Recensione a: “La fuga” di James Dashner (Maze Runner)

Secondo libro letto in una giornata, non tanto per il piacere di finirlo, quanto per il desiderio di capire se qualche a domanda, sorta nel primo capitolo, avrei trovato risposta.

Dopo essere usciti dal labirinto Thomas e gli altri radurai vengono salvati da un gruppo di persone che scompaiono improvvisamente nel nulla. Nel luogo dove sono stati portati, accadono cose strane. Prima degli uomini, che dicono di essere degli spaccati, tentano di penetrare nell’edificio, poi le persone che avevano aiutato i nostri personaggi a fuggire dalla C.A.T.T.I.V.O vengono trovati morti impiccati e la stanza è piena di odore di decomposizione, ma poco dopo i cadaveri spariscono insieme all’odore. Di Teresa, che fino a qualche istante prima, aveva parlato telepaticamente con Thomas, non c’è più traccia. I ragazzi sono sempre più confusi e a niente vale la spiegazione di un uomo che appare all’improvviso, protetto da una parete invisibile, che comunica loro che l’indomani avrebbero dovuto affrontare l’ultima prova. Thomas e gli amici non hanno altra scelta che affrontare il mondo esterno, con tutti i pericoli che comporta, per giungere alla fine del loro viaggio. Ma sarà davvero la fine di tutto? O per i nostri protagonisti l’incubo sarà solo all’inizio?

Diciamocelo, l’incubo non è solo quello dei personaggi della saga, ma anche del lettore che deve districarsi ancora fra informazioni date per metà, spiegazioni che non sono mai la verità e nuovi enigmi. Senza parlare della domanda fondamentale. Perché questi ragazzi devono affrontare tante prove per salvare il mondo? Perché sono immuni alla malattia che devasta il pianeta? Ma allora che senso ha che debbano combattere con mostri o strane creazioni dell’organizzazione che li controlla? In generale tutta l’idea a me continua ad apparire confusa e oltretutto non si fanno passi avanti nella narrazione, anzi, a un certo punto non si capisce davvero più nulla dell’intera trama. Dove vorrà andare a parare? Quale sarà la fine di questo percorso?

Giuro che non vedo l’ora di scoprirlo per capire se quello che ho letto fino a oggi è solo un’accozzaglia di idee confuse o se la saga ha un filo logico che si spiegherà solo alla fine. E dico alla fine perché sono già a buon punto del terzo romanzo, ma ancora brancolo nel buio.

Quando ho scelto questi romanzi avevo voglia di leggere un distopico, una pausa da tutti i romanzi storici che leggo, ma più vado avanti, più capisco perché amo tanto i romanzi storici.

A me piacciono i fantasy, anche quelli davvero molto fantasiosi, ma questa saga è talmente confusionaria che la lettura risulta davvero difficile, non c’è empatia con i personaggi, a parte forse Minho che è il ragazzo che al momento ha avuto da sempre lo stesso comportamento. Non c’è coerenza, l’intreccio è davvero mal spiegato perché il lettore possa appassionarsi alle vicende. Almeno a me è questo che stanno trasmettendo i libri.

Non mi resta che aspettare di finire l’ultimo romanzo.

Recensione a cura di Laura Bellini

 

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