Recensione a: “La locanda dell’ultima solitudine” di Alessandro Barbaglia

solitudine

La recensione di Laura

Ho temporeggiato a comprare questo romanzo, ma “la locanda dell’ultima solitudine” era un titolo che mi attraeva ogni volta che lo leggevo per caso. Così, mi sono lasciata convincere, anche perché la trama era invitante. 

Quanto ho impiegato a capire che non era il romanzo per me? Probabilmente dieci pagine! E giuro che sono stata magnanima.

Non amo le storie che hanno per protagonisti questi personaggi così disagiati. Non perché abbiano problemi di droga o siano malviventi, non perché vivano situazioni al limite, in luoghi poco vivibili. No, il loro disagio è tutto mentale. Per fare un esempio, Libero, il protagonista di questo romanzo, vive in una casa dipinta di blu è completamente spoglia, fatta eccezione per un divano. È un uomo che ama le attese. E Viola? Scrive lettere al padre, nemmeno toccanti fra l’altro, e poi le brucia. Ha una madre che urla, non per sgridare, ma urla perché lo trova liberatorio.
Nessun personaggio di questo romanzo è “normale”. Tutti hanno dei disagi comportamentali e questo rende, a mio avviso, tutta la storia non credibile e quindi non appassionante. 
Senza considerare lo stile dell’autore che io ho trovato noioso e ripetitivo.
 
Insomma, la mia prima lettura sotto l’ombrellone non è stata un successo, spero in qualcosa di più nel prossimo!
Recensione a cura di Laura Bellini 
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