Recensione a “Il mio matador” di Lina Giudetti

matador
La recensione di Rosanna

La nostra Rosanna torna a recensire Lina Giudetti, autrice de “Il mio angelo”, QUI RECENSITO.

Avevamo lasciato Aura in aeroporto con il padre alle prese con un messaggio inquietante e possessivo di Angelo, ma, ora, il sequel ci sposta in Spagna. La mancanza di un padre è stata cruciale nel primo libro per comprendere la protagonista che ora è più determinata e ha anche sconfitto quella vorticosa malattia che è la bulimia.

Un nuovo capitolo, dunque, si apre per la nostra Aura che compie dei grandi balzi in avanti sentendo anche il bisogno di essere indipendente, infatti un giorno decide di lasciare la casa paterna dopo aver riappacificato il rapporto con suo padre e la compagna Veronique, per trasferirsi a Valencia dove trova impiego come receptionist in un albergo…

“Più forte, più sicura e libera da ogni complesso di inferiorità anche se i ragazzi della mia età continuarono a non attrarmi.”

Da qui in poi la sua vita ruoterà intorno a una serie di incontri e scontri, nuove amicizie e sogni da realizzare mettendo alla prova tutto ciò che aveva appreso nei mesi della terapia, arrivando ad assaporare quella felicità che le sfuggiva sempre e che pensava potesse abitare in Angelo. Questa felicità porta il nome di Ricardo De La Vega, un famoso torero di Spagna

“Si comportava come un homme fatal che avrei odiato se non fosse stato giusto per quella sua aria gioviale. Mi resi conto infatti che possedeva delle maniere spiritose che lo salvavano dal farlo apparire arrogante”.

Il rapporto tra i due è vacillante soprattutto perché Aura capisce che il fascino del torero lascia troppe porte aperte, ma anche perché ad Aura non piace che si uccidano o si giochi con gli animali ma Ricardo è energico, frizzante e donnaiolo e sessualmente aperto cosa che lascia interdetta Aura. Ma dal momento che “non è oro tutto ciò che luccica”, Aura capirà attraverso la dolcezza e la pazienza di Ricardo lati che non immaginava, infatti Ricardo oltre ad essere un torero si occupa anche dei disagiati, della clownterapia

“Iniziai a sudare freddo provando una serie di emozioni contrastanti. Avevo il terrore che mi baciasse perché presentivo che mi sarebbe piaciuto”.

I due inizieranno a farsi trascinare dalle emozioni

“Ricardo talvolta può sembrare un po’ rude, sfacciato, sempre pronto a scherzare, ma in verità è un uomo estremamente romantico e un po’ all’antica in fondo… crede nei valori e nei sentimenti profondi di una volta e ha tanti buoni principi. Quando s’innamora di una donna, per lui esiste solo lei e la tratta come una principessa”,

fino a quando improvvisamente non tornerà l’ombra del passato, Angelo.

Questo libro si alterna tra le tradizioni spagnole e il fascino dell’arena che miscela dramma e tenerezza. Il risultato è un romanzo brioso e dal finale inaspettato. Ancora una volta la scrittrice ha limato a perfezione i personaggi lasciando campo alle emozioni e con una scrittura fluida che trasporta da Roma a Valencia, capace di avvolgerti nella passione e nella vivacità di quella magnifica città.

Rosanna

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