Recensione a “Hermanos” di Alessandro Bogani e Edoardo Pozzoli

Hermanos

Recensione Hermanos

Entrambi classe ’95, siamo dinanzi a un romanzo western scritto a quattro mani.  Dalle tinte forti e a tratti leggere come l’epoca in cui è ambientato, fine ottocento in America, quasi un intermezzo tra i film western veri e propri e quelli di Tarantino e Clint Eastwood.

Abbiamo un  pistolero eccellente poco riflessivo e molto esuberante, uno stratega infallibile e di poche parole, un ex-soldato americano pavido e pigro e un medico senza le giuste qualifiche, ognuno in cerca della propria strada, si ritrovano in fuga dall’Arizona verso il Messico. Ricercati con l’accusa di furto di un carico d’oro

 “L’unica regola dei banditi era l’oro prima di tutto, ma la pelle prima dell’oro” 

sia dall’esercito Americano che da quello Messicano e con la certezza della fucilazione in caso di cattura, si trovano costretti a mettersi sulle tracce dei veri responsabili che li hanno volontariamente cacciati in quella spiacevole situazione

“Spesso inseguire la vendetta può portare più dolore che sollievo”.

Nonostante l’aspro sapore, e i tramonti suggestivi dell’Arizona, la lettura risulta scorrevole e ricca di dettagli e con personaggi ben designati, ogni dialogo è messo al punto giusto da non risultare mai banale, anche i sentimenti sono così realistici che permettono al lettore di avvicinarsi al personaggio e a un protagonista in questo caso simpatico e ironico.  Il rapporto tra i personaggi è solido e segue un’evoluzione dei personaggi ad ogni situazione che si trovano ad affrontare ma tutto ruota intorno ad una regola ben precisa: di fronte all’oro non ci sono legami di sangue, di amicizia, parole date che tengano. Si fa di tutto per impossessarsene, e purtroppo, in una terra di scorribande, restare vivi non è semplice, ci vuole furbizia e fortuna.

Alcuni eventi della storia sono già presentati dal narratore, facendo venire meno la curiosità del lettore, una scelta azzardata da parte degli autori che però risulta comunque avvincente perché si sono concentrati su colpi di scena come azioni e ricordi ed altri piani della storia che comunque hanno scaldato il lettore lasciandolo in suspense. In conclusione, non avendo mai letto nulla di questo genere, mi sono divertita e soprattutto mi sono lasciata trasportare dalle vivide descrizioni come se anch’io fossi lì con i banditi.

Recensione a cura di Rosanna Sanseverino

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