Intervista a Mario Micolucci

Intervista

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Oggi intervistiamo Mario Micolucci, autore de Il dono del reietto.
Benvenuto nel Sole e Luna Blog per scrittori esordienti! Ti va di presentarti al nostro pubblico? Dove vivi? Come riempi le tue giornate?

Salve a tutti.  Allora, ho quarant’anni, una Laurea in Ingegneria conseguita a Bologna e diversi master alle spalle… nel senso che mentre sto scrivendo, qui nel mio studio, ho affissi i relativi attestati sulla parete dietro di me. Vivo a Silvi Marina in provincia di Teramo e attualmente, lavoro come docente di matematica e fisica nei licei statali oltre a dedicarmi a cose da ingegnere come certificazioni e progetti. Ho una moglie, Romina,  e un figlio di un anno e mezzo che adoro. Mi piacciono gli sport e più di tutti i motori e il calcio. Ne ho praticati diversi, ma sempre a livello amatoriale: ho fatto un’esperienza anche con il pugilato… nella categoria supermassimi. Ora, mi limito a qualche partitella a pallone o a beach volley  nei mesi caldi. Amo la natura, sia il mare che la montagna, inoltre mi diletto nel visitare i bellissimi centri e borghi italiani. Sono un cinefilo onnivoro con una particolare predilezione per la produzione cinematografica che va dalla fine degli anni sessanta agli anni ottanta, non disdegno neanche i cosiddetti B-movie. Sul piano musicale sono molto più selettivo e tendo ad ascoltare sempre le stesse cose o sempre gli stessi artisti. Ascolto soprattutto musica degli anni settanta sia italiana che estera: gruppi preferiti? Led Zeppelin, Rainbow, Pink Floyd.  La radio la seguo solo in macchina e, mai, per sentire canzoni.

Quando avevo circa tre anni andò in onda sulla RAI Goldrake, fu il primo cartone animato giapponese che seguii, da allora non ho più smesso. Va da sé, che collezioni anche i manga: ai tempi dell’Università ho, anche, frequentato un corso da fumettista. Mi piacciono i giochi di ruolo per i quali sono stato un pioniere, ne ho progettati anche alcuni, solo che ora non ho il tempo materiale per dedicarmici. Altri interessi? Le automobili, soprattutto quelle italiane, i videogiochi e i giochi di carte.

La domanda era come riempi le giornate o quante ore ti restano per dormire?

Chiudo con una massima che spiega il motivo per cui mi dia tanto da fare.

“La vita è come un parco dei divertimenti, un posto pieno di meraviglie che richiede millenni per essere visitato tutto. Purtroppo, non si dispone che di qualche anno.”

 

Com’è nata la passione per la scrittura?

Sembra incredibile, ma ho imparato a leggere che ancora non frequentavo la scuola materna. Arrivato alla prima elementare, avevo già letto tutto quanto c’era in casa comprese le enciclopedie. Gli interessi che ho elencato prima non sono niente rispetto alla mia passione per tutto ciò che è scritto. Spesso e volentieri, rinuncio a dormire per dedicarmi al libro del momento, soprattutto se questo mi prende. E’ chiaro, quindi, che mi piaccia anche scrivere. Lo faccio da tempo, solo che, finora, non avevo la maturità per portare al termine ciò che cominciavo: il fatto è che un’idea che all’inizio mi appariva fantastica, con il passare delle settimane, mi veniva a noia. In considerazione di ciò, il mio formato ideale sarebbe quello del racconto, se non fosse che preferisco di gran lunga i romanzi.

Cosa leggo? Un po’ di tutto: i classici, i saggi, soprattutto quelli su storia antica e mitologia, la narrativa in generale. Il mio genere preferito è il fantasy, quello che digerisco meno, i romanzi rosa e sostanzialmente i romanzi esclusivamente focalizzati su intrecci d’amore o, ancor peggio, di sesso. Nell’ambito del mio genere prediletto, i miei autori di riferimento sono J.R.R. Tolkien, M. Z. Bradley, T. Pratchet, G. Martin, B. Sanderson, J. Abercrombie e D. Simmons. Ne approfitto per citare anche altri autori italiani le cui opere ho letto assai volentieri: K. Gurthom, U. Ceretoli, A Zanotti , F. Bertolino, S.Lari, C.Vitali e mitici Nerdheim.

Sei qui per presentarci Il dono del reietto ti va di raccontarci in breve la trama?

