Recensione a ‘Un posto molto lontano da qui’ di Carlo Deffenu

“Erano appena le 6 e 13 minuti di un lunedì di dicembre uguale a tanti altri”.

Ed è da questo lunedì che le vite dei protagonisti che incontriamo deviano totalmente la rotta che si erano prefissate intrecciandosi una con le altre. Una storia che fin dall’inizio ti fa sentire parte delle vicende narrate dall’autore. Dora, Dumas, Denis e Danette: quattro protagonisti il cui nome inizia con la stessa consonante. Un caso o un’abile scelta dell’autore?

Lontano da qui è un romanzo consigliatissimo. E’ bene premetterlo. E ora spiegheremo il perché.
Si parla di amicizia, un sentimento che nasce in svariate circostanze come le conversazioni in chat fra Dumas e Denis, due maschi solitari, ognuno con le proprie ragioni per amare l’isolamento. E poi Denis e Danette il cui legame prende forma a poco a poco. Sei gettato nel mistero all’improvviso, come se l’autore non avesse fatto altro che prepararti a quel momento per tutta la prima parte del romanzo. E in effetti è così, ma sei talmente pres0 dalla lettura e dalla voglia di conoscere i personaggi che vengono descritti meravigliosamente, che quasi non ti accorgi quando l’oscurità inizia a prendere il sopravvento.
In questo romanzo, nulla è  lasciato al caso. C’è una vicenda che scorre lenta, senza destabilizzare mai il lettore tenendolo però con il fiato sospeso e la voglia di scoprire, pagina dopo pagina, come si evolveranno gli eventi. I personaggi hanno tutti alle spalle un percorso difficile, chi la morte di una persona cara, chi un’esperienza difficile, e tutti sono in continua evoluzione, alla ricerca della propria strada.
Vite intrecciate dal filo di un dolore che può essere riscatto o sconfitta. E’ dura arrivare in fondo a questo romanzo senza avvertire la presenza dell’Ombra che ci segue.
Carlo riesce a rendere vivide le emozioni, palpabili come se divenissero improvvisamente oggetti, fotografie, amuleti o cani. Si parla anche di amicizia, quel sentimento in grado di soverchiare l’animo umano e dargli coraggio come nient’altro sa fare.

Intense le ultime pagine quando, finalmente, riesci a trovare un po’ di pace e il sorriso riaffiora sulle labbra del lettore.

Recensione a cura di Laura Bellini e supervisionata da Dylan Berro

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