Intervista a Leonardo Patrignani, autore di “Time Deal”, De Agostini

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L’intervista all’autore

Oggi, al Sole e Luna Blog per scrittori, siamo felicissimi di poter ospitare Leonardo Patrignani, autore della saga “Multiversum”, tradotta in 24 – o forse di più – paesi , del libro “There” e dell’ultimo romanzo “Time Deal”.

 
 
Salve Leonardo e benvenuto tra noi, le va di presentarsi, per chi ancora non la conoscesse?
 
Grazie dell’ospitalità. Che posso dire… amo l’arte e ho cercato di esprimermi attraverso musica e scrittura in questi primi 37 anni di vita. In passato ho pubblicato tre album con una heavy metal band, poi sono passato alla narrativa, sempre con l’intenzione di raccontare storie, di intrattenere, di tenere compagnia alle persone con i miei mondi.
 
 
Come trascorre le sue giornate? Qual è il momento della giornata che preferisce dedicare alla scrittura?
 
Lavoro soprattutto di mattina. Comincio piuttosto presto, di ritorno dalla scuola dei miei figli. Nei periodi di maggiore pressione, l’intera giornata è dedicata alla scrittura, alla rilettura e alla documentazione. Naturalmente, nel corso dell’anno l’impegno varia a seconda della fase della lavorazione di un romanzo. Ora per esempio sono in promozione, quindi il tempo è quasi tutto preso dalle attività di lancio.
 
Prima di parlare del suo nuovo romanzo, vorrei riportarla indietro di qualche anno, quando firmò il contratto con la Mondadori per il primo romanzo della serie Multiversum. Anzitutto le vorrei chiedere cosa pensa abbia convinto la Mondadori a pubblicarla e quale soddisfazione provò nel ricevere l’esito positivo?
 
Fu una soddisfazione pazzesca, perché non mi aspettavo l’interesse di un marchio tanto importante. Gli editori esteri di Multiversum mi hanno dato la risposta alla prima domanda: quel romanzo arrivava in un momento ideale, dopo un’ondata di libri su vampiri e creature varie che avevano affollato gli scaffali. Era il momento di una storia che fosse avventurosa, dal taglio cinematografico, con elementi fantascientifici e il giusto pizzico di romance. Qualcosa di fresco, con un high concept di immediata presa sul pubblico.
 
Con “Multiversum”, e non credo di esagerare, ha inaugurato il fantasy distopico in Italia. È stata una bellissima saga, ha mai pensato che dovesse finire in un altro modo? Ancora adesso si occupa di questo genere? Quali i suoi ispiratori, ammesso che ne abbia?
 
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L’autore

Faccio sempre fatica ad accostare la parola “fantasy” alle mie produzioni. Credo che, per la natura stessa della mia narrativa, dove le motivazioni dietro a degli eventi anche straordinari sono sempre da ricercare nella scienza e non nella magia o nel paranormale, sia più corretto parlare di “fantascienza” che di “fantasy”. Ma in fondo sono il primo a detestare le etichette. Sì, la saga poteva finire in mille modi, ma dopo lunghi ragionamenti ho chiuso con l’epilogo che più mi convinceva, facendo emergere il lato “filosofico” dell’intera narrazione. Di ispiratori ne ho avuti diversi: da Stephen King, con cui sono cresciuto, ai maestri Verne e Salgari, da Philip Dick a Lem… potrei andare avanti per ore. 

 
Quando ha scoperto di poter diventare uno scrittore di successo?
 
Il successo è un concetto molto relativo. Non credo di essere uno scrittore di successo, penso solo di avere la fortuna – al momento – di poter fare questo mestiere e avere la benevolenza dei lettori che mi seguono. Multiversum mi ha dato la possibilità di arrivare in mezzo mondo, di viaggiare e conoscere lettori di tanti Paesi lontani, e di questo sarò sempre grato. Ma quello dell’autore è un percorso sempre duro e in salita. Non c’è mai niente di scontato, e bisogna lavorare sodo.
 
Ci racconti, magari in anteprima, un aneddoto particolare legato al mondo della scrittura o a qualche presentazione cui ha partecipato.
 
