Recensione a: “I giorni dell’amore e della guerra” di Carla Maria Russo

«Se io potessi scrivere tutto, farei stupire il mondo»

Pare che queste parole siano state pronunciate da Caterina Sforza a un frate, durante i suoi ultimi anni di vita. Non si stenta a credere che le sue parole celassero la verità perché, chiunque abbia letto qualcosa a riguardo di questa donna, sa benissimo di che tempra fosse fatta. E’ sicuramente un personaggio storico molto interessante, data in sposa a soli dieci anni a Girolamo Riario, diventa signora di Imola e Forlì. Dopo l’assassinio del marito prende in mano le redini politiche della sua città e si innamora perdutamente di Giacomo Feo, fratello minore del castellano che l’aveva aiutata a tenere in mano Forlì mentre la congiura ai danni della sua famiglia minacciava di strapparle il potere. Il loro fu un amore da romanzo, uno di quelli tragici che piacciono a me. Giacomo non poteva essere accettato dalla famiglia di Caterina, la quale non aveva contro solo lo zio Ludovico il Moro, signore di Milano, ma anche gli stessi figli. Questo matrimonio, se pur segreto non poteva avere un epilogo differente. La vendetta di Caterina, contro gli assassini di Giacomo fu inarrestabile e tremenda. Caterina non si limitò a perseguire le donne delle famiglie traditrici, perseguì anche i figli, addirittura quelli ancora in fasce, perfino le amanti e i loro bambini vennero presi e giustiziati. In molte pagine le cronache riportano le torture e la spaventosa morte di moltissime persone. Estirpò intere famiglie di cui non si sentì più parlare perdendo anche la benevolenza dei cittadini forlivesi. 

Un anno più tardi il suo cuore trovò di nuovo pace, grazie all’arrivo alla sua corte dell’ambasciatore della Repubblica di Firenze Giovanni de’Medici, detto il Popolano. Questa volta nessuno si oppose alle nozze e la loro unione segnò la nascita della linea dinastica granducale dei Medici. 

Diciamocelo. Caterina non ebbe fortuna in amore, ma fu una donna anomala per i tempi in cui visse, degna erede del nome che portava. Un carattere forte, indipendente, non manovrabile. Una donna sicura delle proprie scelte, anche quando non erano in linea con la politica. Non c’è molto da romanzare sulla sua vita, ma Carla Maria Russo con la sua straordinaria penna rende le vicende narrate ancora più coinvolgenti. 

La parte più difficile è sicuramente quella di riportare la psicologia di un personaggio di tale spessore e con molteplici sfaccettature come lo è stata Caterina eppure, mentre leggi, hai la sensazione di sfogliare le pagine del diario di un’amica. 

Sul panorama italiano sono davvero poche le scrittrici di romanzi storici che riescono a fare questo. La Russo ti prende per mano e ti porta nel passato rendendoti spettatore degli eventi senza mai cadere nell’errore di portare modernità nella storia. 

Recensione a cura di Laura Bellini

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