#Recensi-Dì: Azzurra dei ciliegi – Stefano Mosele

Una recensione diversa, non solo fatta di parole ma anche di musica.

Vi consiglio di leggere la recensione con in sottofondo questa canzone, la prima con cui Stefano Mosele inizia la sua storia, anzi, con cui inizia la storia di Azzurra.

Penso ai ciliegi e ai loro fiori. Alla rinascita che ispirano ogni volta che le stagioni si susseguono. Quando guardavo i fiori abbandonare i loro petali non avrei mai immaginato che l’anno dopo ne avrei trovati ancora così tanti. E se fosse anche per noi come per i ciliegi? Se ci fosse un’altra possibilità?

Azzurra – “bambina agli occhi di lui”, curiosa, divorata dai rimorsi, un giorno si risveglia in stato confusionale nel letto di un ospedale. Il fratello, Daniele, solito ragazzo hippie grunge che si sofferma sulle piccole differenze della vita – ”Un automobile. Una automobile. Che differenza fa? Troppa e nessuna, solo punti di vista, prospettive diverse per guardare a una stessa vita che scorre via” per tenerle compagnia mette in sottofondo la sua playlist preferita, dai Modena City Ramblers a Claudio Baglioni, vivremo la storia di Azzurra e di un ragazzo misterioso che le suscita un forte senso di attrazione senza neanche saperne il modo – “Lui che sembrava così vicino eppure così lontano”.

In un equilibrio fra sogno e realtà, una scrittura metafisica che caratterizza l’autore stesso, Azzurra rivivrà le ombre del passato, la sua infanzia e quelle strane lettere di un mittente sconosciuto che ad ogni compleanno, dall’età di nove anni riceveva e che raccontavano del bizzarro incontro fra un ragazzo e i Nafix, creature magiche con l’intento di custodire i sogni degli umani e di infondere in loro l’energia, l’euforia per realizzarli.

Trattasi di una scrittura fantastica, che non ci permette di capire se insieme alla protagonista stiamo vivendo il quotidiano susseguirsi dei giorni o ne stiamo condividendo il sogno. Una scrittura lieve, concisa che permette al lettore di abbandonare la convinzione di avere un punto di riferimento, un’etichetta o suggerimenti per comprendere a pieno quanto raccontato.

E’ uno spogliarsi di convinzioni, un crescere, un divenire insieme ad Azzurra.

Il merito di questo libro è proprio in questo tipo di scrittura, l’autore non ha un fine per la sua storia, scrive senza etichettare il suo libro, proprio per spogliarsi delle convinzioni per far sì che il lettore abbia un proprio intento, che ne dia un proprio valore e significato e non quello dell’autore, come se non fossimo davanti ad un libro preconfezionato.

 

Recensione a cura di Rosanna Sanseverino

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