Un particolare divertente legato a moltissime presentazioni dei miei romanzi, specialmente quelle nelle scuole, è il fatto di essermi trovato a gridare spesso, su richiesta dei ragazzi, frasi di videogiochi che mi è capitato di doppiare in passato. La più celebre, che mi chiedono quasi sempre, è “granata!”, un classico di Call of Duty. 
 
È uscito recentemente il suo nuovo libro “Time Deal” edito dalla De Agostini. Partendo da una citazione tratta dal romanzo, ci illustri brevemente la trama.
 
Gli uomini muoiono, gli ideali sopravvivono.” Questo è un concetto fondamentale nel romanzo, visto che la storia ruota attorno alla possibilità di non invecchiare più grazie a un farmaco (il Time Deal, appunto) e quella che racconto è una continua lotta per l’identità. Uno scontro tra la vera natura umana e la manipolazione della stessa. Ci troviamo in una società isolata dal resto del mondo, ultimo rifugio dell’umanità dopo una catastrofe nucleare, e l’arrivo di questa scoperta medica spacca in due la metropoli. I ragazzi protagonisti di questo romanzo si troveranno a combattere per far sì che il miracolo scientifico non si trasformi in condanna, sia per loro che per tutti i concittadini dell’isola di Aurora.
 
Chi è Julian? Perché è contrario al Time Deal?
 
Julian Darrel è un ragazzo dei quartieri industriali, orfano e tutore della sorella minore, Sara. È cresciuto con gli insegnamenti trasmessi dai genitori e ha una visione della vita molto legata allo scorrere naturale del tempo. Nel suo schema di valori non c’è spazio per il Time Deal. Per lui, si deve invecchiare secondo natura. E naturalmente non è l’unico, in Aurora. La maggior parte dei ragazzi in realtà assume il farmaco per seguire la volontà della famiglia, più che per una reale convinzione.
 
Come state organizzando la promozione a “Time Deal”? Parteciperà a qualche evento in particolare a cui potremmo prender parte?
 
Siamo partiti con una grande festa di presentazione a pochi passi da Milano, con la presenza di ospiti musicali e intrattenimento dal vivo. Un evento davvero riuscito, con più di 150 persone presenti. Poi sono stato ospite di Mare di Libri, la fiera riminese dedicata ai ragazzi, con estremo piacere. Ora mi aspetta il Brianza Book Festival, domenica 16 luglio. Credo che il grosso delle presentazioni o dei firmacopie ripartirà poi con la nuova stagione, dopo le vacanze, insieme a un bel tour nelle scuole.
 
Il nostro Blog è frequentato da molti scrittori emergenti, tra cui anche io, quale consiglio si sente di darci per esordire e farsi conoscere dai lettori e dalle case editrici più affermate?
 
Cercare di frequentare questo mondo e avere rispetto dei ruoli è secondo me cruciale per farne parte in futuro. Dunque andare agli incontri, alle fiere, conoscere gli editor, i responsabili delle varie collane. Solo così si può trovare la giusta casa per il nostro romanzo. Chiaro, serve una proposta vincente per attirare l’interesse di un grande marchio. E quindi il consiglio è quello di leggere tanto, di documentarsi di continuo, di scrivere tutti i giorni e avere metodo. Quello dell’autore è artigianato vero e proprio, è un mestiere che migliora col tempo e l’applicazione, a patto che si sia disposti a cambiare, a mettersi in discussione, a gettare anche via tutto per riscrivere da capo. Affezionarsi alle prime idee è il peggiore degli errori. Da questo punto di vista, l’aiuto di un editor è di fondamentale importanza.
 
Vuole darci uno scoop in anteprima? Che cosa sta scrivendo attualmente? Quale il suo progetto futuro?
 
Non ho rivelazioni sensazionali da fare, al momento. È un momento particolare, con il romanzo negli scaffali delle novità, ed è dunque prematuro parlare di progetti futuri. Di certo posso dire che tra narrativa e cinema, negli anni a venire non starò con le mani in mano. La penna è sempre caldissima!
 
L’ho letteralmente bombardata di domande, ma averla tra noi è stato un grandissimo piacere, quando mi ha risposto su Facebook mi sono emozionato, ricevere il riscontro dalla De Agostini è stato bellissimo. Recensiremo il suo Time Deal, promesso. 
 
Grazie, aspetto cartoline da Aurora!
 
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La saga “Multiversum”

Intervista a cura di Dylan Berro

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