Recensione a: “Quando cala il buio” di Massimiliano Bellezza

afaaSalem, Oregon settentriole. Una cittadina che non è nuova agli amanti dei romanzi horror. Stephen King vi ha ambientato alcuni dei suoi capolavori e da King Massimiliano Bellezza non attinge solo prendendo in prestito una città a lui cara, ma attingendo anche alla sua inesauribile capacità di creare suspance.

Quando cala il buio è un romanzo ad alto tasso di adrenalina. Non aspettatevi mostri, fantasmi o creature da incubo perché l’autore non ha bisogno di questi artifici per farvi rischiare di passare la notte in bianco. A lui è sufficiente un personaggio: Ray Smith.

Il romanzo si apre con la sconvolgente notizia della scomparsa di alcuni bambini i cui cadaveri verranno ritrovati con una macabra scoperta, in una villa degli orrori. Basterà questo a scatenare il panico fra la popolazione?

A quanto pare no, forse l’essere umano è convinto che un simile orrore debba per forza stare lontano dalla sua vita, si pensa sempre che non toccherà a noi e così un gruppo di giovani adolescenti viene lasciato libero di scorrazzare alla ricerca di avventura.

Cinque ragazzi con la voglia di dimostrare di essere forti e coraggiosi si avventureranno all0interno di una vecchia scuola in cui si narra viva un fantasma. Ma, come si suol dire, non è dei morti che si deve avere paura, quanto dei vivi.

Lo scopriranno a poco a poco quando, uno per uno, inizieranno a trovarsi faccia a faccia con l’orrore.

E’ un romanzo breve questo di Massimiliano Bellezza. Un romanzo che si legge in un paio d’ore tanta è la voglia di scoprire cosa accadrà ai protagonisti. Chi sarà il prossimo? Chi si salverà?

Molto bella la descrizione della scuola dove si svolge praticamente tutto il romanzo. Sembra quasi di sentire cigolare i cardini delle porte o il naso pizzicare a causa della polvere. Lo stato di abbandono che viene descritto risulta molto efficace per aumentare l’ansia del lettore.

Cinque ragazzi abbiamo detto, tutti diversi uno dall’altro le cui personalità spiccano fra le pagine. La voce del narratore è ben nascosta facendo prevalere quella dei protagonisti. Cinque ragazzi, ma non solo. Un uomo dal volto sfigurato a cui accadde qualcosa di tremendo quando era solo un bambino…

Non voglio svelarvi il finale, ma è l’unico difetto che ho trovato in questo romanzo. E non perché ci sia qualcosa che non vada, ma perché avrei tanto voluto che il mio personaggio preferito ce la facesse!

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