INTERVISTA ALESSANDRO DAINOTTI – “UN GIORNO QUALUNQUE”

un giorno qualunque

Intervista all’autore

Ciao Alessandro, benvenuto nel Sole e Luna blog è un piacere che tu sia qui con noi

Ciao a voi e grazie per la vostra calorosa accoglienza.

 

Per cominciare ti chiedo di presentarti, chi è Alessandro Dainotti?

La domanda più difficile del mondo! Sono un ragazzo siciliano di 33 anni e vivo a Londra, dove lavoro come magazziniere. Nella mia vita ho voluto fare tante cose prima di capire che volevo scrivere. Volevo essere un architetto, un attore, un traduttore, un arredatore, a volte un cantante, e altre uno dei Cavalieri dello zodiaco. Mi piace viaggiare e sono ancora in attesa di capire qual è il mio posto nel mondo. Nel frattempo inganno l’attesa leggendo di tutto, o quasi, e scrivendo. Se non ho un libro o una penna a portata di mano allora vado al cinema o gioco con la Xbox. Sono sbadato e smemorato, ma la mia mente non smette mai di farsi domande, dal significato della Vita al perché esistono gli gnomi da giardino (e la gente li compra!). Per il resto vivo i miei giorni come ogni essere umano, o quasi.

 

Ti sei laureato in Editoria e Giornalismo, com’è nata la passione per la scrittura e quanto i tuoi studi hanno contribuito a questo tuo romanzo di esordio?

Tutto è ruotato attorno all’amore per i libri. La scelta di studiare Lettere non poteva essere altrimenti, così come la passione per la scrittura. È stato il bisogno di organizzare tutte le mie fantasie, e la voglia di raccontare il mondo per come lo vedo io, che mi ha spinto a prendere la penna in mano.

 

Cosa realmente ti ha spinto a prendere carta e penna e a iniziare a scrivere ? Un amore? Famiglia ?

“Un giorno qualunque” è nato da un periodo molto buio della mia vita, e dal dolore causato da scelte sbagliate che ho fatto. È stato un lungo processo di accettazione personale, un viaggio in cui, scrivendo, mi sono messo davanti agli errori che ho commesso per renderli concreti, materiali, e quindi un modo per capirmi, per accettarmi. Se oggi sono un uomo sereno, è grazie anche a questo libro.

 

Il libro è un romanzo, ma quanta verità c’è dietro?

È una domanda che mi fanno in molti. Direi che quasi un quinto del romanzo è autobiografico. C’è solo un personaggio, e gli eventi collegati a lui, che è esistito così come lo si legge. E non parlo di Adriano, il protagonista. Per il resto ho preso spunto da eventi passati e quotidiani della mia vita, rielaborandoli e stravolgendoli per renderli funzionali alla storia, così come molti episodi sono stati inventati di sana pianta. I capitoli finali ne sono un ottimo esempio. Mettendo da parte uno o due personaggi, tutti gli altri non sono mai esistiti, o almeno non per come si leggono nel romanzo. Potrei dire che c’è un po’ di me in ognuno di loro, ma nessuno mi rappresenta in pieno.

 

Qual è la tua filosofia di vita?

Dire sempre la verità, e parlare. È una lezione che ho imparato duramente dal dolore a cui ho accennato prima. Qualsiasi messaggio, se sincero e detto con le parole giuste, non può fare male, anche se così non dovesse sembrare. Dietro ogni bugia, seppur la più piccola, si nascondono sempre sentimenti negativi, che non ci aiutano a crescere, così come non aiuta a crescere chi ci sta vicino. Io ci metto tutto me stesso per metterla in pratica ogni giorno, ma a volte, purtroppo, non ci riesco.

 

Un giorno qualunque è il titolo del tuo romanzo, cosa è successo un giorno qualunque? Raccontaci in breve di cosa parli nel libro.

In un giorno qualunque è successo ciò che Adriano non si sarebbe mai aspettato. In un giorno qualunque, tra la corsa per andare a lavoro a quella per andare in palestra e poi a ballare, Adriano ha riportato a galla tutti i momenti più importanti della sua vita. Dalla sua infanzia dentro la libreria Pizzuto, che gli ha donato l’amore per i libri, a un giorno in università, che gli ha regalato l’amore per Tiziano. Tutto ciò passando dalle discriminazioni verbali dei compagni di scuola e quelle fisiche di persone che vedono il mondo con occhi diversi. In tutti quei momenti ha rivisto la sua famiglia e i suoi amici, tutte le vite che hanno composto la sua vita. Si è visto per com’é in relazione a com’era. Alla fine di un giorno qualunque Adriano ha dovuto fare i conti con se stesso, e ha dovuto imparare ad accettarsi.

