Recensione: Un ponte tra me e te-Arizona Ross

La leggera brezza mattutina mi scompiglia i capelli e rende sopportabile la temperatura ancora elevata. Il cielo, di un azzurro brillante e senza nuvole rende meravigliosa la vista della città, con i suoi palazzi che svettano all’orizzonte”.

Il prologo è questo, e per chi non è mai uscito dalla propria città, può tranquillamente immaginare Manhattan e sentire il vento del mattino e il caldo umido della città.

Il romanzo, scritto in prima persona, è un cammino verso il cambiamento e verso l’amore ma è anche la dimostrazione che si possono vivere e realizzare due sogni contemporaneamente, uno fatto di strutture, palazzi, l’altro fatta di musica e parole.

Ma a New York sembrava che potesse succedere qualsiasi cosa in qualsiasi momento, era una città viva, con un cuore che pulsava”.

Rose, studentessa di architettura alla Columbia University ci porta con sé fra le meraviglie che la città offre, fra locali notturni e centri storici ma anche all’interno del suo cuore. Un cuore che prima d’allora non era mai stato emozionato, innamorato fino a quando non inciampa in un cuore tanto gelido all’apparenza quanto sofferente di Eric Jones.

Quando il ragazzo si girò, i suoi occhi improvvisamente si fissarono sui miei. Mi imbarazzai per essere stata colta mentre lo stavo osservando, ma non distolsi lo sguardo. C’era qualcosa nei suoi occhi verdi che mi colpì. Aveva l’espressione di una persona buona ma allo stesso tempo vissuta, ferito dalla vita”. Un incontro, questo, che ci mostra quanto l’amore ma anche le difficoltà della vita ci rendano cinici, vulnerabili e nonostante ciò l’amore continua a leccarci le ferite, a guarirci anche da ciò che non vorremmo lasciare andare,come il ricordo di una persona cara. In un anno di vita a Manhattan Rose ed Eric fanno crescere la loro relazione, iniziata tutta per un “testimoniare a favore” e continuata con “un appartamento nostro”.

In così poco tempo accade tutto quanto Rose non abbia mai programmato o cercato –“lo conoscevo soltanto da un anno, eppure aveva rivoluzionato la mia vita. Quasi non mi ricordavo neppure come fosse stare senza di lui”– eppure accade. Ma un destino violento si abbatte sulle vite dei newyorkesi, e di tutte le persone che abitano lì, americani e non, anche sulla vita di Rose ed Eric. Di quale destino sto parlando? Beh…l’attacco alle Torri Gemelle, –”l’11 settembre una parte di me aveva smesso di esistere”.

Una vita spezzata così ed un’altra che a fatica cerca di tenersi in piedi.

Il romanzo scorre piacevolmente ricollegandosi per tema al film “Remember me”, riuscendo a far immaginare ogni particolare della città, ogni sensazione provata dai personaggi, ogni gioia ed ogni paura, ma anche l’insicurezza e la forza che scopriamo dentro noi stessi.

Se lo consiglio?

Beh, se siete in un periodo di transizione, insicuri più che mai e cercate solo l’input per spiccare il volo, sì lo consiglio ma lo consiglio anche se siete alla ricerca di una lettura leggera e rilassante. Credo che questo romanzo, oltre ad essere letto per la storia d’amore debba essere letto per il messaggio fra le righe “inseguire i propri sogni, se son tanti meglio farli coincidere”.

Estratto: Eric se ne era andato, ma mi aveva lasciato tutto se stesso. Grazie a lui avevo trovato una sicurezza e una forza che non avrei mai pensato di avere e che non avrei mai perso. Mi aveva fatto trovare me stessa e continuavo a sentirlo sempre con me. E mentre guardo la croce di Ankh tatuata sul mio polso, dico a me stessa che lui è in un posto migliore. Questo pensiero è l’unica cosa che mi consente di andare avanti nella mia vita.

 Ponte

 

 

 

Recensione a cura di Rosanna Sanseverino 

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