#Laura-Dì: Marathon – Andrea Frediani

Marathon, la battaglia che ha cambiato la storia.

Proprio questa è la frase che appare in copertina nel romanzo di Frediani.

Che si dia credito, o meno, alle nuove idee storiche per cui forse l’importanza di questa battaglia non fu poi così decisiva, resta il fatto che a Maratona si decise delle sorti della civiltà occidentale.

Una manciata di soldati, quelli greci, contro l’esercito dell’impero più potente al mondo; i persiani.

Queste le forze in campo con l’idea di un risultato che non poteva che presagire il peggio.

Molte sono le leggende attribuite a questa battaglia e Frediani prende spunto proprio da una di queste per raccontarci la sua storia.

Voi per cosa ricordate maggiormente quest’episodio storico?

Di sicuro il ricordo che ne avete è quello della corsa di Filippide, da Maratona ad Atene, per annunciare la vittoria. Perché alla fine è questo quello che resta più impresso quando la si studia a scuola.

La battaglia di Maratona fu ben altro e Frediani si addentra molto bene nella ricostruzione degli avvenimenti. I dettagli che riserva alla ricostruzione storica di quanto avvenne, permettono al lettore di combattere insieme ai protagonisti scelti da Frediani.

Di solito è un particolare che apprezzo molto nei romanzi storici e qui non fa eccezione. Peccato però per il contorno delle vicende.

Frediani prende spunto da un’indecisione storica, chiamiamola così, su quante persone corsero fino ad Atene dopo la battaglia. Si pensa che sia stato un unico personaggio, tale Fidippide, (ribattezzato Filippide dal nostro autore), chiamato anche Tersippo o Euclo da autori antichi.

In questo romanzo Filippide, Eucle e Tersippo sono invece tre amici. Tre giovani atleti che si sono trovati a stringere amicizia solo per causa fortuita. Scopriremo però che hanno tutti e tre un animo diverso da quanto ci appare all’inizio.

La loro amicizia viene messa in discussione da una donna. Non una donna bellissima, ma portatrice di una dote molto cospicua, della quale uno solo di loro se ne sente davvero innamorato.

Questa donna riesce a far emergere il loro animo competitivo e i tre ragazzi prendono la battaglia come una sfida personale in cui uno di loro deve prevalere e potersi aggiudicare la mano della donna.

Ed è in questo che si trasforma anche la corsa dopo la battaglia.

Quella corsa durante la quale devono portare ad Atene forse la notizia più importante mai stata detta.

Durante la marcia si snodano le vicende passate dei ragazzi. mano a mano che le gambe guadagnano terreno noi impariamo a conoscerli sempre di più.

Sappiamo tutti come finì l’emerodromo che giunse ad Atene, ma non vi dico nulla per non rovinarvi la maniera in cui Frediani ce lo racconta.

Sono partita scrivendo questa recensione per fare un appunto sulla capacità di coinvolgimento di quest’autore e mi ritrovo, quasi alla fine. ad accorgermi che in fondo non è vero che la storia dei tre ragazzi non mi ha appassionato, tutt’altro.

Per mio gusto personale, ho trovato lo sviluppo della trama un pochino monotono. Mi è sembrato di leggere il romanzo, pagina dopo pagina, come se il mio tono di voce non cambiasse mai, ma si assestasse su una tonalità bassa e monotona, come quella di un parroco mentre legge la liturgia.

Ecco, questo è quello che mi ha lasciato la lettura di Marathon.

Non abbastanza da farmi assegnare un buon voto a questo romanzo, ma sufficiente per iniziarne un altro dello stesso autore.

La prossima volta vi porterò alle Termopili insieme ai famosissimi 300!

Recensione a cura di Laura Bellini

 

 

 

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