Intervista a Diana Mistera autrice di “Orpheus”

intervista

Intervista all’autrice

Ciao Diana e benvenuta nel nostro blog. È un piacere averti tra noi.
Dicci un po’ di te… di chi è Diana nella vita da scrittrice e non.

Diana nella vita é mamma e moglie. Ho due figli uno biologico di 12 anni, anzi quasi 13, e l’altro di 23 anni. Li adoro entrambi e sono la mia vita. Mio marito è finlandese e viviamo in una cittadina non lontana da Helsinki. Mi sono trasferita in Finlandia nel 2003. Dopo anni  di lotta con la lingua e con la disoccupazione, ho trovato lavoro come addetta alle colazioni in un Hotel che mi permette di dedicarmi alla scrittura e partecipare agli eventi culturali dove sono spesso invitata. Ho studiato Lingue e Letterature straniere all’Università degli studi di Siena, sono toscana, specializzandomi in Anglo Americano.  Come poeta, faccio readings di poesia , partecipo a seminari ed incontri, perché sono parte di due progetti multiculturali distinti  che hanno dato a me ed altri poeti stranieri, la possibilità di essere tradotti in finlandese.

Lavorando spalla a spalla con poeti professionisti mi ha arricchito e arricchisce molto. Inizio la mia strada di poeta grazie a mio marito, il primo ad avere avuto completa fiducia in me. Prima di lui le poesie le avevo tenute per me, timidamente a volte le pubblicavo sul mio blog inglese.

Come scrittrice, inizio come self. Ho sempre scritto fin dalla prima adolescenza pubblicando spesso nella fanzine del mio gruppo preferito, gli Alphaville. Negli anni ’80 esistevano ancora le fanzine cartacee. 🙂 Scrivevo in inglese perché la fanzine era internazionale. Sono madre lingua inglese e ovviamente mia mamma mi ha sempre aiutata con la correzione delle traduzioni. La mia produzione poetica infatti agli inizi era solo in inglese. Poi, trasferendomi in Finlandia, ho iniziato a sentire la mia appartenenza alla lingua e alla cultura italiana, così iniziai anche a scrivere poesie in italiano, che sono poi quelle che sono state tradotte nelle due antologie pubblicate qui. Il mio primo racconto “Il Signore delle Ombre” lo auto pubblicai nel 2011, e lo sto riprendendo sotto mano per una revisione e ad oggi ho una trilogia in lavorazione e varie idee per almeno due spin off ad essa legati.

 

Diana, il tuo nome è quello della Dea della caccia. Quanto ti si addice, questo nome?

Mi si addice molto seppure non solo legato alla caccia; anche se devo dire che mi ha dato non pochi problemi quando ero piccola questo nome. Sono nata nel 1972, quindi le cose erano molto diverse da come sono adesso. Sono stata vittima di bullismo e ho talmente sofferto che volevo cambiarlo. Diana è il nome che in Italia era dato ai cani da caccia ed i bambini, soprattutto nei piccoli paesi con una mentalità ristretta, che guardavano male persino mia mamma perché indossava minigonne pur avendo una figlia di 4 anni, sono capaci di renderti la vita un inferno. E con me lo hanno fatto, soprattutto nel periodo delle scuole medie. Sono sempre stata una persona solitaria per questo, mi hanno sempre fatto sentire diversa da loro e forse lo ero, lo sono. Trasportavo in me due culture diverse ed in quegli anni la gente non c’era ancora abituata. Le mie estati le passavo a cavallo fra Italia e Inghilterra. Avevo tantissimi amici di penna internazionali e questo mi ha sempre reso diversa da tutti i miei coetanei ed amavo i fantasmi, gli spiriti, gli angeli; li vedevo, li ho sempre visti e per me era normale.

Nella mia famiglia c’era la tradizione che mio padre avrebbe dato il nome alle figlie femmina, e mia madre a quelli maschi. Mio padre era un appassionato di mitologia greca, della storia degli etruschi, di astronomia e anche se non lo ha mai voluto dire apertamente anche di esoterismo..questo interesse da qualcuno lo devo pur aver preso no? Ecco , lo presi da mio padre, che ha speso tutta la sua giovinezza lavorando all’estero, viaggiando, conoscendo culture diverse…leggendo  e studiando libri che in Italia erano proibiti. Mio padre parlava perfettamente 4 lingue.  Eravamo una famiglia strana si…Quando mio padre scelse il nome Diana non lo fece solo perché era il nome della Dea della caccia. Diana aveva ed ha, anche un suo culto legato alla luna alla notte, proprio perché Diana è la faccia della luna che non si vede mai,  quella scura…è il mistero…poi, io sono una figlia della Luna,  sono nata di lunedì.

 

Scrittrice di poesie e romanzi: quale tra i due preferisci leggere?

