Recensione a: “I segreti della casa sul lago” di Kate Morton

i-segreti-della-casa-sul-lago-the-lake-house-di-kate-mortonLo dico subito, senza indugi: questo romanzo è bellissimo!

L’ho comprato solo perché nella trama avevo letto che era ambientato in Cornovaglia, non ricordavo altro, se non un luogo che mi ha sempre affascinato. Non è stato un acquisto ragionato, ma fatto d’impulso e a distanza di tempo dall’averlo scoperto in libreria. Non avevo mai letto niente di quest’autrice e sono indecisa se comprare io meno qualche altro suo romanzo per paura di sciupare la bellissima impressione che ne ho avuto.

Innanzitutto soffermatevi sul prologo. Se trovate questo libro in uno scaffale, prendetevi il tempo di leggerlo e sono pronta a scommettere di vedervi uscire dalla libreria con lo sguardo incollato alle pagine.

Non si può classificare in un genere preciso, ma penso che sia più vicino a un giallo che a qualsiasi altro genere narrativo. Pensate che io ricordavo trattasse una storia d’amore! In effetti l’amore è presente, ma non è il perno su cui ruotano le vicende. O meglio, da un lato sì, è grazie o a causa dell’amore che gli avvenimenti prendono determinate pieghe, ma non aspettatevi storie romantiche raccontate come va di moda adesso. L’amore che qui narrato fa riferimento al lavoro, alla famiglia, e non solo al rapporto di coppia.

Dopo aver letto il prologo si va avanti con la lettura aspettandosi una spiegazione, il motivo per cui tutto parte da quel punto e come sia successo. La storia è narrata con un continuo flashback fra il periodo compreso tra la prima e la seconda guerra mondiale e i giorni nostri.

Due storie che si intrecciano per un caso fortuito. quella di Alice Edevan e quella di Sady Sparrow, entrambe le donne legate a una misteriosa scomparsa. due protagoniste differenti che condividono però un carattere forte e determinato.

“La chiave per il romanzo perfetto era far ruotare la trama intorno alla soluzione di un reato; e per tutto il tempo si doveva prendere in giro il lettore inducendolo a credere che stava facendo una cosa, quando in realtà stava facendo allegramente tutt’altro.

E la Morton è bravissima a manipolare il lettore, a condurlo dove vuole facendogli credere di essere sulla strada giusta per poi reindirizzarlo e fargli cambiare così tante volte percorso, convinto di seguire sempre la strada giusta, che pur avendo la soluzione sotto gli occhi, non riesce a coglierla.

Un romanzo che è ricco di particolari questo. Descrizioni accuratissime che non risultano mai appesantire la lettura, tutt’altro. La casa sul lago diventa un posto famigliare, a tal punto che si ha la netta sensazione di leggere di un luogo in cui si è già stati.

I personaggi sono delineati perfettamente. La capacità di questa scrittrice di tirar fuori diverse psicologie per metterle poi a confronto è spettacolare. Nessuno del personaggi descritti, nemmeno quelli che appaiono secondari, sono inseriti nella storia per caso. C’è una finalità per ogni cosa, ma voi non lo saprete finché non avrete chiuso, con un po’ di malinconia, questo straordinario romanzo.

Uscivo da una bella lettura, una trilogia di cui sicuramente vi parlerò, e avevo scelto questo libro perché lo immaginavo poco impegnativo e leggero, invece mi sono trovata fra le mani un vero capolavoro dal quale faticavo a staccare gli occhi.

Recensione a cura di Laura Bellini

 

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