Mariano Ciarletta- Come Radice

Il titolo della silloge di Mariano Ciarletta è un chiaro riferimento alla forza divina della poesia che raccorda la parola con il pensiero, l’umano con il divino. 

Straordinaria energia emanano i versi di ” Come radice “; un’energia che nasce dalla fatica del vivere e dal dolore della solitudine ma trova la propria forza nella funzione taumaturgica, quasi sciamanica, della parola che conserva sempre un suono musicale, una valenza magica e religiosa. 

“Mirabile miracolo” è la poesia di Mariano Ciarletta: versi che si sciolgono in un alternarsi di ricordi, di dubbi, di dolori, di silenzi fecondi, di pause gravide di poesia ed infine di speranza; parole che partono dalla memoria, proferite nel culto della bellezza e della forma; significati soggettivi che hanno in se stessi tutto il sentire dell’umanità nella misura di una storia che è individuale e al tempo stesso collettiva. La silloge è un canto d’ amore, è la storia di un’anima inquieta che subisce fortemente ” il male di vivere”; è la denuncia della condizione dell’uomo contemporaneo, picaro solitario e dolente; è l’andare contro corrente del poeta che, in una società che mette al bando la pietas come qualcosa di osceno, evoca il baratro e il non senso riservando ad essi una collocazione di privilegio. Ed è così che, con versi di lacerato dolore, si dichiara la fragilità umana senza alcun pudore o reticenza riscattando, con la forza della caducità, la vera condizione dell’uomo.   Il miracolo della parola segna, così, un arcano percorso per condurre “alle case dell’anima”, per consentire, ancora una volta all’uomo di essere” figlio alla vita”. 

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Sinossi: nella silloge poetica come radice l’autore mette in evidenza uno dei temi essenziali dell’umanità: l’attaccamento alla vita. Come le radici sono radicate nel terreno, così l’essere umano cerca di fuggire alle tempeste della vita cercando, attraverso dei percorsi di ricerca interiore, di rimanere saldo a quest’ultima. L’impresa è ardua, tanto da spingere l’autore, attraverso i componimenti che caratterizzano la raccolta, a definirsi come divelta radice, un chiaro riferimento al binomio estraneità – appartenenza alle strade della vita. I temi presenti nella silloge sono numerosi: la sofferenza interiore, l’arduo cammino di conoscenza interiore, il rifiuto della violenza, la presa di coscienza delle fragilità umane ed infine la gioia ritrovata nel vivere una vita con tutti i suoi impervi sentieri.

Autore: Mariano Ciarletta è laureato in Gestione e conservazione del patrimonio archivistico librario alla facoltà di Beni culturali di Salerno. Autore di tre raccolte poetiche improntate su una ricerca introspettiva è anche autore di due romanzi Horror: Rami nel Buio, l’ esorcismo di Amanzio Evenshire e Ai bordi dell’ abisso, storia di un esorcismo. Vincitore di diversi premi letterari tra cui ricordiamo: premio Accademia di Paestum, premio Madonna dell’ arco, gran premio della poesia di Sestriere e il premio Siciliano Parnaso, Angelo la Vecchia. Mariano Ciarletta oltre alla scrittura coltiva la sua passione più grande, ossia per la storia Medievale e per gli scritti esoterici. Proprio la sua insolita curiosità verso un tema così complesso lo ha spinto nell’ anno 2016 a pubblicare un nuovo racconto horror con la casa editrice Paguro: The Necklace, l’ esorcismo di Rose Hoden.

Segnalazione a cura di Rosanna Sanseverino

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