Come lettrice amo molto di più leggere romanzi che poesie. Amo i classici come Poe, Byron, Baudelaire, Shakespeare, Dante, Keats,  e i poeti della beat generation, dei quali amo leggere anche i romanzi;  ma ho seri problemi a capire la poesia moderna, e parlo di poesia moderna finlandese, perché è quella con cui mi ritrovo a lavorare; con poeti moderni finlandesi mi ritrovo a condividere il palco durante i readings  e a volte mi sorge spontaneo chiedermi, ma dove è qui la poesia o la prosa?  Ci sono alcuni che mi lasciano senza fiato e senza parole, ma altri che mi fanno questionare il mio essere poetessa, perché come poetessa il mio stile è più vicino a quello dei poeti che vi ho citato che a quelli moderni. Anche nella struttura stessa,  nell’impaginatura.

 

Parliamo ora di Orpheus. Raccontaci di cosa parla in poche righe.

Orpheus nasce dopo una bella chiacchierata con colui che poi ne è diventato il volto: Ville Valo. In pratica è lui che mi sciolse tutto il plot, in una taverna inglese, e ne è completamente estraneo. Prima di quella bella chiacchierata era sempre stata un’idea confusa che non mi aveva mai abbandonato. La storia di Orpheus mi ha sempre affascinato fin dai tempi del liceo quando ci costringevano a tradurlo dal latino, fu l’unica versione latina in cui presi un bell’otto ed ho sempre desiderato scrivere una mia versione della storia, magari con i ruoli scambiati. È una storia che mi ha sempre chiamato.

Nel mio romanzo Orpheus è una rockstar all’apice del successo  ma che nasconde un passato oscuro da massone in una setta devota ad un demone ( lo scopriamo nel secondo volume). È un’anima tormentata e praticamente non ha memoria della sua infanzia prima dei sei anni. Sulla sua testa pende una maledizione del quale però ne è ancora all’oscuro, proprio perché non ricorda nulla prima dei suoi 6 anni. Ha sempre sognato una donna che crederà essere solo una proiezione della sua mente fin quando non la vedrà davvero durante un concerto, incontrandola successivamente, in un locale goth di Firenze, dove verrà portato per il party a sorpresa che gli hanno organizzato per il compleanno; questa donna è Geena, che a sua volta è perseguitata da un incubo ricorrente che diventerà lucido dopo l’incontro con il rocker. Geena é la nipote di una potente strega,  che in eredità le ha lasciato i propri Grimori ed un braccialetto misterioso. Geena è sua volta molto, ma molto potente. L’incontro magico fra Geena ed Orpheus scatenerà una storia d’amore intensa, che va al di la di tutto, persino dell’inferno stesso,  e scatenerà anche una serie di eventi. Grazie ad Orpheus, Geena, nel primo volume, si riconcilierà con la madre e scoprirà l’esistenza di una profezia legata alla stirpe della nonna materna, e scoprirà di essere, apparentemente, l’unica sopravvissuta di un parto gemellare. Il secondo e terzo volume della saga riservano molte sorprese.

 

Stregoneria e gotico. Quanto ti appassionano e in che misura sono presenti nel testo?

Mi appassionano. Io sono una goth e amo l’esoterismo. Sono sensitiva ed io stessa pratico rituali, seguo il calendario pagano. Sono una strega bianca ma conosco abbastanza bene anche la stregoneria nera ed il Wicca; quindi mi muovo nel mio mondo. La mia adolescenza  a cavallo fra Londra, dove frequentavo certi ambienti appartenenti alla cultura Goth, che a quei tempi non era sviluppata come lo è adesso, soprattutto in Italia; e Torrita di Siena, un paese medioevale con una storia interessante alle spalle,   hanno fatto di me quella che sono oggi, nutrendo la mia fantasia.  Amo i vampiri, li ho sempre amati. Leggo ed ho letto molto di paranormale, parapsicologia, psicologia,  di Demoni e di angeli, e per la scrittura di questa saga mi sono dedicata molto anche alla storia degli Angeli Caduti, scoprendo che uno di loro mi è sempre stato accanto ed è colui che guida la mia penna quando parlo di questo argomento nella saga, quando parlo di lui nella saga. Nel primo volume  sono accennati. In pratica è una introduzione a tutto quello che succederà successivamente. Nel secondo e terzo volume sono l’elemento portante.

 

Perché hai scelto queste due tematiche molto particolari?

Penso di averlo fatto proprio per il mio background culturale. Amo leggere, amo studiare , amo sperimentare. Ho sempre amato queste tematiche, credo che l’anima viva diverse vite e che in ogni vita incontra le persone che deve incontrare, in versioni diverse ma le incontra proprio perché segue una propria crescita e la consapevolezza che acquisisci in ogni esperienza di vita ti porta alla completezza.  Credo che le cose non sono andate  e non vanno come ci vorrebbero far credere certe istituzioni e quindi faccio sentire quello che penso e quello che credo scrivendo un fantasy. Anche perché se certe dichiarazioni le facessi apertamente, verrei accusata di eresia o satanismo, ed è successo, purtroppo. Conosco il Satanismo e in troppi lo sottovalutano, pensano di essere loro a controllare certe energie, quando invece è l’esatto contrario,  e non ha nulla a che vedere con quello che faccio io; quello che studio o sperimento,  ma a volte è più facile fare di tutta l’erba un fascio ed è questo un problema grosso secondo me.

