Recensione a “SACRIFICE – Rya Series” di Barbara Bolzan

Recensione a cura di Sara Cordioli
Sinossi:

Era questo che faceva Nemi, quindi. Non l’amore di Blodric nella nostra stanza profumata, non le notti che avevo trascorso tra le sue braccia a Temarin. Ma questo. Qualcosa di sporco, di rozzo, di doloroso e degradante. Poche parole nel corso della contrattazione, due corpi umidi e sudati, la nausea che si trasformava in conato, l’imperativo: Non piangere! scolpito nella mente, bocche e seni e braccia e gambe avviluppate. Poi, due monete lasciate sul letto e addio.

Non dimenticare mai chi sei, Rya. Ora che la strada intrapresa è incerta e il futuro altrettanto pieno di insidie, l’amore guida i suoi passi e la spinge a scelte difficili. Convinta di raggiungere Nemi, la principessa non può venir meno a se stessa e decide così di affrontare la dura realtà, la stessa che non ha mai davvero avuto il coraggio di guardare con i giusti occhi.

L’Idrethia non è il luogo meraviglioso delle sue fantasie, è una prigione che inghiotte e getta nel fango, perché la vita fuori dal palazzo non è quella dei ricchi, ma di chi lotta per sopravvivere.
Il secondo capitolo di una saga avvincente, Sacrifice è il romanzo che dà nuova linfa alle vicende di Rya, una donna contro un mondo sconosciuto , che combatte per la dignità e per i suoi sentimenti. Perché una Niva non demorde, una Niva non si arrende mai.

Volete sapere che ne penso?

Ancora una volta ci troviamo a vagare nell’infinito mondo di Rya, che mi ha rapito in Fracture e mia ha tenuto ancorata a sé in Sacrifice.
Troviamo una Rya abbandonata da Nemi, che deve riuscire a sopravvivere in un mondo che non conosceva, perché abituata a vivere tra le mura di palazzi, dove non ci si preoccupava di riuscire a passare la notte perché abituati a sfarzo e servigi. Purtroppo la nostra principessa deve darsi da fare nel modo più rozzo, senza perdere l’ingegno e l’intuito.

Si farà forza, userà la furbizia per farsi largo tra la gente che la vede solo come una ragazza sporca, giunta dalla strada, che ha da poco imparato a stare al mondo. Incontreremo nuove figure, come Melina e Roxile, e ne rivedremo di vecchie, come Alsisia e Strevj. Una volta tornata al castello, Rya si dimostrerà davvero per ciò che è oppure tornerà ad essere la principessa che del mondo non sapeva nulla?
E Nemi? Farà ritorno oppure lascerà le cose come stanno, nascondendosi dietro a un velo di mistero?

Restiamo in attesa di Deception, nel frattempo siete curiosi di sbirciare nel mondo di Temarin?

Un estratto per voi:

Nell’aria risuonava il rumore ritmico dei martelli dei carpentieri del sobborgo e il tramestio dei carretti di passaggio. Non ci badavo. Ciò che accadeva fuori dalle mura del bordello era estraneo e lontano. Non mi apparteneva. Era inutile pensare alla vita fuori. Sollevai a fatica il cesto pieno di lenzuola e, sistemandomelo sull’anca, uscii dalla lavanderia. Le piogge ci avevano concesso un attimo di tregua e, sebbene nel cortile ci fossero ancora grosse pozzanghere, il sole batteva forte sulla testa.

Col piede scacciai le galline che razzolavano, appoggiai al suolo la sporta e mi assicurai che la fune tesa tra due paletti fosse stabile. Cominciai a stendere i panni, badando che non toccassero il suolo. Dopo tutta la fatica che avevo fatto per lavarli, non avrei permesso che si inzaccherassero di nuovo. Il cielo era una distesa celeste, doloroso nella sua lacerante bellezza, e il vento faceva correre veloci le nuvole, bianche e gonfie come un cuscino in piuma d’oca. Alsisia avrebbe chiuso gli occhi e rivolto il viso verso il sole, lasciandosi baciare dai suoi raggi. Ci era sempre piaciuto starcene sdraiate nell’erba, d’estate, col viso che ci si abbronzava lentamente e si riempiva di lentiggini.

Recensione a cura di Sara Cordioli

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