando è l’istinto a dettarmelo, però sono anche una persona estremamente metodica  e ordinata nelle mie cose, quindi se da un lato è l’istinto a farmi scrivere dall’altro cerco di organizzare al meglio le mie idee.

 

5)      Ci descrivi il tuo romanzo con tre aggettivi? Motivali.

-Inteso, perché è una storia di coraggio, dove il protagonista verrà ripetutamente ferito dalla realtà, ma ciò non gli impedirà di guardare la verità dritta negli occhi.

-Emozionante, perché vi sono momenti tristi capaci di stringere il cuore di un lettore sensibile, ma anche svolte inaspettate che tengono desta la curiosità.

-Intrigante, perché il lettore viene portato attraverso le vicissitudini del protagonista a chiedersi “ma cosa è mai successo a questo povero ragazzo?” e solo alla fine, insieme a lui scoprirà in un crescendo di suspense  la tanto agognata verità.

 

6)      Cosa ne pensi degli e-book?

Penso che non ne comprerò mai uno, come ogni  vero amante del libro dovrebbe fare.  Forse sarò tradizionalista, ma per quanto la tecnologia sia una gran cosa  e tutti ne facciamo un uso quotidiano che spesso ci semplifica la vita, io proprio non riesco a trovarvi un briciolo del fascino che provo di fronte ad un libro cartaceo. Ho una visione romantica del libro, le pagine da toccare, odorare, una copertina che suscita ricordi, tutto questo in un e-book viene a mancare.

 

 

7)      Qual è stata la tua esperienza in campo editoriale? Ci parli della casa editrice che hai scelto per pubblicare il tuo primo romanzo?

Essendo io un esordiente a cui è stato detto subito si per la pubblicazione, la mia esperienza in campo editoriale è piuttosto scarsa. Devo dire che La Caravella Editrice merita tutta la mia stima e riconoscenza perché ho davvero trovato professionalità e competenza oltre che persone gentili e sempre disponibili. È stato un piacere collaborare con loro e spero di ripetere presto l’esperienza. Essere una loro autrice mi riempie di gioia e penso che sono davvero coraggiosi a investire sui nuovi talenti.

 

 

8)      Progetti futuri? Dove può seguirti il pubblico?

Tra i miei progetti futuri c’è sicuramente un nuovo romanzo, esso è già terminato, ma necessita ancora di qualche ritocco e di un’ultima revisione da parte mia. Questo nuovo lavoro è incentrato proprio sull’amore per la scrittura e in esso sarà fondamentale  la figura di una famosa scrittrice dell’800. Il pubblico può seguirmi sul gruppo Facebook dedicato a Come petali sulla neve. https://www.facebook.com/groups/251308021631338/   Grazie.

 

 

Grazie Antonella per aver partecipato alla nostra intervista.

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