Recensione a “D’Ark – Il gioco dell’alfiere” di Cristina Silvestri & Mirela Minkova Georgieva

D'Ark
Recensione di Eleonora Monti

Nella città di Rocha il pericolo è sempre dietro l’angolo.

Cos’è davvero il male? Si può distinguere da cosa non lo è?
In un mondo corrotto arriva una figura tanto misteriosa quanto intenzionata a riportare la luce in un luogo ormai sopraffatto dalla cattiveria e dall’ingiustizia.

D’Ark, chi è davvero?
La trama è un’interfaccia tra due fratelli, Giorgia e Michele Mestri, lavori diversi e diverse personalità si incontrano nel vivere quotidiano della ricerca.

Primo volume di una trilogia scritto a quattro mani da due ragazze, che firmano un romanzo che fonde perfettamente due menti in uno scritto ben elaborato.
Fantasy ad ambientazione politica diviso tra giornalismo e forze dell’ordine. L’attenzione ricade in sfumature conosciute, un misto tra Dylan Dog nelle sfumature di alcuni personaggi e Ghotam City nell’ambientazione della città, connubio giocato bene, bello il risultato.
Il libro è come diviso in due storie parallele di due fratelli, Giorgia e Michele Mestri.
Giorgia ha una personalità molto interessante, forte e determinata. Michele invece sembra inizialmente arrancare in cose più grandi di lui. Entrambi però sapranno destreggiarsi nelle questioni che si ritrovano ad affrontare.
Due lati di una stessa medaglia, Giorgia è sulla traccia di Guignol, un serial killer, per catturarlo e porre fine alla paura che dilaga in città. Michele, da giornalista, segue un caso politico poco chiaro per scoprirne la verità.

In tutto questo ci si chiede: Chi è davvero D’Ark? Questo misterioso “eroe” che si aggira per la città di Rocha?
Attendiamo gli altri volumi, storia interessante.

E ora una citazione…

Combattere e vivere nel modo più onesto possibile è solo utopia…

Recensione a cura di Eleonora Monti.

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