Recensione a: “La maledizione del re” di Philippa Gregory, Sperling & Kupfer edizioni

Ci sono romanzi che sai entreranno a far parte della tua libreria, senza bisogno di pensarci. A me accade questo ogni volta che scopro che la Gregory ha scritto un nuovo romanzo. Amo la storia inglese e non c’è romanzo, saggio o libro di ambientazione che io possa perdermi. Con la Gregory però vado sempre sul sicuro, so che i suoi romanzi mi piaceranno e devo ammettere che “La maledizione del re” è uno fra i migliori che abbia scritto. 

Questa volta a raccontarci gli eventi è Margaret Pole, ultima figlia di York, l’unica donna che potrebbe minare le basi della difficile conquista del trono dei Tudor. Margaret è una donna intelligente, sa che vantare di essere una Plantageneta può condurre a una sola strada, quella della Torre e alla morte, così com’è accaduto al fratello e agli altri suoi consanguinei. Per questo accetta di sposare un nobile di basso rango e di trascorrere una vita in sordina, senza destare clamori, sempre a disposizione della famiglia reale.

Sua cugina Elisabetta, la regina, le affida il figlio Arthur, erede al trono, facendola diventare dama di compagnia anche della futura regina Caterina D’Aragona. Fra le due donne nasce una profonda amicizia che non verrà mai messa in discussione nemmeno quando Caterina cadrà in disgrazia. Margaret assicura un posto di rilievo a corte per i proprio figli, ma Enrico VIII, divenuto re dopo la morte del padre e del fratello, si trasforma ben presto, da giovane e amato principe, a un re terribile e pericoloso. nessuno è più al sicuro durante il suo governo, nemmeno gli amici più cari.

Non amo particolarmente quando la voce dell’autore irrompe nella storia, facendo sentire la sua inclinazione per uno o più personaggi, ma con la Gregory questo particolare non mi disturba. Lei è palesemente dalla parte degli York, (e come darle torto!), ma non usa questa simpatia per ritrarre gli avversari come abbietti. Enrico VIII fu davvero un re inquieto, capace di fondare le basi di quella che sarà una delle potenze mondiali per secoli, dopo la sua morte, ma incline a soddisfare ogni suo capriccio, a discapito di chiunque.

Le sue povere mogli hanno tutte pagato un prezzo molto alto per indossare la corona. Non solo loro però perché alla corte di questo re non c’era niente di certo, anche la fedeltà più assoluta non era una garanzia per conservare la testa attaccata al collo.

Ho pianto, ve lo confesso. Conosco a memoria questa parte della storia inglese, ma non ho potuto fare a meno di versare lacrime per chi è finito a pagare il prezzo della follia di Enrico. Non vi racconto molto su questo perché i romanzi della Gregory sono talmente appassionanti che si possono leggere anche se non si ama la storia, e se non la conoscete vi farei spoiler sul finale. Forse è questo che mi piace molto di quest’autrice, il suo saper rendere un libro che, di certo, una volta finito ti ha insegnato qualcosa, adatto a tutti. 

La storia, quella vera, si amalgama con il romanzo senza mai prevaricare. Perché, se è vero che un romanzo storico non deve essere solo di ambientazione, ma come ripeto sempre, deve lasciarti un insegnamento, è anche vero che chi vuol approfondire determinati eventi, con date e particolari, può tranquillamente cercare un saggio e farlo da solo. Eppure i suoi libri sono curati dall’inizio alla fine. 

Amerete i personaggi perché un conto è sentirne parlare sui libri di storia, un altro è immaginarli nella loro quotidianità e vivere con loro ascese e sconfitte. Vi sentirete come a casa, benché vivrete alla corte inglese e vi posso assicurare che sentirete uno strano gelo ogni volta che si parlerà della Torre di Londra. 

Ho finito questo romanzo con l’amaro in bocca perché non so quanto dovrò aspettare per sapere se la Gregory avrà intenzione di scrivere altro su questo periodo storico. Non so se avrà voglia di tornare ancora più indietro, magari scrivendo sulla nascita della dinastia dei Plantageneti, o se proseguirà dalla morte di Elisabetta.

Quello di cui sono sicura è che questa scrittrice è una delle mie preferite e che vi consiglierei i suoi romanzi a occhi chiusi!

Recensione a cura di Laura Bellini

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