Recensione a: “La coppia perfetta” di B.A. Paris

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LA RECENSIONE

Grace e Jack sono la coppia perfetta, o almeno lo sono agli occhi degli altri. Accade sempre così, dall’esterno siamo tutti pronti a giudicare, fermandoci spesso alle apparenze, senza riflettere che nessuno di noi sa cosa accade fra le mura domestiche altrui.

Jack è l’uomo dei sogni, ha un lavoro importante, è bellissimo e tratta la moglie come una regina. Grace non sbaglia mai, il suo atteggiamento, le cose dice, quello che fa, è tutto straordinariamente fatto bene.

La loro storia è un amore da favola, nato con Jack che invita a ballare la sorella down di Grace. I due si sposano dopo pochi mesi di frequentazione e Grace si sente la donna più fortunata del mondo. Ancora non sa che l’animo di Jack è tormentato da un passato di violenze, non sa che l’uomo che ha sposato è un sadico che gode della paura altrui. Jack non picchia Grace, la sua è una violenza psicologica, la tormenta tenendola lontana dalla sorella, aspettando il momento che lei compia la maggior età per accoglierla in casa loro e godere della sua sofferenza fino a portarla alla morte.

Grace tenta di ribellarsi, ma Jack è abile, prevede ogni mossa, non le lascia via di fuga fintanto che anche Grace si convince che non ci sia nulla da fare per fermare quel mostro con cui abita.

Il romanzo è un pugno allo stomaco, pagina dopo pagina, più ci si addentra nella mente perversa di Jack, più fa male. L’autrice rende tutto tanto vivido che è inevitabile ritrovarsi senza fiato ogni volta che Grace subisce qualche maltrattamento psicologico. Ci sono gli amici della coppia, ciechi di fronte a quello che succede, e tu ti domandi come sia possibile non notare che quel matrimonio tanto perfetto nasconde qualcosa che non va. Eppure qualcuno si accorge che c’è qualcosa che non va, qualcuno che nell’ombra sarà  l’ancora di salvezza per Grace. 

Bello, bello è davvero riduttivo perché questo romanzo è straordinario. Meraviglioso per la sua potenza narrativa, per l’impatto che ha con il lettore. Non è possibile posarlo sul comodino, non ci si fa a lasciare la lettura finché non si è arrivati all’ultima pagina e quando questo accade significa che chi l’ha scritto ha fatto centro. Magistrale la descrizione della vittima, non solo quella del carnefice. Grace a un certo punto del romanzo sembra arrendersi alla sua condizione di prigionia, è apatica, sa che accadrà il peggio ma non ha più le forze per escogitare un piano per fuggire. Si riscuoterà solo grazie all’amore, quello incondizionato che nutre verso sua sorella Millie. Le emozioni della protagonista ci vengono descritte come se fossero un dipinto, non le si legge, ma le si prova sulla propria pelle. La paura di fallire quando le si presenta l’occasione per salvarsi, l’ansia dell’attesa, il peso della presenza costante del marito. Un film non potrebbe rendere tanto quanto lo fanno le pagine di questo libro. 

Magnifico, davvero. Un romanzo che mi sento di consigliare a occhi chiusi.

Recensione a cura di Laura Bellini

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