Intervista: Il marchio degli stregoni – Alberto Mendolia

Per il Sole e Luna Blog è con noi Alberto Mendolia, autore de “Il marchio degli stregoni”.

 

Chi è Alberto quando scrive e quando non scrive?

Quando non scrivo, sono molto concreto. Mi piace avere idee chiare e un piano da seguire. Diviso tra affetti, passioni e lavoro. Adoro viaggiare, mi piace il buon cibo e conoscere cose insolite.

Si dice che sia romantico e anche cinico. Credo dipenda dai punti di vista. Mi occupo di comunicazione e formazione per le aziende e, a conti fatti, la scrittura è una fetta importante di questa attività: compongo testi, racconto di mondi che conosco. Certo, “scrivere” per me è un’altra cosa.

Quando scrivo sono un sognatore, mi sento davvero libero da ogni struttura. È come avere il potere della creazione a portata di mano: non c’è niente che non si possa fare o esplorare all’interno di una storia.

Cosa ti ha legato alla scrittura?

Mi ha sempre legato alla scrittura un rapporto di odio/amore.
Ricordo la mia infanzia, all’asilo. La maestra si ostinava a insegnarmi a scrivere, anche il solo il mio nome.

E io, con altrettanta ostinazione, mi rifiutavo.
«Imparerò quando sarò grande. Alle elementari. Ora lasciami giocare», le rispondevo sfacciatamente. 
Per quel bambino scrivere equivaleva a diventare adulto. Imparare a scrivere significava sottrarre tempo al gioco.


Ma per fortuna crescere non è un’opzione e quando poi ho imparato a scrivere è stato subito amore. Avevo trovato un nuovo modo di esprimere la mia fantasia e creatività. Da allora ho sempre ritagliato del tempo per la scrittura.

A volte era un diario, altre poesie, o una storia immaginata durante un momento di noia.
Ancora oggi persiste questo conflitto.

La scrittura è qualcosa che amo, rimane uno dei miei momenti di svago e creatività. Eppure non importa se si scrive per diletto o per uno specifico fine comunicativo.

Richiede meticolosità, controllo, ricerca e e autocritica. Scrivere è un lavoro e, come già avevo intuito da bambino, il lavoro non è mai unicamente divertimento. 

Parlaci in breve del tuo libro.


“Il Marchio degli Stregoni – Il viaggio nei ricordi perduti” è un romanzo fantasy, ambientato in un’Italia reale e contemporanea. Tratta le avventure di un giovane stregone, Matthew Minelli, e dei suoi compagni. 


Diventare uno stregone a Milano, oggi, significa essere marchiato come erede di un potere sconosciuto e dimenticato. Un marchio rosso, tatuato sul braccio degli stregoni, che trascinerà Matthew in una realtà fatta di pericoli e sfide del tutto nuove. 


All’inizio del romanzo Matthew si risveglia prigioniero, nella cella di un antico palazzo. Non ha più memoria di cosa gli sia successo, né delle avventure che ha vissuto da quando ha scoperto di essere uno stregone. Con l’aiuto di un compagno di cella, Matthew inizia un viaggio magico alla ricerca dei ricordi perduti.


Così ripercorre le avventure di un gruppo di stregoni, minacciati dalle oscure creature che si cibano di loro. Ricorda l’incontro con una giovane investigatrice e l’indagine in cui Matthew resta incastrato: una serie di omicidi e uno strano simbolo rosso sul braccio delle vittime. 

È una storia che mi porto dietro da molti anni, in diverse forme. Si può dire che è cresciuta con me. Ho immaginato per la prima volta l’universo magico descritto nel romanzo a 17 anni. All’epoca erano una serie di racconti che narravano tre specifici eventi dalla prospettiva di cinque diversi stregoni.

Poi il personaggio di Matthew è diventato sempre più centrale, per poi meritare il titolo di protagonista del romanzo. Si può dire che “Il Viaggio nei ricordi perduti” è solo l’inizio di una storia più ampia, in cui Matthew si ritroverà coinvolto.

Qual è il personaggio che più si avvicina alla tua persona e perchè?


Quando scrivo, non amo parlare di me, ma l’atto di scrivere è così personale che si finisce per lasciare ugualmente una traccia. Forse il personaggio che più mi si avvicina è il protagonista, ma anche l’antagonista.
Matthew, ha molto di me. Non è qualcosa cui ho mirato in modo intenzionale, ma mi accorgo che i suoi gusti, il suo modo di pensare e agire mi appartengono. Curiosamente sono io a non avere molto in comune con Matthew.

È troppo perfetto, eccelle in ogni cosa che fa. È atletico e riflessivo, a volte solitario, ma non chiuso a ciò che lo circonda. Matthew è il tipo di personaggio che vorrei essere. Il tratto che più gli invidio è la sua determinazione, la forza di volontà che lo spinge a cambiare e compiere imprese impossibili.

Non a caso questa caratteristica è propria anche dell’antagonista. Jonathan è un uomo con una missione e non è disposto a fermarsi prima di averla raggiunta. La crudeltà è il lato oscuro della sua determinazione.

Jonathan si diverte a giocare con le parole, a terrorizzare i suoi avversari. È una maschera che ho indossato io stesso in alcune fasi della mia vita. Non che andassi in giro a organizzare omicidi rituali, sia chiaro!

Cosa vuoi che i lettori percepiscano con il tuo libro?


In primo luogo lo svago. Vorrei che il lettore si lasciasse guidare in un mondo apparentemente quotidiano per poi scivolare nel fantastico.
Il soprannaturale, come spesso acca  de, è una metafora.

Vivo un presente ricco di occasioni, in cui la tecnologia aumenta e definisce i limiti delle nostre possibilità. E in questa opulenza di opportunità esterne, mi sono trovato a riscoprire ciò sta all’interno dell’animo umano: la forza di volontà per migliorare sé stessi, e ciò che mi circonda.


Allo stesso modo i personaggi de “Il Marchio delle Stregoni”, hanno grandi poteri, ma anche conflitti interiori.  Non importa quanto grande sia la magia: il loro percorso di crescita passa prima di tutto dall’interno, dalla volontà di lavorare su stessi per superare i propri limiti.

Progetti per il futuro?



Come accennavo la storia non finisce qui, “Il viaggio nei ricordi perduti” è solo l’inizio. Descrive il primo di tre grandi eventi che girano intorno alla magia nell’era contemporanea.

Nel prossimo capitolo, il cui titolo potrebbe essere “Un mondo senza ombre”, il tema sarà: la magia può ancora rimanere segreta? Gli stregoni dovranno affrontare dei cambiamenti, i più grandi da che hanno cominciato a esistere.

 

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Intervista a cura di Rosanna Sanseverino

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