 

Nel libro si parla di tradimento, come ti saresti comportato, Alessandro di oggi, rispetto all’Alessandro di allora? Com’è stato rivivere ogni momento del tuo passato mentre scrivevi?

L’Alessandro di oggi non ha imparato nulla rispetto all’Alessandro di ieri. La sua idea sul tradimento è la stessa rispetto a quella di qualche anno fa, ovvero che il tradimento è una cosa sbagliata. L’unica, enorme differenza è che l’Alessandro di oggi ha visto quanta sofferenza ha creato il suo gesto in una persona che amava. Ha capito l’importanza di non ferire le persone che ci amano, che ripongono in noi la loro fiducia. Ha dovuto accettare il fatto che è impossibile tornare indietro e cambiare il passato. Ha dovuto imparare a convivere con l’errore.

Rivivere certi eventi del mio passato è stato duro, durissimo, ma inevitabile. Ci sono stati momenti in cui mi rifiutavo di scrivere, era più forte di me, la penna mi era nemica. Il mio umore scendeva a livelli bassissimi. Allora ci pensavo e ripensavo sopra per giorni interi, mi prendevo del tempo per metabolizzarli. E questo è stato la chiave di tutto. A volte bisogna fermarsi e guardare la propria immagine riflessa nello specchio, e sputarsi in faccia tutto il dolore.

 

Si parla di un ragazzo giovane che per motivi vari decide di partire, di cambiare aria, cosa che molti giovani oggi sono costretti a fare per un qualsiasi motivo e spesso sono anche sfiduciati e si sentono “sbagliati”, cosa consiglieresti a questi giovani?

Lo so che è difficile, ma la cosa più importante è capire cosa si vuole veramente, e poi lavorare sodo per ottenerlo, provandole tutte e senza rinunciare. Nessuno è “sbagliato”, siamo solo diversi gli uni dagli altri. Cercate la felicità dentro voi stessi. Io ho scelto di lasciare l’Italia senza pensarci troppo, o almeno non seriamente, e me ne sono pentito. Ma ho imparato tantissimo da questa mia scelta. Mi ha messo davanti a situazioni difficili, la lontananza dalle persone che amo è il primo esempio, che non avrei potuto affrontare restando nel mio paese. Solo ora posso affermare di essere diventato un uomo.

 

Soprattutto, il tuo romanzo parla di una storia fra omosessuali, oltre a raccontare te stesso c’è un altro messaggio che vuoi far trasparire tra le righe?

Ci sono tanti messaggi che ho voluto trasmettere ai lettori, e spero di riuscirci nel momento in cui leggeranno l’ultima pagina, prima di mettere il libro da parte. Il più importante è che abbiamo una sola vita, ed è nostro dovere viverla nel migliore dei modi e al massimo delle nostre potenzialità.

 

Il tuo romanzo è stato in anteprima alla fiera del libro di Firenze, com’è stato vedere il tuo libro, primo libro lì in mezzo a tanti altri ad un evento che raccoglie e unisce  22.000 presenze ?

È stata un’emozione indescrivibile. Vivendo lontano dal mio editore, non ho avuto modo di vedere e toccare il libro di persona prima di Firenze. Quando l’ho avuto tra le mani ho pensato: “Allora è vero, non era uno scherzo. Ce l’ho fatta!”. Ho capito il motivo per cui non mi sono fermato durante la stesura del romanzo, anche in quei momenti in cui la sfiducia verso me stesso e le mie capacità sembrava avere la meglio. Poi ho dovuto focalizzare le mie attenzioni sulla fiera. Mi sentivo un pesce nel vasto all’oceano, e la mia timidezza di base mi ha reso molto nervoso. Però, grazie al sostegno, ai consigli e all’incoraggiamento ricevuti dal mio editore, e da altri scrittori veterani, non mi sono sentito solo e ho provato ad affrontare il tutto più serenamente. È stata un’esperienza meravigliosa.

 

Cosa c’è nel tuo futuro? Pensi di scrivere altri libri, magari il seguito di Un giorno qualunque?

Nel futuro ci sono tanti progetti, non voglio fermarmi proprio adesso che ho appena iniziato. Sto lavorando a un romanzo che avrà tematiche e personaggi diversi, più maturi rispetto a “Un giorno qualunque”, il quale è stato pensato come un libro a sé stante, e tale resterà. Di più non posso dire, altrimenti il mio editore mi ammazza!

 

Dov’è possibile seguirti?

Il mio profilo Facebook è il luogo migliore (https://m.facebook.com/dainottialessandro). Sono sempre disponibile a rispondere alle domande di tutti.

INTERVISTA A CURA DI ROSANNA SANSEVERINO

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