Recensione a “Un’estate perfetta”, di Cassandra Nudo.

Adolescenza, spensieratezza, college. La protagonista di questa storia è Giulia, una ragazza seria: studia, legge, ama lo sport e la scrittura. Preferisce la compagnia degli animali, piuttosto che quella degli umani.
Tutto ciò lo apprendiamo dalla stessa descrizione che fa di sé Giulia, che subito dopo ci introduce anche gli altri personaggi del romanzo. Li descrive bene, nei loro pregi e difetti, elencandoli. Certo è un modo semplice di presentare i personaggi di una storia, forse Cassandra avrebbe potuto optare in qualcosa di più originale.

Come ogni estate, Giulia si prepara a trascorrere le vacanze estive con i suoi familiari nella casa grande in montagna.
La vicenda va avanti tingendosi di giallo, e il lettore comincia a interessarsi, a serrare il fiato: una sera la madre di Giulia minaccia di avvelenare la suocera. Qualche giorno dopo la nonna viene davvero trovata morta nel letto.  Chi l’avrà uccisa? Perché?
Sarà compito di Giulia indagare intorno a questo presunto omicidio, lei farà ricorso alla sua fervida immaginazione e alla sua grande testardaggine, mettendo in dubbio qualsiasi cosa. Le sue qualità, come detective, sono discutibili, spesso le sue deduzioni sembrano arrivare dal niente, come la lampadina che si accende nei fumetti. Durante la lettura pare, a tratti, di essere forzatamente spinti dai dialoghi e dalla trama spessa verso il risultato finale.

Una storia interessante, un giallo acerbo ma sulla strada giusta. Cosa significa?
Essenzialmente, Cassandra dimostra di conoscere bene il genere ma di metterlo in pratica con qualche difficoltà,  di saper costruire una vicenda discretamente solida e dei personaggi quantomeno verosimili.
Pecca poi – di tanto in tanto – nello stile, nell’ortografia, nel lessico: alcune ripetizioni di troppo, accenti nel verso sbagliato, una scrittura semplice ma comunque fluida, anche se alle volte cade in descrizioni superflue.
Come poteva essere migliorato? Io e Laura crediamo che i punti di forza Un’estate perfetta li possegga, e li abbiamo elencati.
Lasciamo comunque un nostro piccolo consiglio perché l’autrice possa, in futuro, migliorare!
E quindi:
Un romanzo va lasciato decantare, come il buon vino. Una volta finito lo si archivia, si attende che la storia non sia più la cosa a cui pensiamo giornalmente, ci distacchiamo dai personaggi e, solo allora, va ripreso e corretto. Questo ci permette di essere più obbiettivi riguardo ai nostri scritti. Con un buon lavoro di revisione questo romanzo avrebbe davvero avuto un sapore più frizzante.
In bocca al lupo a Cassandra!

Dylan e Laura

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