Recensione a: “La verità di Amelia” di Kimberly McCreight

Amelia è una figlia perfetta, bella e brava a scuola, ma Kate, sua madre, capisce troppo tardi di conoscere solo il velo superficiale dell’animo di sua figlia. Perché Amelia si sente sola e ha fame di risposte. Sylvia , la sua migliore amica è troppo presa dalle sue disavventure con i vari fidanzati, per prestare attenzione a lei. Ben, il suo amico virtuale, abita troppo lontano per esserle di reale conforto. E sua madre, per quanto non le faccia mancare affetto, è sempre troppo presa dal lavoro. Così Amelia finisce per frequentare una confraternita, le cui prove di ammissione sono al limite, e spesso lo superano, del bullismo. Eppure Amelia non denuncia le loro cattiverie perché in quella confraternita c’è Dylan. Amelia che iniziava a credere di non potersi innamorare, trova nella ragazza la risposta alle sue preoccupazioni. Si innamora di Dylan e per lei è pronta a fare ogni cosa.

Sebbene tutto porti a credere che il gesto di Amelia sia stato un suicidio, la madre non se ne dà pace e inizia così una ricerca fra la vita della figlia che farà venire a galla sordidi eventi.
Un bel libro, dalla storia molto coinvolgente. È uno di quei romanzi che si leggono piano piano, che non ti mettono fretta. La storia non è costruita sul dolore di una madre che perde la sua unica ragione di vita e questo è di sicuro un punto di forza. Tutto ruota intorno alla scoperta di chi era Amelia, di ciò che provava, di come affrontava l’adolescenza. Straordinaria la capacità dell’autrice di mettersi nei panni di una ragazza di quell’età e rendere tutto decisamente credibile.
Bello anche il finale, anche se, lo confesso, avevo ipotizzato il “colpevole” fin dall’inizio e avevo anche capito chi si nascondesse dietro Ben.
Un romanzo triste, non aspettatevi nulla di più perché comunque si affronta la morte più terribile, quella di un figlio. Un romanzo che però porta anche un messaggio di speranza. 
 
Recensione a cura di Laura Bellini
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