Recensione a: “E allora baciami” di Roberto Emanuelli, Rizzoli

“E allora baciami” è uno di quei romanzi che ho corteggiato a lungo. Leggo talmente tanto che mi sono dovuta arrendere al pensiero di comprare solo libri usati per non gravare troppo sulle mie risicate finanze. E così, dopo aver letto estratti su estratti di questo romanzo sul web, mi sono messa a pedinarlo.

Non vedevo l’ora di leggerlo, così l’ho fatto passare avanti anche a libri che stanno in attesa da molto più tempo.

Sarei curiosa di capire quanto tempo impiegate per capire se il romanzo che state leggendo vi piace oppure o no. A me succede dopo poche pagine. Ci sono quei libri che partono in sordina, e magari hanno qualcosa da raccontare nelle pagine successive, quelli che ti catturano da subito, e non è detto che finiscano alla stessa maniera e quelli che, dopo un centinaio di pagine ti fanno venire voglia di lasciar perdere e dedicarti a altre storie che la vita è breve e di romanzi da leggere ce ne sono tanti.

Avevo aspettato troppo questo romanzo per arrendermi, nonostante lo stile dell’autore non fosse affine alle mie corde. La narrazione è intervallata, troppo spesso, da frasi che io definisco “da citazione”, quelle che quando hai voglia di far bella figura sul web, o di creare una cartolina, sono perfette per l’occasione.

Non sarebbe nemmeno questo il problema, anche se alla lunga diventa pesate. Quello che più mi ha pesato è che queste espressioni risultano del tutto scollegate dal resto della narrazione, si sente che escono fuori dal testo, non si amalgamano a quello che l’autore ci sta raccontando.

Ho trovato molto calcato anche tutto il resto. Il rapporto fra padre e figlia, le loro conversazioni, l’incontro con Angela, gli amici…insomma è stato come leggere un libro in cui tutto era troppo. E si sa che il troppo stroppia!

A me ha fatto quest’effetto. Mi sentivo sovraccaricata durante la lettura e non ne ho goduto quanto avrei voluto.

Il romanzo parte con la scomparsa, che dovrebbe essere un mistero, di Angela. La donna lascia marito e figlia per avventurarsi non si sa dove. Sembra che questo debba essere il mistero della storia. La donna è viva o è morta? Perché, con tutto l’amore che provava per la sua famiglia, se n’è andata? Un mistero che si risolve, almeno in parte, dopo pochissime pagine e quando le cose diventano scontate per me il libro ha già perso in partenza.

Ho sperato che il colpo di scena arrivasse a farmi battere il cuore, ma non è stato così, ha anzi peggiorato la situazione.

Banale, ridondante, mieloso, scontato…non vado avanti con gli aggettivi che mi vengono in mente per descrivere questo romanzo, ma come avrete capito non ha risposto in maniera positiva alla mia curiosità di leggerlo.

Non sempre le sensazioni immaginate rispecchiano poi quelle che vengono trasmesse durante la lettura.

Recensione a cura di Laura Bellini

Condividi adesso!
Precedente Recensione a: “Roma in fiamme” di Franco Forte, Mondadori Successivo Recensione: Un ponte tra me e te-Arizona Ross

Lascia un commento

*