Recensione a “Attimi” di Marco Penzo

attimi

La recensione di Rosanna Sanseverino

Marco Penzo, laureato presso “Alma Mater Studiorum – Università di Bologna” in Lettere e Filosofia, si dedica con passione alla scrittura, in particolare di poesie. Torna a farsi recensire dopo “La nostra libertà”, con un’altra raccolta di poesie dal titolo “Attimi”.

La copertina esordisce così “Pagine che riflettono in versi le vibrazioni poetiche dell’autore: emerge il tema della speranza come attimo di bene, momento germinale di una progettualità che aspira a vivere in una società che davvero assuma i valori universalistici nel palpito condivido di autentiche relazioni umane”, per segnalarci già di cosa si parlerà in queste pagine. Attimi è un libricino dedicato alla speranza con una venatura di rabbia contro coloro che hanno sopraffatto il mondo, mangiato sulle debolezze dei loro “schiavi” promettendo false realtà e vomitandoci in un sistema fatto di bugie, gabbie, odio e repressione in cui l’amore per il prossimo, l’uguaglianza, le lotte di coloro che ci hanno preceduto e le loro morti sono state rilette anzi riscritte in chiave anticomunista e razziale dove per raggiungere il successo, andare lontano non devi ribellarti ad un sistema che ci vuole macchine uguali e perfette ma semplicemente devi assecondare. Ecco, Penzo attraverso rime pungenti e versi brevi fa trasparire proprio questo: l’insoddisfazione verso un sistema, un popolo che ha dimenticato la sua storia resa tale da figure come Ezio Raspanti, l’amico partigiano come lo chiama Penzo, che decise di lottare per la libertà e la democrazia che l’autore ricorda con questi versi

Rimembranze di un passato tragico.

Compagni persi nel tempo.

E ora rimani tu

E muori lasciandoci la speranza.

Quelle parole dette per ricordare

Quei tempi, per educare

E indicare come salvare

E lasciare il ricordo di verità.

Non furono affermazioni vane,

non atti di vanità, ma di onestà

e dicevi basta all’ipocrisia

e basta a chi si ostina all’odio.

La tua non è una fine:

Bella Ciao risuona

E gli amici cantano all’unisono.

E il vento fischia ancora”.

Ancora nelle pagine a venire, l’autore si mostrerà nella sua debolezza di cercare un senso in questo mondo semplicemente donando

Voglio donare al mondo,

un senso dell’esistenza.

Stare al mondo è forza di cambiamento

Non passività dell’anima.

Un’amicizia forte,

un amore indistruttibile.

Realizzarsi nella realtà

Camminare nella curiosità

Far sì che il mondo

Non sia uno stagno

Di animali morti,

ma contro la rea

passività combattere

vivere per conoscere

non per sopravvivere.”

Ma oltre questa rabbia, Marco lascia spazio anche all’amore, quel sentimento puro che si cela dietro l’amata, lo sguardo di chi ami che ti fa ancora sperare che qualcosa di bello possa accadere, come leggiamo nella poesia “Alla mia donna”

Sei la misura del mio cuore,

l’attimo della mia passione.

Sei il mio miracolo quotidiano,

il sogno più bello e delicato.

Regoli i battiti del mio cuore:

ma quanto è romantica l’ineffabilità.

La luna più bella è

Quella riflessa nei tuoi occhi”.

Consiglio questa raccolta a coloro che stanno cercando un imput, una via per uscire dal macabro gregge di idee uguali, a coloro che vogliono rompere gli schemi ed uscire da questa cisterna di vita in cui ogni persona è la copia di un’altra. Un libro che ci invita a combattere, a non essere inetti a reagire contro la massa, un libro per le persone che da tempo hanno capito che il mondo va cambiato ma che non hanno ancora capito come fare per renderlo un girotondo di anime pulite in cui ci sia possibile parlare di diversità, di colori della pelle senza essere discriminati, in cui far rivivere gli ideali del tempo andato.

Rosanna Sanseverino

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