#Rencensi-Dì: Lande Percorse, La grande guerra – Diego Romeo

Buongiorno, oggi per voi una recensione extra, al di fuori della coda lettura, che mi preme molto.

Ho ricevuto questo libro perché ho vinto il giveway della giornata autore di Diego Romeo, appunto.

Quando ho scoperto che si trattava di una saga fantasy ho avuto timore, perché in passato mi fu chiesto “Cosa ti aspetti dal fantasy?” e la mia risposta fu “Che mi faccia tornare a sognare”.

Ecco il mio timore.

Scrivere fantasy non è semplice, credo che scrivere in generale non sia semplice, ma ancora più arduo è il compito di uno scrittore che decide di mescolare immaginazione e realtà, cercando di restare fedele ad entrambi. Con mia grande gioia e commozione, Diego Romeo è riuscito nell’intento di farmi sognare ancora.

Spesso le prefazioni al lettore sono così scontate e spoglie che si finisce con il non leggerle, eppure il libro in questione si apre con una lettera amicale al lettore in cui più che spiegare l’obiettivo del libro stesso, mi ha aiutata a non dimenticare un passato non così passato ma sempre troppo presente. Si cerca di tenere vivo il ricordo delle due più grandi guerre al mondo dove “Dalle umiliazioni di interi Paesi nacquero nazionalismi esasperati che portarono alla nascita di dittature quali il Fascismo e Nazismo”.

Ora riuscite a capire quanto debba essere faticoso potersi definire un “grande scrittore”?

Mi piace che l’autore abbia scelto il termine ESASPERATI più di SEPARATI. Ebbene sì, esasperati, perché la prospettiva di un futuro migliore era già lontana allora, che oggi con tutto questo WELFARE si è allontanata ancora di più e siamo esasperati, agonizzati dall’idea di un futuro migliore.

Sinossi: ”Ho scelto te affinché sia il primo fra tutti i tuoi compagni, e la tua tribù eletta tra le genti”.

Da che parte ti schiereresti se sapessi che il tuo mondo sta per capitolare?
Due imperi millenari si daranno battaglia nelle piane delle Lande Percorse, per imporre la loro supremazia. Eroi a cavallo dei loro draghi affronteranno orde di pelle-verde e di demoni sanguinari, mentre navi volanti si daranno battaglia nei cieli delle Lande Percorse, in uno scontro dall’esito imprevisto.
Tutto sembrerà perduto, quando un manipolo di coraggiosi intraprenderà un pericoloso viaggio nel Mare Astrale, alla ricerca dell’unico negromante che ha scoperto il segreto della vita eterna,per chiedergli qualcosa d’impossibile.
Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de “Le Lande Percorse”.

Già dalla prima citazione e dalla prefazione ho constatato molti riferimenti:

biblici, in particolare la vicenda di Mosè scelto da Dio per salvare il popolo, la Grande guerra qui riferita al 1918-1939, il grande libro di Swift “I viaggi di Gulliver” e anche all’origine del mondo stesso con “In principio era caos”. Siamo dinanzi ad un fantasy non fantasy, ad una verità scoperta, partorita con difficoltà, amara e destabilizzante, riflesso di una verità che ancora ci portiamo addosso, l’eredità lasciataci dai nostri avi che ancora non abbiamo imparato a gestire, ancora non abbiamo imparato a convivere con il “multi verso”, il doppio, il diverso.

Per quanto fosse una visione ormai consueta, non riusciva ancora ad abituarsi all’ingiustizia profonda di quelle stragi”.

Una storia fluente grazie ad una scrittura immediata, centrata, diretta, addolcita a volte per smorzare la descrizione di cruenti battaglie.

Citazioni meticolose “L’equilibrio non era più rispettato in maniera uniforme, c’erano sacche impari di bene e male”, che lasciano la storia “sospesa”, quasi fosse un arrivederci sottolineata da queste parole.

La pace è il frutto di molte virtù: dialogo, comprensione e soprattutto giustizia. Senza tali requisiti non esiste una pace vera e duratura bensì un ordine di paura. Per ottenere pace stabile occorre difendere la libertà. Non promuove la pace il conquistatore, quando la pretende senza ritirarsi dalle conquiste. Come non promuove la pace nelle relazioni internazionali di un regime basato sul terrore e sull’oppressione dei cittadini. Questa è una lezione che ci ha dato la storia anteriore, e l’impero ha consolidato.

Per avere la pace occorre lavorare a favore della giustizia. Non è promossa la pace laddove aumentano l’ingiustizia e l’avidità, predominano voci di dolore e lamenti, e si moltiplicano quelli che soffrono di fame, i malati, i senzatetto. Un secondo errore pericoloso è credere che sviluppo significhi soltanto aumento della ricchezza e delle conoscenze tecniche. Al contrario, vero sviluppo esiste solo nella misura in cui migliora il tenore di vita dei più deboli. Se viene incrementata la ricchezza dei ricchi, non abbiamo sviluppo, bensì barbarie. Tutti noi dobbiamo capire che il livello di una società si giudica non dalle possibilità dei potenti, bensì dalle possibilità dei deboli, dal loro numero e dalle loro condizioni di vita.

E se fosse questa citazione di Beato Pacifico Amandino, glorioso pontefice in Neapolis, una soluzione per la nostra cara Italia?

 

Recensione a cura di Rosanna Sanseverino

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