Recensione a “Il profumo del sud”, un romanzo di Linda Bertasi, edito da Butterfly edizioni

il-profumo-del-sud_davantiOggi vi presentiamo il terzo romanzo di Linda Bertasi, “Il profumo del sud”, edito dalla Butterfly edizione, una giovane casa editrice dirompente.Linda tesse una trama interessante, narrandoci le vicende di alcuni personaggi che hanno vissuto durante la guerra di secessione americana della seconda metà dell’Ottocento (11 Stati del Sud dichiararono la propria secessione e formarono la Confederazione degli Stati d’America. La guerra termina dopo quatto anni, la Confederazione si arrese e lo schiavismo fu abolito in tutta la nazione).
Uno dei personaggi principali è sicuramente Anita, che si lascia alle spalle la famiglia e la sua precedente vita per imbarcarsi e partire da Genova alla volta del cosiddetto “Nuovo Mondo”, l’America. Chi se ne intenda abbastanza di storia contemporanea, sa raccontarci bene la guerra di secessione americana, sa dirci che alcuni europei della seconda metà dell’Ottocento andavano alla scoperta del Nuovo Mondo, sa parlarci della situazione americana dell’epoca, degli usi e dei costumi, ma anche dei problemi che affrontava. Sicuramente se ne intende Linda, che rende tutto questo molto reale e facilmente comprensibile e assimilabile ai lettori.

Durante il viaggio sul piroscafo conosciamo, oltre Anita, l’irriverente e anche presuntuoso, di primo impatto, Justin Henderson, e poi Margherita, una donna matura ed equilibrata.
Gli eventi si susseguono velocemente, forse fin troppo, perché nel giro di poche pagine capiamo subito che Justin è interessato ad Anita, che invece inizialmente è diffidente.
Anita verrà invitata da Margherita nella sua tenuta a Montgomery, in Alabama, e lì scoprirà il Nuovo Mondo e vedrà coi propri occhi la schiavitù esistente, i campi di cotone. Ma alimenterà anche il suo amore per Justin.

Il Sud descritto da Linda è interessante e suggestivo, quasi ci sembra di percepire nell’aria, mentre si scorrono le pagine, i profumi delle fragole e del gelsomino.
Il legame tra Anita e Justin è sempre più difficile e contrastato dagli eventi, ma ciò lo rende ancora più forte e indissolubile. L’amore tra i due personaggi è sincero e supera le barriere del tempo e i confini dello spazio.

Le descrizioni dei luoghi sono perfette; i dialoghi ben inseriti nel contesto narrativo, soprattutto se si considera il fatto che si sta raccontando una storia risalente a quasi due secoli fa, alcune parole, come ad esempio “astio”, e alcuni titoli che i personaggi si danno rendono bene l’idea che si sta leggendo una storia radicata nel passato.
Lo stile narrativo di Linda è anch’esso azzeccato per la storia trattata, non è assolutamente ridondante, ma scorrevole e limpido. Qualche dialogo, alle volte, sembra però “un po’ di troppo”, si ha l’impressione di leggere qualche romanzo di alcuni scrittori del passato che scrivevano  dialoghi anche senza un vero significato, battute scambiate tra personaggi che però non assumevano rilievo dal punto di vista dello sviluppo delle vicende, ma che servivano solo per darci l’idea degli argomenti trattati in quel periodo, dei modi di parlare e dei caratteri dei personaggi. In un mondo oramai abituato all’essenziale, viene difficile trovare ancora qualche scrittore che invece presenta ancora queste particolarità.

La conclusione vi stupirà, ne siamo certi, ma di per sé l’intero romanzo sarà per voi una piacevole lettura, un piccolo viaggio nel passato in compagnia di personaggi che difficilmente dimenticherete.

Recensione a cura di Dylan Berro e Laura Bellini

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