#Recensi-Dì: Ultima birra al Curlies Bar – Armando Bonato Casolaro

“Ultima birra al Curlies bar” narra le vicende di Gabriel Estevan, direttore d’orchestra che vive una vita un tantino pacata sotto tutti i punti di vista.

Rincorre il sogno di comporre un brano musicale tutto suo, ma forse non ha ancora trovato, nella sua esistenza, la scintilla che gli permettesse di realizzare questo sogno.

Accade però che un suo caro amico scompare. Il caso sembra chiuso quando ne viene annunciato il decesso dopo l’incidente dello yatch sul quale viaggiava. La vita di Gabriel va avanti, finché un bel giorno, non si presenta al suo cospetto il commissario Del Monaco.

Il poliziotto insiste nel porgli domande su Maurizio, l’amico scomparso.

Se in un primo momento le domande del poliziotto riguardo l’amicizia che lo legava a Maurizio lo indispettiscono e non ne capisce la rilevanza, a poco a poco, ripercorrendo le fasi di quel legame, Gabriel capisce che forse i tasselli non sono ancora tutti al loro posto.

Ed è proprio grazie a queste domande e questo viaggio nel passato che si metterà in moto il destino e Gabriel si troverà ad arrivare fino in India a cercare le risposte di una vita e bere un’ultima birra in onore di un’amicizia che è rimasta intatta nonostante tutto.

Non sarà solo questo a stravolgere la vita di Gabriel, o a dargli finalmente il senso adeguato, ma dal passato riemergerà anche un’altra figura. Lascio a voi il piacere, e il dovere, di scoprire di chi si tratta.

Tornai al banco e ordinai un’altra birra. Chiesi al barman se conosceva un certo Maurice, mi guardò facendo spallucce: io restai lì ad aspettare inutilmente una risposta. Quello continuava a muoversi velocemente a destra e a sinistra per servire la gente.

Mi fermai al bancone ancora quasi un’ora in attesa di una fantomatica apparizione; tant’è che dopo la mezza dozzina di birre, che nel frattempo avevo bevuto, ebbi l’impressione che il Curlies Bar avesse preso un andamento languido.

E di Maurizio nessuna traccia. Pareva che stessi cercando un’ombra.

Armando Bonato Casolaro è una voce che si impone nel panorama letterario. È un autore che sa il fatto suo e che è riuscito a intessere i fili di questo romanzo mescolando letteratura e musica dando vita a una storia che prende per mano il lettore da inizio a fine e non lo lascia, nemmeno una volta terminata la lettura.

Lo stile dell’autore è scorrevole e incalzante. Ho gradito particolarmente i cambi di ritmi e registri in base a quale fosse il personaggio, o la situazione descritta.

Gabriel è un uomo introverso, se vogliamo definirlo. Un uomo che ha bisogno di far luce dentro se stesso per poter seguire il cammino che è scritto nel suo destino. E intorno a lui ruotano molti personaggi, come fosse uno spettacolo teatrale.

Maurizio è sicuramente il perno della vita di Gabriel. Si sono conosciuti per caso, durante una festa di Capodanno, e sono diventati amici per scelta. Maurizio è la controparte di Gabriel, rispetto al musicista, lui sa come godersi la vita e non si fa mancare nulla.

Leggere questo romanzo è come prendere un puzzle di mille pezzi e mettersi a comporlo, curiosi di scoprire il risultato.

Tanti piccoli tasselli che andranno al loro posto mano a mano che la lettura procede.

Un libro intenso, carico di emozioni che vi consiglio di leggere. Non di divorarlo, questo è uno di quei romanzi che va assaporato!

Recensione a cura di Laura Bellini

 

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