Recensione a: “La regina strangolata – I re maledetti” di Maurice Druon

Continua la mia lettura de “I re maledetti” i libri che Maurice Druon ha scritto sulla dinastia dei Capetingi. 

“La regina strangolata” è il secondo libro e narra le vicende dalla morte di Filippo il bello per tutto il primo periodo di governo di Luigi X. Un re che non ha lasciato di sé un bel ricordo nella storia francese.

Un ragazzo che è vissuto sempre all’ombra del padre non sentendosi mai all’altezza. Un uomo cui la corona sul capo pesa moltissimo in quanto incapace di prendere decisioni senza il consenso di chiunque gli sia accanto in quel momento. 

Per tutto il suo regno ha cambiato alleanze senza mai pensare al bene del suo regno, ma esclusivamente a un tornaconto personale. 

Druon ci presenta la psicologia di questo Re facendo quasi provare al lettore pena per lui, per le sue decisioni insensate, ma soprattutto per la sua paura di non essere mai abbastanza. Sarebbe forse bastato che qualcuno gli avesse fatto credere un tantino più in se stesso per non dover annoverare un tale re inetto sul trono di una delle maggiori potenze dell’epoche.

Purtroppo Luigi non si è mai liberato della vergogna provata nell’essere stato tradito con tanta audacia dalla moglie Margherita, vive con il peso di un matrimonio che non vuole più, di una moglie ancora in vita della quale, nonostante la prigionia non riesce a liberarsi.

Vorrebbe cancellare il passato e alla fine, in mancanza di un Papa che possa sciogliere i suoi vincoli matrimoniali, decide da solo del destino di Margherita. 

Non fu il primo, né tanto meno l’ultimo re a liberarsi di una moglie indesiderata per poterne sposare un’altra. ma questo non accrebbe la sua fama fra il popolo francese. 

Non era amato e i suoi consiglieri sapevano bene che potevano manovrarlo a loro piacimento, tanto da riuscire a fargli giustiziare perfino Marigny; l’unico uomo in grado di tenere in mano le redine del governo, l’uomo più fidato di suo padre. 

In questo romanzo gli intrighi politici la fanno da padrone. Gli scontri fra Valois e Marigny non sono solo il contorno delle vicende, ma il perno centrale, quasi che la figura più importante non sia Luigi X, monarca di Francia, ma il potere.

Ed è proprio questo a far muovere gli uomini. Senza potere non si è nulla e per esso si è disposti a macchiarsi dei crimini peggiori.

Mi è piaciuto meno del primo, non per la maniera in cui è scritto ma solo perché Luigi X non è un personaggio affascinante. Non in senso estetico, sia chiaro! Purtroppo la sua mancanza di carisma è irritante e le vicende che si susseguono sono tutte influenzate da questa sua inettitudine al governo.

Continuo a pensare, mentre prendo in mano il terzo e ultimo volume, che vorrei tanto fossero pubblicati anche gli altri libri, ma chissà se sarò mai accontentata…

Recensione a cura di Laura Bellini

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