Recensione a: “La libreria dei sogni che si avverano” di Christel Noir

“La libreria dei sogni che si avverano” è uno di quei romanzi che mi sono pentita di aver comprato, dopo solo poche pagine di lettura. Avrei potuto abbandonarlo, ma spesso mi è capitato di detestare un romanzo alle prime battute per poi innamorarmene, così non ho desistito e mi sono sorbita tutte le duecentosessanta e qualche spicciolo pagine. 

In una manciata di pagine si capisce già quale sarà la love story del romanzo, e se per caso qualche lettore non ci arrivasse, ci pensa l’autrice a spiegarlo bene, dato che dopo essersi appena incontrati, i due sono già certi di essere l’anima gemella uno dell’altro. Va bene, non era un romance dichiarato, ma ci può stare, posso anche far finta che questa cosa non mi abbia già rovinato il gusto della lettura e vado avanti. Sono curiosa di scoprire il ruolo dell’angelo custode.

Signori miei, preparatevi a trovarvi di fronte alla caricatura peggio riuscita della letteratura e alla reazione meno credibile possibile della protagonista di cui voglio anche dimenticare il nome. Non so se nell’intento dell’autrice possa esserci stata l’idea di risultare divertente, ma non c’è riuscita, al contrario, ha reso la figura che, in teoria, avrebbe dovuto essere la chiave di svolta per la sua “protetta” una marionetta. 

Per non parlare dello stile, o della mancanza dello stesso da parte del traduttore, dell’autrice. A me ha dato la sensazione di una bozza di romanzo, uno a cui manca ancora tutto per poter essere leggibile.

Ovviamente non c’è una cosa e dico una che in questo romanzo non vada per il verso giusto, ma d’altronde lo sappiamo tutti che la vita vera è così, che tutto si risolve nel migliore dei modi, anche quando non si vede alcuna luce in fondo al tunnel.

Si legge per far volare, per evadere dalla realtà che spesso fa schifo, ma io mi chiedo se davvero i lettori vogliono questo, come fanno a immedesimarsi in una favoletta quando non c’è possibilità di “sognare” perché tutto è talmente inverosimile che non ci si può immedesimare in niente di ciò che viene raccontato. Vorrei davvero capirlo.

Libro chiuso e adesso passiamo ad altro, sperando di potermi perdere in qualcosa di più interessante.

Recensione a cura di Laura Bellini

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