#Recensi-Dì: Lontane realtà – N. Nisopoli

Oggi vi parlo di “Lontane realtà”, il romanzo di N. Nisopoli che ho appena terminato.

Ho deciso di iniziare questa recensione con questo estratto che fa da cornice a tutto il libro, poi capirete perchè.

Passeggiano affiancati, tutti sono in relazione tra loro, nessuno si conosce veramente. I volti si nascondono nella nebbia e tutto cade nell’oblio.

Lontane realtà è una raccolta di racconti intessuti di soprannaturale. Sono vicende legate ad un’altra dimensione, un po’ come se si trattasse del sottosopra di Stranger Things.

Appartengono all’onirico, surreale, legate dal sottile velo della follia, o meglio solitudine.

Qui regna la solitudine, qui regna la pazzia.

La narrazione è in prima persona, e subito siamo catalputati nell’oblio, in un sogno o in un altro mondo, questo non è ben chiaro ma i sensi si acuiscono, tutti e cinque cooperano insieme, la percezione aumenta. E’ una lettura che fa fatica ad ingranare all’inizio, proprio perchè il caos le fa da sovrano, quindi oltre che presentarlo come una raccolta di racconti soprannaturale avrei specificato si trattasse anche di un sottile thriller, poi però addentrandosi nella narrazione si diventa un tutt’uno con il protagonista nel suo vivere queste vicende, dal passato al presente e al futuro.

E’ un libro breve, si legge facilmente in una giornata e credo sia una giusta lettura per chi voglia volare con la fantasia, addentrandosi in mondi differenti tant’è che ad un certo punto ci si perde, in questo continuo andare avanti e indietro nel tempo, credo sia una lettura indicata per una mente allenata ma nonostante questo andirivieni, la scrittura scorrevole, immediata e la curiosità innescata che dalle prime pagine non credevo possibile mi ha soddisfatta, sorpresa.

Se lo consiglio?

Beh, vi lascio con un altro estratto e a voi le conclusioni.

Ma quell’uomo dietro di sé si è portato un velo di oscurità, che subito mi travolge. Eccomi di nuovo lì, a terra, caduto nel più profondo oblio. Forse quello spiraglio di luce esiste ancora, ma io sono sprofondato ancora più in basso e non riesco a vederlo. Salto per raggiungerlo, ma i miei piedi sono trattenuti a terra e tutto ciò che mi circonda si allarga e si restringe. È solo un’altra illusione che mi distrae mentre vengo trascinato giù. Così provo a urlare, e mi rendo conto che non ho voce, sebbene provi ogni altra sensazione.

 

Recensione a cura di Rosanna Sanseverino

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