Djeek è un giovane goblin che, a causa della sua ingenuità, è destinato a occupare i gradini più bassi della scala sociale o, addirittura, a morire prima di divenire adulto. Per una circostanza fortuita, si ritroverà a maneggiare un bastone magico: la sua vita cambierà per sempre.

In quanto goblin, appartiene a una razza disprezzata e rigettata da tutti i territori di Xantis e, a causa della sua imbranataggine, egli stesso sarà respinto dai suoi simili. Insomma, un reietto tra i reietti.

Con l’aiuto di un ladro cavian dai modi alteri e saccenti, di un piromastro dalla “testa calda”, di una cantastorie disincantata, di un porco mannaro cagasotto e di una vecchia strega dall’indole acida, dovrà, suo malgrado, affrontare nemici fantomatici, tali da far tremare persino gli uomini più potenti dell’Impero. Potrà una compagnia tanto sgangherata riuscire in un’impresa simile? La risposta, ovviamente, è no… Tuttavia, Maxim Misterio, la Leggenda Vivente, l’Eroe più impavido di quell’epoca, è pronto a intervenire. E per lui, nulla è impossibile.

Chi è il reietto?

Il suo nome è Djeek che suona come Geek. E’ un po’ l’idiota di Dostoevskij, ma con una chiave di lettura assai più leggera e con molte, molte meno pretese.

Quale genere abbraccia il tuo libro? Perché lo hai scelto?

E’ un fantasy e l’ho scelto perché, come ho affermato poco innanzi, è il mio preferito. Amo questo genere, perché è quello con più gradi di libertà: consente persino di adattare il contesto ai personaggi per poter trattare tematiche più o meno profonde con maggiore focalizzazione. E’ un genere sottovalutato dalla critica saccente, ma ci tengo a far notare che, fino all’ottocento, gran parte della produzione letteraria era costituita da testi che, oggi, catalogheremmo nei fantasy. Potrei citare decine di opere a suffragio della mia osservazione, ma basta menzionarne una: La Divina Commedia.

Perché pensi che un lettore dovrebbe dedicare parte del proprio tempo al tuo libro?

E’ un romanzo d’evasione e, come tale, è stato concepito per intrattenere e divertire. Sostanzialmente, è un fantasy epico perché i protagonisti, loro malgrado, saranno chiamati a compiere un’impresa. Il libro è caratterizzato da un’ambientazione particolareggiata, un attento lavoro sulla caratterizzazione dei personaggi, combattimenti dettagliati, situazioni drammatiche… tuttavia, su ogni cosa incombe la caduta di stile che è sempre dietro l’angolo. Questo, per alleggerire il tutto in una buona risata.

Hai già tenuto delle presentazioni? Come sono andate? Quale credi sia il modo migliore per promuovere il proprio libro?

Sì, ho presentato il libro su diversi siti specializzati. Devo dire che, finora, ha ricevuto il plauso unanime di chi lo letto e recensito. Non so quale sia il modo migliore per promuovere un libro, ma ritengo che internet e in particolare i social siano un ottimo strumento.

Cosa pensi dell’attuale editoria italiana?

Non ho le competenze né l’esperienza per poter giudicare l’editoria italiana dal punto di vista degli autori, anche perché il mio è un libro auto-prodotto.  Posso dire che mi spiace che non punti con maggiore convinzione e con azioni strutturali alla dematerializzazione dei libri. Mi spiace, ma non posso affermare che sbaglino : il polso del mercato ce l’hanno loro e, assai probabilmente, al momento è più opportuno agire così.

Vuoi indicarci un indirizzo o una pagina web dove poterti seguire?

Curo un blog dove inserisco approfondimenti, materiale di supporto, disegni e anteprime che riguardano la mia produzione letteraria che al momento, ma solo al momento,  consiste in un solo romanzo.

Sfruttando lo strumento dei commenti, offro la possibilità interagire con me o, addirittura, con alcuni personaggi del libro.

Ecco il link: http://lalunaclessidra.blogspot.it/

Quali i tuoi progetti futuri in ambito letterario?

Sto lavorando al seguito de’ Il dono del reietto il cui titolo provvisorio è Il seme dell’arcobaleno: sul blog è possibile leggere uno stralcio del primo capitolo. Sono solo all’inizio e il romanzo sarà corposo, quindi bisognerà attendere un po’ prima che lo concluda.

Invece, nell’arco dei prossimi due mesi, pubblicherò un western, o meglio, uno spaghetti western. Sarà un omaggio al cinema italiano degli anni a cavallo tra il sessanta e il settanta, infatti, conterrà diverse citazioni, certe più, certe meno esplicite, ad alcune delle mie pellicole preferite western e non.

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