 

Geena, la protagonista principale, chi è?

Geena è una strega che  è in eterno conflitto con se stessa e con quello che la circonda proprio a causa dei pregiudizi e dei suoi poteri. È una donna che apparentemente sembra fragile, in realtà non lo è,  ma lo deve capire lei per  prima ed in questo la aiuterà molto Orpheus e soprattutto Samyaza, che incontrerete nel secondo volume della saga. È una giovane donna che ha sofferto molto sia per il divorzio dei suoi genitori, sia per amore. Il suo ex non le ha reso una vita facile. È complicata, testarda insicura. Ma tutte queste caratteristiche sono quelle che poi la renderanno ancora più forte nel momento in cui dovrà combattere per salvare il suo amore. Genna sono io, potresti essere tu…potrebbe essere ogni lettrice che legge il libro.

 

Com’è nata nella tua mente? 

Geena é nata da un mio viaggio introspettivo su me stessa mentre stavo studiando Jung.  Secondo Jung, la psiche è composta da due elementi principali Anima ed Animus. Anima è la parte femminile. L’Animus è la parte maschile e creativa; a braccetto con Anima ed Animus c’é l’Ombra. Questi tre elementi sono presenti in ognuno di noi.

L’Ombra racchiude le paure, i difetti e le cose più brutte che si possono pensare, per questo quando l’ombra ti appare in sogno ti fa davvero paura. L’Anima quando ti appare in sogno ti scalda e l’Animus ti ama. Quindi l’Anima è Geena, l’Animus è Orpheus e l’Ombra è Nemoch ( il demone che incontriamo nel secondo volume). Il fatto che Ville Valo abbia il volto del mio Animus non è un caso. Sono a lui grata per molte cose legate sia alla mia produzione poetica che a quella di scrittrice. Si sa, l’arte chiama arte e come disse una volta Miller “ Un poeta, un artista in generale, deve avere un ossessione..perché è quell’ossessione che lo fa scrivere, dipingere creare…” e sono d’accordo con lui.  Non ci sarebbe stata La Divina Commedia senza Beatrice, Il Canzoniere senza Laura e  Lestat senza Stan Rice, solo per citarne alcuni.

 

C’è un autore o un’autrice che ti ha influenzata con il suo modo di scrivere? Chi ti ispira?

Si ce ne sono molti ma l’ispirazione più grande me l’ha sempre data Anne Rice, che amo incondizionatamente; da lei ho spesso ricevuto anche supporto, è una persona fantastica, molti scrittori famosi dovrebbero essere come lei. Poi c’è Dante. La Dvina Commedia l’ho iniziata ad amare quando non ero più costretta a studiarla. Poi c’è Wilde, Poe, Bram Stocker, Mary Shelley, Le Fanu, Polidori. Omero, Virgilio, Ariosto. Io cerco ispirazione ovunque, ma i classici sono per me una scuola importantissima. Sono una lettrice incallita oltre ad essere una scrittrice poeta.

 

Ci sarà un seguito a questo libro?

Si. Orpheus è nato come una trilogia, ed infatti da self avevo già pubblicato i primi due volumi. Adesso con la CE Lettere Animate, sono previsti il primo, Orpheus appunto, ed il secondo; Il Demone Dello Specchio, in uscita a breve. Sto facendo le ultime correzioni. Essendo entrambi una seconda edizione, ci sono stati dei cambiamenti nella storia, che ho fatto seguendo anche i consigli ricevuti in alcune recensioni dai miei lettori.

Il Terzo volume “La Maledizione di Caino ed Abele” è in fase di lavorazione ma al momento non so dire se verrà pubblicato da Lettere Animate o se tornerò Self. Mi guardo intorno e sono comunque aperta anche a nuove proposte editoriali.

Alla saga è collegato anche uno spin-off anch’esso in fase di lavorazione e pubblicato su wattpadd e quindi sempre in evoluzione. E penso potrei iniziare anche un secondo spin -off, dipende da come si evolverà il terzo e ultimo capitolo della saga.

 

Dove possiamo seguirti? Hai una pagina fan, un blog?

 

Ho due blog uno in italiano,  dove io stessa faccio recensioni e dove vi potete leggere la mia produzione poetica in italiano; che non sono traduzioni delle poesie inglesi:

http://dianamistera.blogspot.fi/

 

Nell’altro blog trovate soprattutto la mia produzione poetica, quando iniziai a scrivere poesie, lo facevo solo in inglese ed ancora spesso l’ispirazione mi viene in inglese:

http://thedarklight.blogspot.fi/

 

Pagina autore Facebook:

https://www.facebook.com/diana.mistera/

 

Pagina dedicata alla trilogia Orpheus:

https://www.facebook.com/Orpheusaga/

 

Twitter:

@Mistera_d

 

Grazie per essere stata nostra ospite e averci concesso parte del tuo tempo.

INTERVISTA A CURA DI MARIKA BERNARD

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