#Recensi-Dì: Quello giusto per me – Natasha Madison

Oggi vi parlo di “Quello giusto per me” di Natasha Madison, un romanzo arrivato in Italia grazie a Quixote Tranlations.

La scrittura è buona e semplice, con frasi corte, tipicamente americane. L’autrice utilizza poche subordinate, ma forse è meglio così, piuttosto di inciampare in errori sintattici che fanno storcere il naso al lettore.
Mi sembrano strane le battute che si scambiano i due protagonisti rinchiusi nel bagno, all’inizio del libro, perché dubito fortemente che prima ancora di scambiarsi un bacio – o una serie di battute personali e private – sia iniziato qualcosa, ma nel complesso il testo è coinvolgente. Ti appassiona, anche se certe cose mi hanno infastidito, come la parola “cazzo”, usata con senso esclamativo, messa praticamente ovunque.

Purtroppo c’è stato qualche intoppo durante la scena del primo bacio: non ho ben capito lo svolgersi della cosa, il momento era descritto in maniera molto confusionaria.
La mancanza di una precisazione su chi stia dicendo cosa, nei dialoghi, un po’ mi ha confuso, perché, specie nelle scene in cui erano coinvolti anche i figli della donna, Parker, non sapevo bene chi dicesse cosa.

Ora, una considerazione molto personale: se la mia migliore amica, a trentacinque anni, mi chiama – affettuosamente è ovvio – troietta o puttanella, fa la fine del gatto in autostrada. E forse ci mette anche di meno.

Non ho apprezzato che un linguaggio scurrile tipicamente adolescenziale venisse messo in bocca a uomini e donne adulti, perché è raro trovare adulti che parlano davvero così e, personalmente, se li incontrassi probabilmente mi sentirei offesa da una maleducazione tale.
Sicuramente però l’amica, che per festeggiare l’imminente matrimonio, beve Mimosa alle otto del mattino, vince su tutto.

Vedete?

«Okay, io sono fuori combattimento, ma credo che sia arrivato il momento di aprire la bottiglia di Champagne che è stata in questo cestino del ghiaccio per tutta la notte» dice Meghan.

«Ma sono le otto del mattino» le rispondo scuotendo la testa.

«È l’ora del Mimosa» replica Meghan.

Scuoto la testa e mi volto verso Cooper. «Sei sicuro di volermi sposare? Guarda bene la famiglia di cui faccio parte» dico indicando con un cenno del capo Meghan e Tom.

«Non vorrei nulla di diverso.» Si china su di me e mi bacia.

Romantico eh?!

Recensione a cura di Sara Cordioli

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