Recensione a: “La porta di Liv” e “L’ultimo segreto” di Kerstin Gier

Non sono solita recensire in blocco due libri di una saga, ma è già passato un pochino di tempo da quando li ho letti e il mio giudizio non è più sui singoli romanzi, ma sull’intera saga.

Dopo una partenza con i fuochi d’artificio, nel secondo romanzo la Gier si arresta un pochino. Non perché la storia sia noiosa o non ci siano colpi di scena, ma il secondo libro della serie lo si legge come se fosse di passaggio. Il terzo invece risolve ogni cosa, com’è giusto che sia, anche se la Gier non si è sforzata di trovare una spiegazione plausibile per le porte dei sogni da lei create. idea stupenda, fra l’altro. Ho comunque preferito una non spiegazione a una macchinazione forzata per farci capire come si era inventata il mondo dei sogni. Jasper si è trasferito in Francia nella seconda parte della storia. Scelta opinabile, dato che era partito come il più bello di tutto il gruppo. C’è da dire che anche il suo ritorno è passato sotto tono, fino alla parte finale, quando l’autrice ci tiene a raccontarci la sua nuova love story, che, lo confesso, poteva evitare. Grayson si accorge che Emily non è la ragazza adatta lui, ma in realtà non si capisce molto bene quello che frulla per la testa di questo ragazzo. L’ho vissuto come un co-protagonista, ma a conti fatti la sua figura è risultata abbastanza marginale. a parte qualche piccolo lampo di genio, perde tutto il mistero che si era conquistato nella prima parte. E così va avanti fino alla fine. Un momento sembra prendere in mano le redini della situazione e quello successivo torna a essere un ragazzo spaventato da ciò che succede loro e si chiude nel suo guscio. Anabel è sempre più pazza, ma poi si capirà il motivo per cui questa ragazza crede fermamente nell’esistenza di questo demone pronto a conquistare il mondo. Il demone esiste, ma non è così soprannaturale come lei crede. Arthur è l’antagonista delle vicende. Se devo dire che questo gruppo di amici così diviso, dopo anni e anni di un legame che sembrava indissolubile, mi sia piaciuta, mentirei. Avrei apprezzato di più un altro tipo di sviluppo, ma forse sarebbe stato un altro libro! Mia, lo vedrete, sarà una sorpresa. La sorellina di Liv è una delle protagoniste che più mi è piaciuta in questa saga. Sagace, divertente, con un forte carattere. Sono sicura che sorprenderà anche voi. Persefone, Florence e Emily avranno un’evoluzione un tantino inaspettata. Niente che abbia davvero a che fare con la storia in sé, ma anche i personaggi secondari di questa saga hanno un ruolo ben definito che serve a comporre i tasselli di tutte le vicende.

Rimangono Liv e Henry. la loro storia, come ho già detto, mi è entrata nel cuore perché la Gier ha il dono di non ricamare sopra i sentimenti ma di mostrarli come sono nella quotidianità. Ci parla di una storia d’amore che tutti noi potremmo vivere. Una relazione non facile fra due persone che hanno un passato e dei dubbi sul futuro. A volte Liv ne esce un tantino troppo complessata, non vi dico perché, ma la comparsa di Matt nella storia non mi ha entusiasmata moltissimo.  In ogni caso la loro relazione entra nel cuore ed è di una dolcezza disarmante. Confesso di essermi commossa un pochino e giuro che non mi succede mai per quanto riguarda le storie d’amore con lieto fine scontato.

Mi rendo conto di muovere molte critiche, ma questa saga mi è piaciuta tantissimo. Mi ha fatto riscoprire la voglia di leggere, di tanto in tanto, qualcosa di fantastico, in grado di farci sognare e di farci credere che, oltre a questo nostro mondo, esista altro. 

Recensione a cura di Laura Bellini

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