#Recensi-Dì: Il libro perfetto – Massimo Lazzari

La nostra nuova arrivata inizia subito con una recensione molto significativa. Ci parla de “Il libro perfetto” di Massimo Lazzari.

Il libro perfetto è un romanzo di viaggio, ma anche di formazione e con un pizzico d’amore, che non guasta mai.

Il protagonista di questo romanzo è un uomo come tanti, Lorenzo, con un matrimonio fallito alle spalle, un lavoro che però non lo soddisfa più e una gran voglia di viaggiare.
Con l’approssimarsi dei quarant’anni, Lorenzo prende una decisone importante: mettere in stand-by il lavoro e intraprendere un viaggio nell’India del Nord, col suo fascino mistico, l’odore caratteristico dei cibi, i tramonti spettacolari e il suo popolo dondolante.

Sceglie di vivere un’avventura, senza programmare nulla, per prendersi il giusto tempo per ogni tappa, zaino in spalla, in modo da dedicarsi pure alla stesura di un libro di cui ha in mente il finale ma non l’inizio.

I suoi propositi vacillano, però, già dal volo d’andata, dove incontra la bellissima Vanessa, che lo incanta al punto tale da cercare in tutti i modi di rivederla e unirsi così a lei nell’ashram di Krisna, a Rishikesh. In pochi giorni dimenticherà il motivo che l’aveva portato in quel luogo e s’immergerà nella meditazione e nello yoga, al punto di non voler più andarsene.

In questo viaggio incontrerà persone che lasceranno segni indelebili nella sua vita, tra cui Leo, che ha molto in comune con Lorenzo.

Un libro che plana lentamente dentro ognuno di noi, fino a coinvolgere totalmente. Un romanzo che vibra, intenso e vero, che bisogna leggere tutto d’un fiato, dove traspare una verità assoluta.
Lorenzo è l’uomo comune, con i suoi difetti e i suoi pregi, disilluso che ha praticato sempre le scelte più semplici e che quando è venuto il momento di fare il punto è stato sommerso da un milione di interrogativi, a cui cerca di dare una risposta in questo viaggio.

La sensibilità di questo ragazzo, amante dei libri e della musica, aiuta ad amarlo e a rimanere in ansia per lui, a sperare e a perdersi nel suo mondo. Il suo bisogno di trovare una compagna per la vita trapela sin dalle prime pagine, dove sembra avere l’innamoramento facile.

Nell’ashram di Krisna però qualcosa cambia in lui e sembra cominciare a ritrovare l’armonia con i suoi cari e con se stesso. Inizia il suo viaggio interiore che s’interfaccia splendidamente con quello in queste terre magnifiche, che creano la giusta atmosfera per una riflessione introspettiva.
L’autore descrive i luoghi magnificamente, al punto che ci si ritrova proiettati in essi, per quanto difficile risulti ricordare i loro nomi, si vorrebbe viverli di persona.

I personaggi che incontra Lorenzo sono tutti ben definiti e reali, con i loro difetti e problemi, anche se certamente spetta a una lei, che avrà un ruolo importante, la caratterizzazione migliore tra i personaggi secondari.

Lo stile dell’autore così semplice e dinamico rende il tutto ancora più intenso. Delinea i luoghi con particolari che aiutano a immaginarsi la scena. Sembra avere la magia di plasmare le parole e utilizzarle per ritrarre scene nella tua mente. La sua penna è abile e possiede la capacità di regalare un sogno.

Questo libro colpisce già dal prologo in cui afferma:

«Di certo ti starai chiedendo perché ho scelto un titolo così ambizioso e pretenzioso.
Anche io, come te, ho letto tanti libri nel corso della mia vita e anche io, come te, so con certezza che non può esistere un “libro perfetto”.
I libri sono scritti da persone. Quindi ciò presupporrebbe che esistesse, o sia esistito in passato, una persona in grado di pensare a una storia perfetta e di scriverla in modo perfetto.»
E attenzione a ricordare che questa è solo parte del prologo, che finisce così:
«Ebbene, ti posso assicurare che questo libro, che tu pensavi non potesse esistere, lo stai tenendo fra le mani.
E che, se lo leggerai fino alla fin, anche se una fine vera e propria non ci sarà, capirai che questo è, senza dubbio, quello che potrai chiamare “il libro perfetto”.»
Queste frasi delineano perfettamente le fasi con cui ho affrontato il libro.

Infatti, inizialmente ero parecchio scettica sulla profondità e sulla capacità dell’autore di delineare perfettamente il viaggio interiore del protagonista, che vedevo come disilluso e superficiale.

Poi ad un tratto c’è stata la svolta a Rishikesh e da quel momento il romanzo ha conquistato man mano il mio cuore.
Cosa non meno importante il messaggio che trapela dal libro e che viene estrinsecato nel migliore dei modi in poche parole:
«Il vero problema è che, nel maldestro tentativo di inseguire la vita ideale che ci siamo immaginati per noi stessi, o che qualcun altro ci ha spinto a immaginare, non ci rendiamo conto che sprechiamo invano le nostre energie e il poco tempo che ci è concesso. Sforzandoci di realizzare, a tutti i costi, il nostro ideale, non capiamo che ci stiamo perdendo l’opportunità di vivere la vita reale. O meglio, qualcuno di noi lo capisce, ma solo quando è troppo tardi per rimediare. Gli altri, purtroppo, arrivano alla fine senza aver raggiunto questa consapevolezza. E muoiono, infelici e insoddisfatti come hanno vissuto».

All’inizio ho pensato che il libro non fosse destinato a far breccia nel mio cuore, ma il titolo, piuttosto ambizioso, mi ha incuriosita.

È un libro che regala attimi di sogno e rapisce in un viaggio che sarà fonte di riflessione per ogni sognatore che avrà la fortuna di leggerlo.

Avete presente una canzone che sentite per la prima volta e sembra non convincervi ma d’un tratto esplode il ritornello e ti entra nella testa e non riesci a non cantarlo? Mettete pure che sia una melodia perfetta, che entra nell’anima e avvolge. Ecco il modo migliore per definire il libro.

 

Recensione a cura di MariaAnna Euterpio

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