Recensione a “Chi parla poco, ha gli occhi che fanno rumore” – Silvia Brindisi

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La recensione di Marika

Buonasera a tutti, come state? Ricordo che questo weekend sarà ricco di novità, tra recensioni, interviste e non da ultimo la pubblicazione del miglior libro del 2016 eletto dai recensori e lettori del blog!
È una domenica all’insegna delle recensioni, chi l’avrebbe mai detto? Oggi vi parliamo di Silvia Brindisi, l’autrice de “amicizie magiche”, ve la ricordate? Oggi è qui con noi col suo ultimo libro “Chi parla poco, ha gli occhi che fanno rumore”, letto e recensito qui di seguito da Marika!

Questo libro è caratterizzato da un incontro casuale tra due persone, una semplice ragazza ed un uomo senza fissa dimora, aventi due storie personali totalmente diverse. Questo avvenimento permetterà ad entrambi di aiutarsi a vicenda nel vivere e cambiare in meglio le loro vite. A volte un semplice incontro può salvarti e cambiare la vita, in modo inaspettato

Camminando per le vie di Roma, l’attenzione della giovane Mara viene catturata dal sorriso di Antonio, un senzatetto.

Subito, con il suo animo gentile, gli si avvicina per parlare, offrendo all’uomo la colazione mentre tra i due scatta l’amicizia e, in Mara, il desiderio di aiutare quell’uomo simpatico e gentile.

Da quel giorno Mara si dà da fare per cercare ad Antonio un lavoro e una casa, spronandolo per riprendere i contatti col figlio che non sente da anni.

Non è assolutamente semplice trattare discorsi così importanti come la vita di un senzatetto, ci si deve avvicinare in punta di piedi e, inizialmente, l’autrice lo ha fatto… perdendosi dopo poche pagine.

Il libro, infatti, all’inizio promette bene, ci fa pensare alla fortuna che abbiamo ad avere un tetto sulla testa e un pasto caldo tutti i giorni. Alcuni paragrafi dopo, però, ci troviamo sotto gli occhi un testo che fa pensare ai diari delle medie.

Nel testo, infatti, l’autrice racconta molto semplicemente le giornate di Mara, che esce con le amiche, passeggia per Roma, usato uno stile monotono e poco ricercato, come se chi scrive avesse fretta di fare altro.

Mara, inoltre, vive da sola, in una grande città e sembra lavori saltuariamente, com’è possibile?

In poco più di 80 pagine succede di tutto, ma – secondo me – con la storia suona un po’ inverosimile. Come gli innamoramenti, appena i personaggi s’incontrano già il lettore capisce che tra loro nascerà l’amore. Sentimento bellissimo ma che va curato anch’esso nei minimi dettagli, perché scrivere “Mara si innamora di…” non basta e, purtroppo, se non ci si mettono sensazioni, serve a poco…

Purtroppo in questo testo sono proprio le descrizioni umane-sensazionali a venir meno, e se ne sente la mancanza, conferendo al testo freddezza e distacco.

Da un tema così importante ci si aspetterebbe più introspezione, che i protagonisti siano più veri, ma ci troviamo davanti solo a tanti – troppi – dialoghi, tutto che va troppo bene fin da subito e poca, davvero troppo poca, realtà… perché, vanno bene i pensieri che se fai del bene ti ritorna doppio, ma in “Chi parla poco, ha gli occhi che fanno rumore” il positivo è troppo, davvero troppo, facilitato.

Purtroppo no, un libro che non mi sento di consigliare, mi spiace, anche perche’ a quanto apprendo la valutazione al precedente scritto era positiva.

Recensione a cura di Marika Bernard

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