Recensione a “Allegra” di Emanuele Martinelli

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Recensione a “Allegra”

Oggi vi presentiamo un romanzo che rientra a tutti gli effetti nel genere distopico.

Emanuele Martinelli è l’autore di “Allegra”, un romanzo veramente particolare. L’autore ipotizza un mondo dove le persone non escono più di casa – è proprio così, leggendo i primi capitoli faticavo a crederci! – perché lì hanno l’essenziale per vivere. Siamo proiettati in un futuro in cui la robotica e la tecnologia hanno fatto passi da gigante, c’è un Telegiornale Orario Obbligatorio che scandisce i momenti della giornata, ci sono i vari Ministeri che dettano le regole della buona convivenza, del buon costume, dell’istruzione e della formazione, arrivano a determinare ciò che è fashion da ciò che non lo è, ovvero ciò che è consentito fare da ciò che non si può fare. È l’apoteosi di un regime chiuso, che controlla il popolo attraverso la tecnologia e il lavaggio del cervello, di una dittatura mascherata. 

Brian e Peider, però, non ci stanno, ambiscono a qualcosa di diverso, vogliono liberarsi dalle catene, tornare a vivere liberamente, senza freni che, paradossalmente, ormai è la stessa gente a porsi. Perché bisogna per forza usare l’Americano come lingua veicolare, e non più i dialetti, che tanto erano belli e caratteristici?

“Allegra non è un nome, ma un saluto. […] Fu una vittima del terzo millennio ancora prima che tutte le lingue standardizzate venissero messe da parte sotto il monopolio dell’Americano.”

Perché la gente si è trasferita dai piccoli paesi alle metropoli rendendo di fatto invivibili le metropoli stesse? Dov’è il legame uomo-natura e uomo-animali? L’uomo ha perso tutto, tutti i suoi legami, la sua vera natura, ed è diventato un robot. Peider è il primo a protestare, senza timori, e così l’incontro tra Brian e Peider trasforma il romanzo in un libro di avventura, che ben si mescola all’ambientazione distopica disegnata da Martinelli. 

“L’uomo s’era preso qualcosa che non gli apparteneva e le montagne – anche se sopraffatte – si erano bloccate, pietrificate nella loro caduta in quella che pareva una posizione estrema di difesa”

Un libro interessante, all’inizio è ricco di descrizioni, di pensieri dei personaggi, attraverso cui l’autore ci presenta il mondo che ha creato. Leggermente ridondante, alle volte, il lettore vorrebbe saltare alcuni pezzi per arrivare al momento clue, sebbene quei pezzi siano vitali per comprendere bene il contesto.

Nel complesso “Allegra” è un libro ben riuscito, con risvolti, specie verso la parte centrale e finale del libro, interessanti, che potrebbe essere alleggerito in alcuni passaggi per far diventare lo stile dell’autore più fresco e scattante. 

Recensione a cura di Dylan Berro

 

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