Recensione a: “The Century Trilogy” di Ken Follett

13Quando penso alle epopee di Follett descritte nei suoi due libri di maggior successo “I pilastri della terra” e “Mondo senza fine” ho ancora i brividi. Dire di averli amati sarebbe riduttivo, io li ho adorati dalla prima all’ultima pagina, tanto che non mi hanno disturbato nemmeno i particolari doviziosi su come si costruiscono le cattedrali. Ho una laurea in architettura, conseguita ad Honorem, ma questa è un’altra storia 😀

Dopo tanti anni l’idea di leggere qualcosa di altrettanto straordinario mi solleticava la curiosità, tant’è che non ho avuto dubbi su questa saga, ho aspettato che fossero usciti tutti i libri e li ho comprati, nuovi, in edizione rilegata, in blocco.

Ammetto di aver aspettato molto tempo prima di avventurarmi nella lettura, ma ero certa che una volta iniziata mi sarei persa fra le pagine di questi tre romanzi.

In sostanza la trilogia è composta da tre libri che raccontano il novecento: “La caduta dei giganti” ambientato nel periodo della prima guerra mondiale, “L’inverno del mondo” che tratta la seconda guerra mondiale, e infine, questo “I giorni dell’eternità” che va dagli anni ’60 fino alla caduta del muro di Berlino.

Sulla carta le potenzialità erano molteplici e, appena iniziato a leggere, ho immaginato di trovarmi di fronte a uno dei capolavori che tanto amo. Mi sentivo sul ciglio di un enorme dirupo e davanti a me un panorama mozzafiato che aspettava solo di essere contemplato.

Peccato che probabilmente non ho dosato bene i miei passi e mi sono trovata a ruzzolare giù per il dirupo nemmeno dopo troppe pagine!

La storia, che doveva essere importante per la trama dei romanzi, si riduce a un continuo conflitto politico. Questo accade in tutti e tre i libri. I personaggi sono sempre gli stessi, nel scorso del secolo, generazione dopo generazione. Il vero problema, quello che almeno io ho riscontrato. è la piattezza di ogni protagonista. Più che inserito nel contesto narrativo io ho trovato ognuno di loro stereotipato, senza vitalità, non ho provato empatia, ma nemmeno simpatia, per nessuno. Leggevo qualcosa da cui mi sentivo estranea, come se stessi curiosando fra cose non mie, senza il permesso dei proprietari.

Mi sono imposta di non mollare, dopotutto molti dei miei libri preferiti sono cominciati con una lettura poco entusiasmante, ma più andavo avanti più mi rendevo conto che le mie aspettative sarebbero state deluse.

Questa trilogia doveva raccontarci quello che definiscono il secolo più buio dell’età moderna, ma per me la cosa più buia in assoluto è stata la lettura di questi tre libri.

Recensione a cura di Laura Bellini

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