recensione a: “La rivelazione” di James Dashner (Maze Runner)

Ho finito il romanzo qualche giorno fa, ma per motivi organizzativi, non ho avuto tempo di scrivere la recensione. Quando oggi mi sono trovata di fronte a questo foglio bianco ho avuto seri problemi di memoria e non è stato facile assemblare le idee per dare un senso all’articolo.

Questo preambolo dovrebbe già farvi capire che il finale di questa saga non è riuscito a riscattare i libri che lo precedono. In altre occasioni avrei dato la colpa al fatto che non leggo più molto al di fuori dei romanzi storici, ma questa volta ho proprio scelto io un distopico, quindi deduco che la responsabilità è solo del libro che a me non ha trasmesso quello che ha fatto con altri lettori.

Sono ripetitiva, ma ho trovato l’idea molto buona, purtroppo però sviluppata con una confusione tale che nemmeno alla fine il lettore riesce a mettere insieme i tasselli del puzzle. In verità lo fa, ma forzatamente, non ci sono incastri che si svelano da soli. Fino all’ultima pagina è un continuo di avvenimenti che appaiono molto scollegati fra loro.

Poi tutto si risolve magicamente, in gergo tecnico si dice deus ex machina ed è una delle cose che in letteratura a me piace meno di tutti. Mi indispettisce proprio!

Non voglio parlare della trama perché svelerei risvolti che per chi volesse leggere il libro, sarebbero veri e propri spoiler, ma in tutto questo calderone è stato gettato di ogni. Malattie, catastrofi, società misteriose, paladini, ragazzi speciali…non manca nulla e si sa, se si mette troppa carne al fuoco, questa si brucia.

Per non parlare dell’epilogo. Va bene, io sarò disillusa e amante delle tragedie, ma la trovata che ha avuto l’autore per chiudere questa saga, fa apparire Biancaneve un romanzo dal finale al cardiopalmo!

Non mi dilungo, mi dispiace solo non aver esaurito la mia voglia di distopico, ma sapete una cosa? Sul comodino ho già un bel romanzo storico!

Recensione a cura di Laura Bellini

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